Tutto quello che riesco a fare è navigare svogliatamente, guardare una serie tv svogliatamente, ascoltare svogliatamente musica. Magari tutto in contemporanea.
In realtà penso, rifletto, elaboro. Non concetti e teorie sociologiche come dovrei, ovviamente, bensì penso a quello che oggi mi è stato rivelato.
Interrogare le carte è un'operazione poco amata in generale, bistrattata sopratutto da chi avrebbe una voglia matta di farsele tirare. Io chiedo risposte solo quando sono troppo sotto pressione da pensare da sola e oggi, una volta di più, mi rendo conto che quello che arriva sul banco non è altro che la trasposizione delle mie ansie e delle mie riflessioni. Con me ci hanno sempre preso, sempre, ma comunque ho sempre fatto di testa mia. Lo farò anche stavolta temo, anche se potrei una volta tanto risparmiarmi una delusione cocente. Ma che sfizio ci sarebbe poi? L'ansia, l'attesa, il pizzicore così squisitamente intimo che precede una telefonata, o meglio ancora un incontro sono insostituibili, botte di adrenalina che ottundono i sensi in maniera formidabile, che diventano indispensabili come una droga.
L'escalation è sempre simile a se stessa: si parte da un banale "risponderà al telefono?" per arrivare a "accetterà l'invito?"
La storia filerebbe liscia come l'olio, se non fosse per l'elemento discordante, la mia variabile impazzita preferita: Lui. Lui è sempre un'entità folle, una personalità border line che mi manda fuori di testa. Lui sfugge, lui resta silenzioso, lui non sa che vuole fare. Un minuto prima pare che sia tutto esattamente come deve essere, un minuto dopo l'interesse scema miseramente, in maniera misteriosa. E nessun Lui ha mai la buona pensata di far capire subito se la vuole piantare o meno. Non posso farci nulla se mi piacciono così. Ogni tre che bussano alla porta ne scelgo uno che sta guardando dall'altra parte della strada, non sa dove si trova ma insiste che oggi è sicuramente martedì. Che brutto vizio il mio. Però diventa prevedibile la conclusione, il bordello di per se varia di poche battute, varia nella durata dell'atto al massimo, ma arriva sempre lo stesso finale, un cliffhanger fin troppo trito. Quando mi deciderò a dire i si alle persone giuste e lasciar perdere il mio solito target forse la commedia varierà. Per il momento mi godo il solito teatro.

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