giovedì 29 marzo 2012

Month

Manca un mese. Fra trenta giorni, a quest'ora, staranno quasi per aprirsi i cancelli della fiera. Immagino le persone in fila fuori, i cardini che iniziano a girare e noi in prima linea, leggermente piegati sulle ginocchia, come gli Ent chinati per resistere all'assalto violento delle acque della diga di Isengard.
Va bene, ammetto che potevo trovare un paragone leggermente meno epico, ma non ho saputo resistere alla tentazione. E comunque l'immagine non si allontana poi tantissimo dalla realtà dei fatti. Sarà un delirio.
Tutto quello che abbiamo messo su sta prendendo una forma quasi definitiva, le idee escono dalla nebbia delle possibilità e i contorni si fanno più netti. Ogni giorno che passa mi accorgo di star trattenendo il fiato: se continua così le ultime due settimane le passerò in apnea.
L'anno scorso svolazzavo amabilmente tra gli impegni, aspettando semplicemente che arrivassero quei tre giorni, un po' emozionata di sicuro, ma con un atteggiamento assolutamente hippy. Ed eccomi adesso, 365 giorni dopo, a torcermi le mani metà per il desiderio di essere li e metà per ansie e paranoie varie ed eventuali.
La mia mania di controllo guadagna tacche a vista d'occhio, come un termometro al mercurio infilato nel brodo bollente; cerco di tenermi a bada da sola con frusta e sedia ma è quasi tempo sprecato, soprattutto dal momento in cui ho iniziato a sognare la fiera e tutti gli annessi e connessi quasi ogni notte.
Prossimamente digievolverò in un'Idra, una pazza da catena, una stronza senza appello. Chiedo venia in anticipo per una parte degli strilli che tirerò, anche se di sicuro l'altra metà sarà giustificata.
Per sempre vostra
Asha con l'ascia.

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