Ora sono ad Ischia com'è facile supporre, fa un freddo birbone e un tempo abbastanza ballerino (ma come sono retrò oggi). Ho accesso ad internet solo perchè sono stata abbastanza paranoica e lungimirante da portare con me il mio povero e scalcagnato pc, visto che quello di casa è in vancanza (almeno lui). Il Natale a casa mia da tutta la vita è un momento delirante, negli ultimi anni ancora di più visto che torniamo dalla city troppo strette di tempi per goderci il momento, che arriva e passa lasciandoci sfinite e pronte alla vera vacanza. Infatti nonostante il freddo (e un pò d'ansia prematura per Zappaquà e affini universitari) mi sto godendo i giorni di riposo. Ovviamente quei pochi conoscenti isolani con cui spendere ore a cazzeggiare sono emigrati per le feste e i miei cari amichetti e fidanzato sono mille miglia distanti, magari chiusi in case calde (spero per loro) a giocare a tombola e a organizzare uscitelle natalizie. L'unica cosa che mi rovina il momento è vedere i TG, che mi mostrano una Napoli sommersa dai rifiuti, affogata nella sua stessa sporcizia e assolutamente incapace di riscuotersi. Alcuni cittadini non sembrano capire che gestire meglio i rifiuti di casa sia necessario per se stessi prima di tutto, sembrano non interessarsi al fatto che una politica casalinga più saggia, fatta di raccolta differenziata e di attenzione agli sprechi possa da sola dare un pò di respiro alla situazione, evitando magari di arrivare al punto di dover difendere (quando poi non è più possibile) il proprio bellissimo territorio da discariche dannose aperte in punti improponibili. A quanto pare l'esercito non è bastato a rimuovere gli Everest di immondizia dalle strade, chissà quanti hanno bypassato la richiesta di conservare per qualche giorno gli imballaggi dei regali in casa invece di gettarli per strada e chissà a che livello arriveremo il giorno di capodanno. Fra fuochi d'artificio e alzate d'ingegno di qualche genio mancato, come minimo scoppierà qualche rogo di spazzatura che farà i suoi danni, che andranno ad aggiungersi alle stime di morti e feriti per l'imbecillità generalmente diffusa nella nostra città. Io amo Napoli. Davvero tanto, nonostante tutto. Ma certe volte mi chiedo perchè altri, che non conoscono nemmeno un decimo dei suoi pregi, dovrebbero pensarla come me visto ciò che mostriamo al mondo. Forse ho esagerato, forse dovevo fare un post di auguri e arrivederci e grazie, ma non posso ignorare il fatto che il cuore mi piange ogni volta che accendo la tv, come mi piange camminando per le strade della mia città, una puttana un pò troppo generosa con i suoi clienti. Buon Natale Napoli.
Erano mesi che non tornavo a casa con il preciso desiderio di attaccarmi ad una birra ghiacciata. La parte buona di non essere un'alcolista finita è che posso bere quando mi pare, cosa che non succede quasi mai. Proprio oggi invece sono arrivata stremata a casa di Daniel e ho afferrato una Peroni dal frigo prima di dare buonasera e l'ho tracannata senza pietà...dopo è stato interessante scendere le scale per fare la spesa, lo ammetto.
E' così che mi troverete a Natale, solo che sarò sulla panchina sotto casa vostra avvolta nei giornali a recitare Boccaccio, interrompendomi ogni tanto per gridare: "DOV'E' IL TUO DIO ADESSO???" Il prof Monty Burns e il suo assistente Smithers ci hanno steso i peli (e scusate il francese se siete religiosi) Ora per riprendermi sto ascoltando con Daniel alcune canzoni di glee, tra cui "the time of my life", dal film Dirty Dancing. per la precisione sugli acuti mi strappo i capelli e sul ritornello ho cercato di lanciare il reggiseno sul palco immaginario...sono alla frutta.
(Sylvia...Yes Mickey?...Come here lover boy...)
Parlando di cose serie, al Sob c'è stato un grande ritorno...mosyna ha calcato nuovamente i pavimenti dei Vincenziani per impartire nuove conoscenze economiche alle menti del Cinemaniaco e di Principles, mentre si sono formate nuove coppie degne di ibridi da laboratorio come il Ligre o il Teone: Sirio, ovvero la sintesi fra Silvio e Mario, e Flunzia, il cerbero monco formato da me e la mia compagna di avventure/navigatore satellitare Nunù. Per ora è tutto, vi lascio con la promessa che il prossimo post rispetterà le linee guida del blog....della serie meno pugnette più cazzeggio! E comunque mi sento di inviare un caloroso 'Ndru Culo a Zap e Cicci, col cuore.
Dopo due secoli circa di latitanza torno con un post inutile. Ho cominciato l'anno accademico. Esticazzi? direte voi. Lo direi anche io in effetti. In ogni caso, dopo la prima settimana, ho al mio attivo ben un giorno di lezione perso perchè il Professore non sapeve di avere lezione (e comunque sta per andare in Russia a girare un documentario, quindi non stiamo qui a cavillare sulle ore di lezione e insulsaggini del genere), un giorno in cui siamo entrati alle nove di mattina e ci hanno buttato fuori alle 18 insieme ai rifiuti (verso le tre stavamo già muffendo dentro e fuori) e un paio d'ore ramenghe, buttate lì giusto per confondere le acque. Noi Creativi dell'Imprenditoria siamo così. O famo strano. Oviamente adesso la prossiama lezione sarà lunedì, perchè ci siamo stancati. E' un mondo difficile. Un collega ha coniato una nuova definizione per il nostro modo di fare lezione da Novembre a Dicembre: il Mesestre. Trenta giorni in cui siamo in balia delle onde, si entra la mattina in facoltà e si spera di uscire in questo millennio, perchè le ore si devono accorpare, pressare, incastrare in una partita a tetris senza fine dove pur di portare a termine il programma si sacrificano le pause pranzo, si giustiziano i quarti d'ora accademici e le pause sigaretta sono condannate a morte senza nemmeno un giusto processo. Niente indulti per noi, niente prescrizioni. E' cominciata l'era degli zombi. Accorrete numerosi.
Stanotte voglio fornirvi delle motivazioni per leggere e vedere "I Pilastri della Terra", romanzo di Ken Follet recentemente trasformato in miniserie per il piccolo schermo. Ho amato il romanzo di Follet in maniera che definirei disperata. 1030 pagine di intrighi, colpi di scena, battaglie, amori e violenze che si susseguono a ritmo serrato. Unico punto fermo in una storia che scorre rapida come l'acqua di un fiume in piena, la cattedrale di Kingsbridge: una sontuosa quanto ambiziosa costruzione che, lenta ma inesorabile, continua a crescere, essendo a volte essa stessa causa di accadimenti fondamentali nella trama. Lo sfondo storico si snoda nella lettura accogliendo - e spesso interferendo - col microcosmo della cittadina in cui diverse vite si intrecciano e si scontrano costantemente. Questo libro mi ha inchiodata a se con la sua forza espressiva, facendomi provare tutta la gamma delle emozioni umane conosciute e la cosa impressionante è che altrettanto effetto ha la serie. Il cast è davvero ben fatto: Donald Sutherland è perfetto nella parte del leale ma sfortunato Conte Bartholomew, che lascerà un casato in crisi e due figli a riconquistarlo. Rufus Sewell, che molte altre volte ha indossato panni non propriamente di quest epoca, interpreta Tom il costruttore, grazie al quale la cattedrale inizia a prendere vita.
Ma due ottimi motivi per guardare questa serie spiccano sopra ogni altro. Il primo è "Eddie" Redmayne, attore e modello inglese che intrpreta Jack Jackson, il protagonista.
Il secondo argomento che vi propongo è altrettanto valido, anzi, per alcuni forse potrà risultare più valido del primo. David Oakes, altro attore inglese, che interpreta uno dei cattivi (anzi, proprio bastardo) William Hamleigh, pretendente al titolo di Conte di Shiring nonchè sostenitore di Stefano l'Usurpatore. Uno di quei cattivi sulla cui strada mi metterei per il semplice gusto di farlo passare sul mio cadavere.
Lo so cosa state pensando. Tutta questa tiritera pseudo-intellettuale sul romanzo-pippone storico e poi si va a parare sempre allo stesso punto: uomini. Già. E ancora non vi ho detto tutto. Sono rossi. Adesso potete pensare quello che volete! Non posso farci niente, ma uno dei miei romanzi preferiti è stato tradotto in immagini e per di più mi ci schiaffano due ventisettenni al sangue, rossi come il tramonto e boni come non se ne vedono tutti i giorni...la carne è debole signori miei. Se consideriamo l'effetto allucinogeno che hanno i capelli rossi sulla cotanta poi...ogni pretesa intellettualoide scompare al cospetto della magnificenza della natura, insieme a qualunque parvenza di autocontrollo e dettami della buona società. Diciamo che se mai dovessi avere la fortuna di incappare in uno o entrambi di questi esemplari, il galateo non sarebbe la prima cosa a venirmi in mente. Detto ciò consiglio a tutti, maschi etero compresi, la visione di questa serie (e anche la lettura del romanzo) e se qualcuno volesse venire dalle mie parti per riportarmi sul pianeta terra... astenetevi, grazie, ho tutto quello che mi serve!
Momento strano la notte. Se non hai la fortuna di addormentarti subito dopo esserti messo a letto - e se questo accade sopratutto perchè ti sei sparato di seguito una puntata di Fringe, una di Dexter e una di The Big Bang Theory - allora ti ritrovi tuo malgrado nel bel mezzo della notte a pensare. Ipso facto non si pensa a qualcosa in particolare, più che altro si viene sommersi da imput vaganti, magari accadimenti quotidiani a cui si è prestata poca attenzione prima e che tiraneggiano appena possibile o, nella peggiore delle ipotesi, si affoga nella paranoia. Io sto pensando alle prospettive. Prospettive diverse da cui ti capita di guardare una stessa cosa e che te la sovvertono completamente. Per esempio: può una semplice scatola stampigliata a fiorelloni modificare il tuo modo di vedere e di organizzare un ambiente intero? Si, ammesso che tu sia riuscito a montarla. Può la mancanza di soldi farti valutare differentemente la tua persona? Si, se inizi a considerare la vendita del tuo corpo come un'opzione effettivamente praticabile (a mali estremi...) Dopo un pò diventa anche interessante vedere quante sono le scoperte che si possono fare in una sola notte, fissando un solo statico soffitto. Potreste scoprire improvvisamente che la vostra stanza ha una scandalosa propensione al beige che prima ignoravate. Potreste scoprire che la vostra fantastica veletta nera assomiglia ad un grosso aracnide affamato che vi guarda dalla libreria, in agguato. Potreste scoprire che avete più scatole vuote che cose da riporci, più parole chiuse dentro che discorsi fatti davvero, più preoccupazioni che bei momenti. Ovviamente potete sfuggire a questo scempio. Smettete di vedere Fringe. Smettetela di simpatizzare con Dexter. Leggete magari, o ubriacatevi prima di dormire. Ignorate le prospettive e procedete verso un unico punto, da un'unica strada. Io non posso, mai riuscita. C'è sempre quel qualcosa in più da sapere, quel qualcuno nei cui panni mettersi, questa sensazione sgradevole che mi stia costantemente sfuggendo qualcosa. Probabilmente tutto ciò ha una spiegazione logica, ecco una nuova scoperta notturna, una nuova prospettiva. Come dicevo prima, si aprono molte porte se si riflette con calma. Potreste scoprire che siete troppo permalosi. Potreste scoprire che mangiare la seconda fetta della torta di Daniel a pranzo non era poi una così buona idea. Potreste scoprire che è troppo tardi per tutte queste pippe mentali, salvo poi capire che c'è sempre tempo per un pò di autocommiserazione. Io ho scoperto una sola cosa utile fra tutte queste: di notte si è più sinceri. Poi però sorge il sole.
Miei cari lettori, mi accingo a pubblicare il "diario di bordo" del viaggio londinese. Sperando che possiate ridere leggendo quanto abbiamo riso noi vivendo queste avventure, vi auguro buon divertimento! N.B: Il titolo del post si riferisce ad una virata particolarmente intensa del pilota all'andata. Lascio alla vostra immaginazione l'espressione conseguente del mio volto...
Once upon a time in London
02/09/10 ore 12:50
Siamo sull'aereo, sono le 12:50 e stiamo morendo di fame... Il momento è topico, c'è gente che scarta tramezzini che l'easyjet vende a carati e Simona guarda con occhio godurioso il braccio di Roberto (ad un certo punto gli ha chiesto "a che gusto sei?") Simo si è addormentata al decollo (beata lei), Roberto fa una sempre più stupita conoscenza con la mia settimana enigmistica e Mario è solo dall'altra parte del corridoio che ascolta l'iPod. Davanti a lui c'è una neonata ripiena di cibo come un tacchino e dietro un bambino pestifero che ingurgita patatine e panini. Io ho fatto un decollo esemplare: letteralmente ad occhi chiusi. Il personale di bordo è come l solito normale: abbiamo la sorella scnosciuta di Lucy Liu, un pilota che ama virare in modo che definirei oltraggioso e uno stewart che è WILL.I.AM e che ogni tanto si trasforma tipo Ranma 1/2 in un hostess bionda con gli occhiali. Quando posso dimenticare la paura per qualche istante riesco addirittura a guardare fuori. Ho visto Ischia e Procida. Dall'alto rendono molto meglio. [cose da fare]
english breakfast
fish and chips
statua di boadicea
un bacetto a Mario (scritto da Mario)
amma magnà (scritto da Symo)
HOMERTON, LONDRA (apparentemente) 2/09/10 Siamo in casa. Abbiamo fatto l'imposibile per trasferire le nostre stanche membra qualche chilometro più ad Est, per avvicinarci alla city, ma ogni tentativo è stato fugato dall'universo che ha cospirato contro di noi. Fuori, nel parco, ci sono due classici pali da pusher che ridono e ci dicono cose in un idioma sconosciuto ai più, prontamente ribattezzati Mimì e Cocò. L'accesso alla "veranda" è a combinazione numerica e cambia ogni 12 secondi, il giardinetto è recintato da pali di legno marcio con buchi assai sospetti e il padrone di casa, durante il giro di visita, ha continuato ad esclamare "don' toch,don' toch!" (don't touch) e "you can take the bos..." (bus). Tutto ciò non contribuisce a creare quell'atmosfera tipicamente inglese che il turista medio si aspetta di trovare. Posso affermare senza timore di essere smentita che non siamo a Londra... più probabilemte siamo da qualche parte nelle favelas. (Stanotte organizzeremo turni di guardia con moschetto alla mano. Nessun dorma!) (favelas in notturna)
HOMERTON STATION 3/09/10 ORE 10:36
Stiamo aspettando l'Overground per poi incrociare la Vittoria e Picadilly, per far visita all'omonimo puttino. La prima notte è passata e, una volta rassegnati al nostro destino, abbiamo cercato di abituarci alla baraccopoli. L'importante è essere ottimisti!!
PICADILLY ORE 11:26
La English Breakfast ha vinto! Ci stiamo scialando con pane tostato (e imburrato) uova strapazzate e bacon, il tutto condito da una spruzzata di pepe nero e salsa barbecue. Simona è appena passata alla modalità panino, mentre Roberto mantiene un basso profilo mangiando come una vera signorina. Io e Mario abbiamo fagocitato il tutto con serio impegno.
HOMERTON ORE 21:50
Stiamo mangiando un piatto di pasta al pesto. Per forza di cose abbiamo dovuto sostituire l'olio con un pò di ottimo burro Anchor: ne mangi un pezzo e vai a fondo. Domani sera mangeremo con circa 2 pound a testa: 1,29 per una pizza Ristorante, "così sottile così croccante", e con 1,45 compriamo una coca e ce ne danno una in omaggio! Sulla scia delle nostre radici, abbiamo inveito contro i pusher fuori casa in modo molto tipico: Mammà, adda murì Mimmì mommò! Simona ha dato il La per la creazione di un nuovo tormentone: dato che abbiamo passato tutto il giorno fra varie linee dell'Underground e lei stamattina ha diementicato la mappa degli autobus (sua nuova bibbia), ha ripetuto tutto il tempo, a intervalli regolari, la frase "Mind the Map", parafrasandone una ben più celebre e fracomando i coglioni a compagni e non. Intanto nel bagno proliferano le più disparate forme di vita: adesso abbiamo dei funghi di proprietà, a breve attendiamo anche l'arrivo di grandepuffo e compagnia. Comunque c'è una mega Marlboro che ci osserva dall'alto del giardino. Non sono del tutto a mio agio...
HYDE PARK 04/09/10
Ho toccato uno scoiattolo! Qui ad Hyde Park gli scoiattoli sono grossi come mastini e non mangiano niente di ovvio come noci, semi o ghiande. Il junk food si fa strada nei posti più impensabili...
HOMERTON ORE 19:50 (ora della cipolla!)
Siamo stati a Camden Town! Mario mi ha diffidata dal comprare cappotti borchiati ed abiti in stile "Mater Lacrimarum", ma sono riuscita ad acquistare una veletta stile Vedova Inconsolabile in un negozio Vintage (potevo accaparrarmi anche un abito da sposa per 8 pound...nuova diffida) Un caro ragazzo ha chiesto a Simona se ero sua madre, il che mi ha messo alquanto di malumore...nemmeno la mia acida risposta in spagnolo mi ha dato soddisfazione, quindi ho deciso di lavare l'onta con del sano consumismo sfrenato. Molti pound dopo andava già meglio. Simo è andata per tutto il tempo alla ricerca di un cappello, fermandosi solo di quando in quando per fotografare punk dalle creste soppalcate. Dopo aver comprato circa qualunque cosa con su stampata la mappa dell'underground e aver finto pose per permettere scatti proibiti ai passanti, ci siamo diretti verso la zona "ristorazione". Assaliti da branchi di cinesine imbizzarrite che cercavano di ficcarci in bocca svariati tipi di animali fritti, abbiamo arraffato, sopraffatti, un cartoccio con degli spaghetti saltati che sembravano linguine e del pollo fritto che sapeva di calamaro. Simona sta ancora ruttando fuori peperoni e tentacoli. Adesso siamo nel cortiletto della baraccopoli, a rilassarci in attesa di uscire per pub, fumando una sigaretta in pantofole. Nell'aria aleggia un aroma croccante di taleggio stagionato... contro le scarpinate londinesi non c'è deodorante antibatterico che tenga...
COVENT GARDEN 06/09/10
Siamo seduti ad un tavolino in un sottoscala di una bancarella ambulante a mangiare Jacked Potatoes. Simona agisce in maniera chirurgica: taglia, seziona, smonta e cataloga prima di passare alla fase masticatoria. Roberto ha abbandonato campo di regata dopo averle tentate tutte: attacco diretto con coltello e forchetta, presa wrestler a mani nude e tentato omicidio col ketchup. Mario, dopo qualche incertezza iniziale dovuta ad incongruenze nel sistema di coordinazione mano-occhio più che ad una vera e propria ostilità da parte della patata, ha ingoiato il nemico senza indugi nè pietà (non ho ben capito la dinamica, come al solito è stato un fulmine). Da questo lato del fronte invece le cose sono state decisamente chiare: la mia è stata una Jacked Potatoes molto poco. Infatti l'ho spogliata subito, facendola diventare una Naked Potatoes.
ULTIMI GIORNI, IN ORDINE SPARSO
Gli ultimi giorni a Londra non sono stati documentati passo per passo visto che siamo stati ad Oxford Street sotto un acqua di cielo davvero ingloriosa e poi ad Hyde Park (dove sono stata morsa da uno scoiattolo). Un encomio speciale va ai trasporti locali che,nonostante lo sciopero dell'underground ci hanno permesso di muoverci in tutta serenità, talmente tanto da sentirci liberi di saltare giù da un notturno per andare a bere il famoso Snackebite al World'sEnd senza porci nessun tipo di problema. Seguiranno foto di momenti clou. Intanto qui si sparagna ogni euro per una futura ripartenza. Me lo sentivo che avrei amato quella città e andarci con persone speciali non ha fatto che accrescere il piacere.
Eccomi. So che tutti voi (e vi preannuncio che la frase è sarcastica) non dormite la notte in attesa del post su Londra, ma i miei amati compagni di viaggio mi stanno inviando il materiale fotografico dedicato anche se qualcuno, ed eviterò di fare nomi, latita ostinatamente. Mi rivolgo al solito noto: se non si fotografa non si posteggia, e i cocci sono i tuoi!
Intanto mi dedico a rimpolpare le mie relazioni sociali, rivedo vecchi amici e metto al servizio dei bisognosi le mie poche qualità. Daniel è migrato a Sud e non fatico ad immaginarlo mentre si costruisce un nido per la futura covata. Ma sto divagando. Ischia in questo periodo è quasi godibile, il tempo è mite e i turisti superstiti si defilano con dignità, lasciando l'isola più vuota e noi acidi inguaribili più contenti. Ho deciso di intrattenrmi qualche giorno a casa, prima di far ritorno alla mia cara, vecchia, sporca e cara città, anche se venerdì ho in programma una capatina veloce. Causa grandi eventi prossimi venturi, probabilmente dovrò nutrirmi di carote e acqua piovana per i prossimi mesi in modo che, alla mia prematura per quanto annunciata morte, la mia salma possa presenziare in tutto il suo splendore ai ricevimenti, facendo di me il cadavere più orgoglioso del circondario. Nell'impossibilità di portare a termine il mio lavoro sulla saga di Goodkind, di cui l'ultimo volume ha preso misteriosamente il volo nei meandri della temutissima valle della ristampa, sono passata nuovamente ai vampiri, stavolta quelli di Charlaine Harris, la creatrice del Ciclo di Sookie Stackhouse, da cui ha preso vita la famosa serie tv True Blood (che ha una sigla fantastica a mio parere)
Ho visto all'epoca le prime due stagioni e, appena potrò riavere il mio caro ma malridotto pc, mi scaricherò la terza per vedere che si dice. Intanto ho cominciato ieri e adesso sono quasi alla fine del secondo libro, ritmo che devo tenere se voglio finire la saga entro lunedì prima di partire. Detto ciò ritorno al mio lavoro di lettrice, lasciandovi con la promessa che, appena riuscirò a mettere le mani sulle ultime fondamentali fotografie, pubblicherò il "diario di bordo" londinese, in modo che voi possiate tornare a dormire sonni tranquilli.
Ah, le vacanze ischitane! Sto producendo ricotta senza soluzione di continuità. L'idea di non avere nulla di concreto da fare era una cosa da tempo dimenticata. Viaggio a parte non ho impegni di sorta, a casa mia ogni sera è una buona occasione per rimpinzarsi di cibo (e con le quantità di cibo che produciamo potrebbe sfamarsi l'esercito della salvezza...) Ovviamente non manca l'altra faccia della medaglia, ovvero la miriade di nipotini gnaulanti che rallegrano la vita, facendo venir fuori il mio lato materno, paragonabile solo a quello di un generale delle SS. Come direbbe qualcuno a napoli, con i bambini non sono un tipo molto Ragionabile. Il tiro con l'arco mi risolleva le giornate, riesco a non farmi saltare più via interi quarti di carne dalle braccia e sto cominciando a cercare compromessi diplomatici con le frecce sulle direzioni da prendere. In ogni caso sono assolutamente certa che tornare a Napoli sarà bellissimo, non vedo l'ora di rivedere i formalini e i bobbies, nonchè le nuove cricche di perdigiorno a tempo pieno che mi pregio di chiamare amici. Nuovi e grandiosi progetti si affacciano alla mia insana mente, pianifico furtivamente nuove ed eccitanti avventure cinematografiche (una telecamenra non poteva che accrescere ancor di più la mia megalomania) condite di effetti speciali che al confronto la Weta è Art-attak. Tutto ciò è in buona parte dovuto al fatto che pensavo di aver finito il ciclo della Spada Della Verità con il decimo volume, ma ho scoperto con orrore che ne manca uno, attualemente non disponibile, il che mi ha mandato particolarmente fuori di testa. In effetti le ultime 60 pagine mi parevano un pò pochine per contenere la conclusione della storia mastodontica messa su da Goodkind, ma ho cercato di ignorare la tremenda verità fino all'ultimo. Lancio a questo proposito un monito alla casa editrice che sta ristampando: non seguite le orme della Mondadori con Buona Apocalisse a tutti, e non facciamo scherzi cretini come la Nord con i Bastardi Galantuomini per cortesia! Una volta tanto distinguetevi, non ci vuole tanto, basta semplicemente fare quello per cui siete pagati: LAVORARE!! Detto ciò non mi resta che aspettare la miniserie dei Pilastri della Terra per riprendermi dallo choc di essere stata strappata al mio medioevo personale (in Follet I Trust). Come direbbero a Mai Dire. io faccio parte di quella cerchia di gente che non ha mai mandato giù la fine del feudalesimo...(grazie Bobbio per questo, in secula seculorum!)
Eccomi. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Avrei dovuto scrivere questo post secoli fa, ma essendo Ischia ancora nei secoli bui del Medioevo ho avuto difficoltà a raggiungere il mondo virtuale che mi collega ad altri esseri senzienti. Dopotutto qui si è in piena caccia alle streghe e sapete com'è, ho avuto un pò da fare... Sono tornata da poco da una felice vacanza nei meandri della Calabria, ospitata dal caro Daniel. Questo soggiorno era nato come una cosa breve e indolore, giusto per andarmi a prendere la mia annuale pera cosentina. Ovviamente ho ceduto al canto delle sirene e sono rimasta ben oltre la data stabilita...ma partiamo dal principio. I viaggi sulle ferrovie dello stato sono sempre esilaranti a posteriori anche se, dopo essermi fatta quasi cinque ore con una signora praticamente coricata addosso (a suo dire i treni sono molto comodi...e grazie al cazzo, non era il bracciolo del sedile signò, ma la mia morbida silouette) ci ho messo un pò più del solito a ridere. Casa di Daniel è per me croce e delizia: croce perchè dopo tanto tempo ancora non ho abbandonato la latente timidezza che mi complica decisamente i rapporti sociali, delizia per la gentilezza, l'ospitalità e la buona cucina (sig sig, si vede) Alla fine sono rimasta fin oltre ferragosto, il tutto condito da capatine in Sila (il fresco, i culurielli, la trattoria...cosa vuoi di più dalla vita?), gitarelle fuori porta (Civita, bellissima, di cui ho fatto molte riprese purtroppo bloccate nella nuovissima telecamerina, visto che il mio pc è+ ancora K.O.) e uscite con gli amici. Ma ancora una volta al primo posto ci sono le infinite risate che si fanno in quel di Roggiano: una rete improvvisata su una piscina potenzialmente fatale, una obbligatoria fermata all'autogrill e qualche peloso cretino bastano per creare la giusta atmosfera. Purtroppo, come in tutte le occasioni della mia vita in cui le cose sono fatte per bene non riesco a esprimermi adeguatamente, non posso raccontare in nessun modo cosa si prova, cosa è successo, quanto è stato bello. Non potendo far parlare le immagini per insormontabili difficoltà tecniche, devo serbare i ricordi e al massimo tentare di raccontarli poi a voce. La cosa che però, in maniera un pò melensa forse, posso dire con sicurezza, è che mi stupisce che io sia in grado di provare nostalgia per persone che non fanno parte assiduamente della mia vita, ma che ogni volta che vedo lasciano in me un segno sempre più profondo. E di questo vi sono grata. In ogni caso, fra il mio oramai sempiterno nemico numero uno, gattini che esplodono e porcellini d'india infingardi, anche quest'anno mi sono goduta la Calabria in tutto il suo splendore. Penso comunque che la prossima volta Daniel ci penserà più volte prima di invitarmi ancora.....
Noi amiamo gli animali, è risaputo. Questa casa ha ospitato svariate specie di quadrupedi da compagnia, volatili da ingrasso (mio padre cucina plum cake per nutrire i suoi assistiti, ovvero passeri, pettirossi, merli e via discorrendo) che sfortunatamente non sono destinati alla fornace e alla tavola. Io stessa ho allevato per tre mesi un pipistrello molti anni fa, esperienza assurda quanto irripetibile, che non fa che confremare la mia stramberia (cosa assolutamete innecessaria comunque).
Adesso si esagera però. Direi che c'è un limite a tutto...non bastava la mega blatta che ha cercato di entrare clandetinamente quando avevo ospiti? Una bestia tanto grande che il geco obeso che ci fa da insetticida l'ha guardata, ha girato su se stesso ed è andato via... Visto che i miei secondi nomi sono "discrezione" e "dissimulazione", pensai bene di armarmi di scopa ed andare con finta nonchalance a risolvere il problema. Ovviamente mi si sono fossilizzate le ginocchia quando ho visto l'entità dell'ospite... Comunque, insisto, adesso si esagera grandemente. Come direbbero gli spagnoli : Eramos pocos y pariò mi abuela, che tradotto direttamente in napoletano significa "stevem scarz a chiaveca". Adesso abbiamo una vespa da compagnia, un essere svolazzante che ha deciso di nidificare da qualche parte tra le videocassette e che non viene osteggiato quanto piuttosto incoraggiato da buona parte della famiglia che evidentemente si preoccupa dell'estinzione della specie. Naturalemte nessuno si preoccupa della mia estinzione, schifata come sono da quasi tutte le forme di insetti, se si escludono lucciole, coccinelle e insetti stecco. Passi che mia sorella in Ghana ha dormito con una mega tarantola probabilemte mortale e che mio padre salva dalle grinfie dei gatti anche le (stramaledette) cavallette, ma mi pare che fornire vitto e alloggio sia una degenerazione alquanto fuoriluogo. Passando ad argomenti più allegri, abbiamo finalmente concluso le trattative con la proprietaria dell'appartamento londinese che ci ospiterà a settembre. La signora si starà strappando i capelli a ciocche dalla testa in questo momento, e probabilmete maledice anche il giorno in cui ci siamo sentite la prima volta. L'importante è aver sistemato le cose (si spera). Bhe, a presto, sperando che qui a casa non decidano di importare un Varano di Komodo nei prossimi giorni...
Sono ad Ischia. E' da un pò che non avete notizie perche tutti i pc di casa mia hanno deciso di scatenare una rivoluzione, partendo uno dopo l'altro...mancava solo che intonassero un coretto sbeffeggiatore, sarebbe stata la perfetta chiusura del cerchio. Il mio, che stando a contatto con la sottoscritta ha una laurea honoris causa in cazzimma applicata, mi ha piantata meno di 24 ore dopo che avevo portato quello delle mie sorelle dal tecnico, che poi è partito per le vacanze. Per fortuna ho passato un piacevole week end a base di junk food e World Of Warcraft (si lo so, oltre ad essere un camionista e una checca sono anche un pò nerd...viva la varietà). Ovviamente però non poteva essere tutto normale...quando venerdì sono andata a casa di mio cugino faceva più o meno 70° all'ombra, ad ogni apertura di frigo si scatenava una reazione termonucleare e l'autocombustione non sebrava così improbabile. Uniche stanze senza condizionatore: lo studio (dove abbiamo passato la maggior parte del tempo) e camera mia. Sono andata a letto sperando con tutte le mie forze di risvegliarmi al mattino abbastanza viva da uscire da quel forno crematorio... Il giorno dopo sono venuti i tecnici a montare il condizionatore nello studio: la temperatura si è abbassata di 10° in un colpo solo, il sole è sparito e la sera ha diluviato....devo aggiungere altro??? Comunque oggi ho tirato ancora con l'arco, per la seconda volta. Sto migliorando, anche se non nel senso ovvio del termine. Ogni volta mi faccio dei lividi più grossi e più neri della volta precedente e, come se non bastasse, ho perso due frecce nella selva vicino casa. Domani tenteremo il recupero, con la luce del sole, che al buio fa anche un pò paura... Se non le ho piantate nel fondoschiena di qualche pantegana di passaggio potrei anche riuscire a riaverle. Che dire, sarò breve dato che lavoro su un computer che ogni 5 minuti devo caricare con la manovella, infatti non metto immagini per non fagli flippare i circuiti. Scriverò nuovamente al più presto, per tenervi aggiornati sulle (Dis)avventure ischitane di un giovane arciere strabico.
E' finita. Ci siamo laureati. Ancora non mi pare vero, sarà perchè ero così tesa che avrei potuto fornire energia ad una piccola città, sarà perchè ero tanto fuori di me da non ricordare bene tuti gli eventi...l'acconciatura Pompadour la ricodo benissimo però. Una cascata di riccioli inamidati che manco i colletti dei banchieri... C'è da dire che come al solito mi sono distinta: sono stata l'unica laureanda ad entrare a porte chiuse con tutti gli altri seduti, causa smarrimento della famiglia, la mia discussione è stata tanto veloce che dubito che la commissione abbia indovinato il tema trattato e ovviamente ci samo fatti riconoscere all'uscita grazie al tafferuglio disumano che abbiamo creato. Certo, anche l'aver ricevuto in dono un arco forse ha inciso...(posterò foto o video prossimemente) Nel complesso è stata una bella giorata, infarto pre discussione a parte, che si è conclusa al Kest'è quasi tutti insieme a festeggiare laurea e compleanno Bobbiesco. E' soddisfacente aver ottenuto il massimo a cui potevo aspirare e, in parte, è tranquillizzante sapere cosa succederà dopo, essere uscita dall' impasse. La nota negativa è (oltre i flash delle macchine fotografiche che rischiavano di sgretolare la mia faccia antica) che si conclude un ciclo, finisce un percorso. Sulla linea temporale della mia vita questi quattro anni hanno avuto il colore più bello di tutti, sono stati intensi, hanno portato nella mia vita risposte, responsabilità, amore e amicizie speciali. Dovrei ringraziare la mia buona stella che si è risvegliata e mi ha fatto cambiare vita e modo di essere, una volta tanto in meglio. Dovrei ringraziare per ogni volta che sono stata sostenuta nei momenti neri, e per tutte quelle volte che mi sono sentita utile e forte sostenendo a mia volta le persone che mi hanno dato la loro fiducia. Dovrei ringraziare per le eserienze, per le parole e le nottate in cui il mondo ha cominciato a sembrarmi meno vuoto ed ostile grazie a tutti quelli che mi hanno fatto compagnia. Casa Gramegna non avrà mai eguali nella storia. Dovrei ringraziare Daniel per tutte le notti in cui ha scacciato i miei incubi (i ragni giganti immaginari non sono un nemico facile), per tutte le volte che ha riso con me a parole come "carampana" e a stupide battute (dimostrando che un altro tipo di umorismo è possibile) e, sopratutto, per tutte le mattine che si è svegliato accanto a me, senza scappare urlando, ma sempre con lo stesso, indelebile, meraviglioso sorriso. Posso continuare all'infinito, il miele mi trasuda da ogni poro, ma chi di dovere conosce già l'affetto e la gratitudine che provo. Solo che oggi è un giorno seciale e va commemorato, anche solo così, perchè è giusto e sano e se scrivo tante stronzate per farvi ridere è il minimo che ogni tanto cerchi anche di annoiarvi! Per questo motivo oggi niente foto, questo post è genuino, scritto tutto insieme senza orpelli, per celebrare con onore la mia fortuna di avervi incontrato e l'infinita, adorabile stupidità con cui ci siete cascati... Grazie di tutto, a tutti voi. F
Oggi io e Daniel siamo andati a ritirare le tesi. La tipografia ci aveva dato appuntamento alle 11 di questa mattina ma, appena arrivati, ci hanno rimandato al pomeriggio. Così ho aspettato con Daniel a casa sua che è lì vicino e abbiamo deciso di mangiare assieme. Presi da un insano istinto compulsivo, facendo i piatti abbiamo allargato il raggio d'azione igienizzante a tutta la cucina...follia del mezzogiorno... Tutti sanno che io, pur essendo nata donna, ho dentro di me uno sfrenato camionista peloso, scurrile e ciccione, ma da qualche parte, ben sepolta, c'è la signorina Rottermeier un pò compulsiva che emerge all'improvviso. Infatti per pulire mi sono bardata con un grembiulino integrale a scacchi bianchi e blu, con tanto di tasca frontale con un qualche tipo di gallinaceo e nastrini. Praticamente ero Biancaneve, però fatta di crack.
Dopo aver pulito la cucina Ciccio, alias L'Avvocato, ha aperto il frigo e mi ha detto "hai conosciuto il nostro alieno?" Considerando che da Daniel puoi trovare di tutto, mi sono affacciata con un certo timore negli anfratti refrigerati... lì troneggiava una gigantesca palla di ghiaccio, semi nascosta dalla catasta di roba ammassata sugli scaffali. L'intruso occhieggiava sornione da dietro una scatola di ciurilli, aggrappato come un koala alla parete del frigo. Un gelido alien in attesa di saltar fuori dalle viscere dell'elettrodomestico...
Basita peggio di quelli di Boris ho guardato gli abitanti di mezzocannone e ho proposto di prendere una qualsiasi contromisura a scelta, in modo da evitare un' ulteriore espansione del morbo. Svuotando il frigo abbiamo rinvenuto reperti archeologici di ogni tipo, amene antichità fossilizzate (nel migliore dei casi, dato che altre erano sfortunatamente ancora ala fase di decomposizione) Fra una zucchina che stava esalando l'ultimo respiro e un paio di wurstel in rigor mortis, siamo riusciti ad isolare il fratello cattivo di E.T. Con sommo orrore ci siamo resi conto che l'abominio aveva fagocitato parte di una mensola (e si ostinava a non mollarla a nessun costo) e - purtroppo è vero - un sostanzioso residuo di parmigiano di cui spuntava un angoletto implorante. Dopo aver tolto la corrente abbiamo pazientemente aggredito la creatura, prima con una votapesce di plastica per non fare danni, poi con un caccialvite per staccarla dalla parete. Le misure estreme e normalmente sconsigliabili in questo caso erano necessarie, dato che mancava molto poco prima che il bestio cominciasse a desiderare cibo caldo e vivo... Ci siamo messi in tre a combattere selvaggiamente per ristabilire il dominio e, alla fine, ce l'abbiamo fatta. Adesso il frigo è pulito dopo la sterilizzazione a cura dell'Avvocato (io ho fatto il lavoro sporco con la mostruosità); non so quanto durerà, all'interno undici muoiono un pò dentro se non hanno almeno una melanzana Luigi XV immersa nel liquame o un pomodorino fossilizzato...de gustibus!
Sono appena tornata dallo shopping pre laurea... il mio piccolo inferno personale. Le occasoni ufficiali mi portano alla pazzia e questa specie di raduno di carampane alla mia Università non è da meno. Non ho pazienza, non ho stile, possiedo il sex appeal di uno scatolone usato e sono quasi certa di essere imparentata alla lontana con una qualità di Pere. In questi casi avere un fidanzato miope è una vera benedizione....
Comunque, pur rasentando l'immagine delle donne che ha il caro Botero, sono riuscita a recuperare un travestimento adatto all'occasione.
Purtroppo sfuma miseramente la mia idea di laurearmi vestita da Long John Silver (cosa che in buona misura stavo davvero per attuare, credetemi) e ho dovuto, causa forza maggiore, ridimensionare i miei piani e volare un tantinello più in basso.
(seh, magari!)
Nonostante i sogni di gloria, martedì sarò una comunissima laureanda di luglio, sudaticcia e tremebonda, infilata in quelli che io comunemente definisco "panni", senza personalità, senza voce, senz'anima... non senza corpo, quello no, perchè essendoci io per lo mezzo di corpo ce n'è fin troppo direi! Bhe, per rilassarmi stasera esco un pò, in modo da sfruttare le ultime sere di "normalità", se la si può definire tale, prima di digievolvere in un cerbero sbavante che tenta di staccare le teste agli amici e ai vicini al minimo movimento.
(lo so, non è Cerbero, ma rende l'idea di me ora)
Detto ciò vado, fatemi in cuor vostro un silente in bocca al lupo... a questo punto ci si aggrappa a tutto......
Abbiamo appena saputo chi saranno i membri della commissione della nostra seduta di laurea. Il panorama è terrificante come quella scena di Wanted dove scopri che è un telaio a prendere tutte le decisioni... Tralasciando la nostra cosmopolita mentore, guadagna il primo posto in classifica la Prof Fraunfelder, una delle pietre miliari dell'istituto, la donna che quando gira per i corridoi le pareti si ritraggono, la donna che non ha assistenti, ma dei paggetti addetti a portarle lo strascico del vestito; lei è la Regina Madre, la Zarina di tutte le Russie e non, l'Arciduchessa Sofia ma anche un pò la Principessa Sissi (perchè i ruoli di potere sono come le cattedre: più ne ha, meglio sta!). Insomma: lei E'.
(l'Ultima Zarina!)
Subito dopo viene il suo braccio destro, l'Eminenza Grigia, ovvero il Prof. Sirignano, seguito da una personalità inquietante perchè avvolta nella nebbia più fitta, ovvero Scialoja. Dulcis in fundo altre due Entità, databili con il carbonio 14 o, in alternativa, segando una gamba e contando gli anelli. Bettetini e Cesabianchi, che sommati all'anagrafe raggiungono più o meno l'età del nostro pianeta dal Big Bang a oggi... preparatevi ad un secondo Incontro di Teano.
Ovviamente chi più ci tiene sulle spine è la prima della lista che abbiamo rinominato in molti modi per esorcizzare un pò... mai trovarsi a telefono con un Daniel sovreccitato. Ecco la lista dei nomi, se ve ne vengno in mente altri di uguale gravità e simpatia ovviamente, avrò cura di aggiornare la lista sul post, in modo da lasciare questo momento imperituro nella memoria.
Signorina Rottermeier;
Contessa Serbelloni Mazzanti vien dal mare;
La Zarina;
Madre Superiora;
Frau Blucher (hihihihihihihihihih);
Arciduchessa Sofia;
Direttrice Siderale di tutti i dipartimenti;
Maestà;
Eccellenza;
Armand-Jean du Plessis de Richelieu.
Come si sarà intuito avremo bisogno di molta tranquillità, molte camomille e molti aiuti chimici...praticamente mi devo farcire di sostanze illegali come un'oca per il Paté, sperando quando sarà di passare il più inosservata possibile.....
Ma Papà Castoro non si poteva avere?
La parte della lista fornita da Daniel:
la Delfina di Francia
Reverendissima Madre
Mater Lacrimarum
Vergine di Norimberga
Frau Farbissina
Eva Braun
Baby Jane
Jeanne Antoniette Poisson Marchesa di Pompadour
Yzma
Anita Gaibaldi
Catena
Dolores Umbridge
Madama Fraffalla (non è scritto male)
Rita Skeeter
La Signora delle Camelie
Non li ho messi tutti perchè davvero si stava degenerando!
In attesa del giorno campale in quel di Napoli ci si intrattiene come si può, considerando che il tempo si è stabilizzato su un ritmo regolare di settimane afose con cemento che si squaglia per strada e week end novembrini, roba da far saltare i nervi ad un santo. Impossibilitata a dedicarmi a ludiche attività all'aperto, devo divertirmi a casa come una bambina scema. Il che comprende a volte degenerazioni mentali che mi portano a farmi le trecce e roba simile.
Dato che evidentemente il mio cervello sta subendo questi continui sbalzi di temperatura in maniera decisamente poco dignitosa, cerco di tenerlo lucido con attività culinarie varie. Ora, visto che in questo momento una qualsiasi sottospecie di bestio marino che si nutre di plancton mangia meglio di me (il plancton stesso mangia meglio di me in realtà...) non sono così stimolata a produrre dolcezze a me gradite, anche perchè altrimenti mi dovrebbero attacare ad un palo nel cortile con una catena. Però il caso ha voluto che domenica scorsa mi fossero rimasti una quantità di tuorli d'uovo non indifferente che non mi andava di buttare. Cosa si fa con dei tuorli avanzati? Sostanzialmente ci si possono tappare diversi metri di coronarie, in qualsiasi forma li si metta. Non volendo concorrere per il guinnes della frittata più grossa e malsana del mondo, ho deciso di provare a fare una crostata. Le crostate sono i classici dolci della nonna, quelli che ti aspetti che nonna papera faccia con una mano legata dietro la schiena, la benda sugli occhi e un pappagallo canterino nelle orecchie. Ovviamente io la considero abbastanza complicata, sopratutto perchè odio quasi tutti i tipi di crostate che siano mai state cucinate su questa terra. Per di più ci ho fatto la crema pasticcera sopra, cosa che mi fa ancora più orrore, quindi mi sono messa al sicuro da ogni tipo di tentazione. Considerando quello che succede normalmente quando devo cucinare qualcosa che non mi piace, mi preoccupavo che esplodesse la cucina, che degli Umpa Lumpa facessero irruzione per trasformarmi in gelatina o cose di questo tipo. Miracolosamente niente di tutto ciò è accaduto e vi mostro il risultato finale.
E' stato interessante sopratutto scoprire che non faceva nemmeno schifo, cosa asserita dal caro Daniel. E' vero che il suo giudizio è stato influenzato dal fatto che era a rota di dolci ormai da un pò, però basta sapersi accontentare no?
Le foto sono infatti offerte da lui che ha immortalato il mio primo e probabilmente unico tentativo di crostata. Ho voluto condividere sul blog questa esperienza, se non altro perchè si è capita una cosa fondamentale:la pasta frolla può venire buona o cattiva, ma non ci vogliono due lauree per farla. Un pò come le palle del Moro, solo che quelle sono una questione di stile. A buon intenditor....
Che noia. Almeno stavolta non mi sono fatta fregare dal week-end traditore... Non essendo partita posso godermi questo tempo di merda direttamente dalla mia piccola cameretta di Napoli. Che impagabile la vista sul muro della vicina, con la camera dei miei amati bimbi, tutta firmata Hello Kitty ovviamente.
Ho appena finito di vedere la serie tv di Jane Eyre, recitata molto peggio del film ma, data la sua natura seriale, molto più legata alla trama del romanzo della Bronte. E' una bella storia, con il giusto equilibrio tra mistero e romanticheria ottocentesca. Per chi non lo sapesse, è il racconto della vita di Jane Eyre, orfana ospite a casa di una zia che la detesta. Mandata in un istituto di carità all'età di 10 anni ne esce a 18 per prendere servizio come istitutrice a Thornfield, villa di Edward Rochester. Pur essendo bruttina e anonima, Jane ha un carattere forte e un'indole passionale. Rochester si innamora di lei e vorrebbe sposarla ma la sua vita e la sua casa sono avvolti da un mistero che è stato sepolto troppo a lungo... Non vi racconto il resto perchè ovviamente la parte succosa della storia è proprio questa, comunque lo consiglio caldamente, sia il romanzo che il film di Zeffirelli. Se volete vedere la serie si trova su youtube in 24 parti da circa 10 minuti. In una spenta giornata come questa mi ha tenuto abbondantemente occupata. Ora sono qui, con il mio pc, il mio tabacco e nessuno all'altro capo del telefono (Meucci: il riassunto di una vita sprecata) Sono più depressa di un Nerd durante un black out e più a dieta di una sposa prima del matrimonio!
(Nerd femmina che si sposa durante un black out e cede ad un attacco di fame)
A questo punto vi lascio, appellandomi a chi di dovere: la vosta sparizione mi è sospetta...in provincia si stanno facendo fuoco e fiamme??? Bhè non mi resta che fare come Rossella e sperare nel domani
Scrivo un post inutile perchè mai come oggi concordo con tutti quelli che odiano il lunedì, anche se a me non è mai fregato nulla. Semmai trovo più sano odiare la domenica, con i suoi pomeriggi infiniti e la sua abominevole programmazione TV. Ma questo lunedì è stato veramente di merda. Sono tornata ad ischia con 2 obbiettivi: mare e bici. Manco a dirlo è bastato che posassi la suola del mio sandaletto francescano sul molo perchè si scatenasse l'inferno: acqua, vento, mare agitato e freddo...un freddo boia se si considera che siamo quasi a luglio, che mi ha costretto a rispolverare pigiami ormai dimenticati e coperte (COPERTE!) per superare la notte. Oggi, rassegnata, sconfitta, umiliata dall'evidenza della mia sfiga nera, mi sono imbarcata per tornare a casa su un traghetto che si è fatto dolcemente sospingere in porto dall'uragano Katrina che passava di qui per caso. (questo è ciò che nessuno vorrebbe trovare in vacanza...e sopratutto nessuno vorrebbe starci in mezzo)
Come se non bastasse, appena salgo in cumana tutti decidono che devono starmi accanto, anche se ci sono altri 60 posti vuoti nello stesso vagone...meditando vendette contro i passeggeri delle ferrovie dello stato sono tornata a casa e, dopo una breve visita a Daniel con confessione di vari segreti di stato (non ci riesco a tenere un cecio in bocca, lo so), mi sono sbafagnata qualche trancio di pizza. Ora ho finito di vedere le nuove puntate di Big Bang Theory 3 (menomale che c'è Sheldon!) e cerco disperatamente di tenermi sveglia quanto basta per non ledere ulteriormente una dignità già spacciata. Nota positiva: non ho ancora ucciso nessuno, anche se prossimamente l'unico modo per avvicinarmi comprenderà l'utilizzo di una gabbia, alcuni strati di protezioni imbottite da indossare e un bastone elettrico. Declino ogni responsabilità! Sapete come si dice: genti avvisate...
Sono appena tornata da una vacanza flash in quel di Pithaecusa. Qualche giorno fa ho deciso di fare questo raid e mi sono trascinata dietro Daniel e Simonida. Vado a raccontarvi gli eventi in tutta la loro assurdità a partire da lunedì 14. In mattinata siamo passati all'università per consegnare la modulistica della tesi. Ovviamente l'ufficio era chiuso anche se il personale era dentro a fare altro (giocare a ramino suppongo). Decisi a non lasciarci abbattere dalla prima diffcoltà siamo rimasti imperterriti davanti alla porta finchè l'usciere, ribattezzato in seguito "il Dottor Male", non ci ha concesso di consegnare comunque. Opera del maligno, appena avuto il permesso di attendere il turno, da cinque che eravamo siamo diventati circa duemila...tutti lunedì dovevate venire?? Il Dott. Male si è inquartato come una iena ridens stitica e non ci voleva più far entrare, poi ha deciso che potevano consegnare solo "quelli di fuori napoli". Improvvisamente anche il Vomero si è spostato fuori napoli e buona parte della popolazione di laureandi non ha ceduto lo passo. Indecisi se spacciare Simonida per Calabrese o Ischitana, siamo rimasti con le dita incrociate. Ci hanno fatto entrare ma naturalmente la modulistica aveva tremila difetti, quindi solo dopo varie corse in giro per il dedalo di corridoi del Sob abbiamo portato a termine la missione. Ci siamo separati all'ingresso con promesse di sole, mare, braciate di pesce e vita notturna ischitana (sic...) e io mi sono diretta a Fuorigrotta per servizi. Dopo vari rucielli ci siamo incontrati per prendere la cumana a Montesanto, arrivare a pozzuoli e prendere il traghetto. Insieme ad una signora superscassacazzo incontrata alla stazione siamo andati a fare i biglietti (mi è riuscito il bluff dei residenti fortunatamente) e siamo saliti sul caro Maria Buono, che ci ha piacevolmente traghettato sull'isola verde. Arrivati a casa, e giammai paghi della giornatina appena trascorsa, abbiamo atteso la partita giocando a pallone. La partita non la commenterò, non è il mio campo, ma vorrei comunque segnalare delle cose:
Lippi, sciogli la catena a Gattuso;
Togliete il caffè a Pepe fino a domenica e fategli 2 camomille che a questo ritmo non so se ci arriva in finale. Però devo dirlo: grande Pepe, sai campare!
Io e molti altri siamo sempre più convinti che non si giochi 11-11, perchè i giocatori avversari sembrano sempre troppi. Qui gatta ci cova...
Dopo la partita ci siamo messi a giocare a carte, precisamente a (...pausa che cerco so google come cazzo si scive...) conchè (...ho dei dubbi ma se lo dice il web...) dato che eravamo stanchi morti.
La mattina dopo ci siamo alzati di buon ora per dare l'assalto alla spiaggia.
(citara)
Sembravamo le giovani marmotte partite per sopravvivere al deserto: - protezione solare (non siamo andati oltre il 30 sennò tanto valeva lavarsi con la candeggina...) - ombrellone arrugginito a spicchi arcobaleno e con qualche colonia di ragni insediata all'interno; - borsa termica dal colore più evidente possibile con bottigliazza d'acqua (l'idratazione prima di tutto);
La mia pandarella (si riconosce tra le altre perchè è sempre quella più sporca) ci ha fedelmente portati a destinazione, lasciando emergere questo spettacolo (immaginate al rallenty) Io: gonna pareo shock cromatico, legata a vestito, esco dal sedile del pilota con tanto di occhiali da sole verdi e zaino Invicta; Daniel: costumino azzurro, pallone, zaino e cappello tipo Humphrey Bogart; Simonida: pinocchietto a strisce violetto e bianco, canottiera, costume uguale agli occhiali, capelli legati a tuppo firmati Renzo Piano. Vorrei poter condire con foto, ma ne sono purtroppo sprovvista. Comunque eravamo uno spettacolo da operetta. Bella giornata in ogni caso, mare pulito, poca gente (se non contiamo i miei odiati: famigliole felici, passeggiatori da bagnasciuga, vecchie conoscenze e bambini) Abbiamo giocato tutto il giorno a pallone, un bambino ha tentato in tutti i modi di unirsi a noi nella baldoria e sopratutto ci siamo bruciati come dei crocchè. Alle 16, dopo aver ingerito una zingara condita con sabbia, eravamo praticamente cadaveri. Onde evitare l'autocombustione siamo tornati a casa dove siamo miseramente crollati dopo la doccia. La sera, tornati a nuova vita, ci siamo sbafagnati 7 quintali di pesce cucinato da mia sorella che ne sa una più del diavolo: lucerne, palamita al forno, aluzze imperiali all'acqua pazza e alici marinate. La sera ci è venuto a prendere mio cugno con fidanzata per portarci a fare un pò di vita notturna... stenderei un velo pietoso, ma non basterebbe. Praticamente la serata è stata un pit-stop sigaretta. La prima al Catello Aragonese, la secondo alla Riva Destra, praticamnte un pantano visto che c'era l'acqua alta (ma non somigliava cmq a Venezia), la terza dopo il pub M9, unico posto decente per prendere qualcosa da bere. Nonostante tutto abbiamo fatto tardi e infatti stamattina non c'era verso di tirasi su. Siamo partiti alle 15, trovando anche l'unico marinaio che controlla i documenti all'imbarco (a questo dedicherò un post a parte!) e dovendo quindi rifare il biglietto non residente... Adesso sono a casa, stanca, scontenta di essere partita, desiderosa di tornare portando con me più gente possibile (tutti eremiti, dovreste aver capito che la notte da noi si dorme...) per riprendermi finalmente l'estate stavolta che posso. In ogni caso spero di rifarlo presto, intanto andrò da sola fra qualche giorno a scippare le paretarie dal forno per le pizze....capite a me!!!! Baci baci, a chi non si è annoiato al terzo rigo!