Un altro buffo risveglio, fatto di risate e aspettative che, miseramente, inevitabilmente si trasforma, minuto dopo minuto, in una mattinata di favori, poi in un arrivederci arido... e scivola via, verso una giornata vuota, che si trasforma in sera e poi in notte. Ancora una volta, per colpa mia, sono qui che scrivo, senza voglia di far nulla se non lasciar rotolare via le ore sperando con tutte le mie forze che trascinino via questa malinconia velenosa che mi serpeggia nel petto.
Mi rendo conto che sto lanciando disperati segnali di aiuto che nessuno può cogliere, mi industrio pateticamente come una formica, nell'attesa e nella speranza che chi di dovere si accorga di quanto unique io sia, di quale diamante grezzo abbia fra le mani, di quanta felicità e divertimento siano pronti e maturi sul mio albero della vita, desiderosi di essere colti di nuovo, ancora. Poi mi guardo allo specchio, vedo il mio riflesso stanco e accanto a me solo il vuoto. Perché lasciare spazio? Perché non proseguire sulla linea che avevo sapientemente tracciato?
C'est la vie, mi rispondo da sola. Dovevo saperlo che mi sarei impelagata con la persona sbagliata, l'unico di tutto il circondario che ce lo vuole abbastanza da scardinare i miei principi, ma non tanto da fare l'ultimo passo. Cerco di ricreare quel miracolo per cui una notte io e te ci guardammo negli occhi e scoprimmo che tutto era spalancato, che ci eravamo gettati a capofitto nella meraviglia l'uno dell'altra, senza timore alla fine, senza possibilità di sfuggire.
Sono andata oltre te, con fatica e dedizione, ma ci sono cose che mi hanno segnato e che non posso cancellare (e non vorrei mai farlo).
La razionalità mi dice che non è possibile che io, me, questo che sono, possa in alcun modo ripetere l'esperienza -miracolosa come dicevo- di convertire con la sola forza della pazienza e con l'aiuto di qualche buona qualità un altro nulla in qualcosa di più. Eppure mi ostino a credere che succederà, che un giorno quello sguardo si poserà per più di qualche attimo nei miei occhi e si soffermerà, come il tuo, a scavarmi dentro. E che non si limiterà tutto alla notte, che non finirà in un solo fuoco ogni volta, ma che la fiamma resisterà. Per farmi credere ancora una volta che andrà tutto bene, che nonostante tutto non sono completamente sbagliata, completamente sola.
E li scelgo come te. Ma tu eri diverso. Mi hai voluta abbastanza, mi hai amata abbastanza, in modi diversi e perciò forti insieme. Eravamo strambe anime affini, ci siamo accompagnati per un po' su questa strada gibbosa e stancante, fino al bivio inevitabile. E ora io sono ad un altro bivio, stavolta da sola: continuare caparbiamente lungo questa folle rotta o provare altre strade?
Non lo so, devo prima capire se è tutta questa storia ad essere brutta o se è solo questa nottata a fare schifo.

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