giovedì 10 giugno 2010

Caramel e altre ossessioni

Io amo il caramello. E' una di quelle cose semplici ma efficaci, che fanno sempre effetto. Quello che non tutti sanno è che il caramello non è solo qualcosa da ingerire e conservare possibilmente in zona fianchi, ma anche un efficace quanto antico metodo di depilazione. Le donne arabe lo usano da sempre per la cura del corpo, è un metodo semplice, poco doloroso e naturale.



Circa due anni fa ho iniziato i primi disastrosi esperiemnti per ricreare in casa questa cera, con risultati davvero esilaranti.
Un pò a naso, un pò guidata dal film Caramel, e in buona parte pensando alle buone vecchie "caramelle a orzo" di famiglia, ho tentato varie volte di ottenere la pasta di zucchero per depilarmi.
In principio fu il disastro: zucchero sciolto e bollente che ricopriva superfici improbabili, tra cui marmi, tavoli, fornelli, pavimenti e lenzuola, con un vago profumo di limone a condire il tutto.
Stremata dalla prima settimana, in cui ho speso tanti soldi in zucchero tali da rendere possibili le dispendiose vacanze del signor Eridania, ho lasciato perdere.
Ma un'ossessione è tale solo se ti percia il cervello fino a portarti sull'orlo della follia, e così è stato per me. Pur con le mie scarse conoscenze di inglese ho seguito con la pazienza di un Highlander tutti i video sul tubo che riuscivo a trovare (in italiano non se ne trovavano), fino ad ottenere informazioni sufficienti a ricominciare a sperimentare.


La fase del piccolo chimico è andata a buon fine ed ho ottenuto il mio scopo.
Linko di seguito la ricetta di claritadolce, una ragazza che crea prodotti per la pelle in casa, che ha fatto il caramel.
Per il momento, Adios!

venerdì 4 giugno 2010

In Coconut We Trust

Come risaputo da chi mi conosce, mi piace molto cucinare. Il che non presuppone che io sia un portento ai fornelli, ma ho un paio di cavalli di battaglia che mi permettono di avere una discreta fama. Il limite maggiore a cui devo sottostare però, è che cucino solo quello che mi piace. Nel momento esatto in cui tocco un alimento che detesto, infatti, mi va in malora tutto: il soffritto mi si brucia anche a fuoco spento, le frittate si lanciano fuori dalle padelle e mi partono pericolosi quanto fastidiosi flambè non previsti.
Oggi io e Daniel siamo abbastanza depressi, questo venerdì pomeriggio assomiglia sempre più ad una di quelle noiose giornate domenicali infinite, plumbee e mortifere. Quindi abbiamo deciso di unire i nostri gusti e di produrre la mia torta preferita (cheesecake) al suo gusto preferito (cocco).
Il nostro Frankenstein è nato sotto pessimi auspici. Il DiperDì sotto casa, infatti, vende sostanzielmente 3 alimenti: Songino, yogurt bianco (però di tutte le marche) e patate. Non potendo sovvertire nessuna legge fisica per produrre qualcosa al cocco senza la farina di cocco medesima, eravamo abbastanza sconfortati, finchè non abbiamo notato dei veri cocchi originali in vendita. Nonostante lo scetticismo della mia dolce metà ne abbiamo acquistato uno.

Come è rispauto, aprire un cocco non è la cosa più facile del mondo. Ma, pur non disponendo di attrezzature professionali per lo scuoiamento indiscriminato di frutti tropicali, sono pur sempre una campagnola piena di risorse...
Armata di martello e cacciavite a punta piatta (e di fido Daniel alle calcagna in veste di mantenitore ufficale a rischio delle mani) ho pazientemente aggredito ogni piccola crepa che riuscivo a produrre sulla sferica superficie nemica, fino ad avere la meglio. I pollici opponibili ed il raziocinio non servono solo per le pugnette e per scaricare dal mulo...
Una volta ridotto in simil farina il cuore del nostro amico legnoso, l'assemblaggio del mostro culinario è cominciato. Ad un certo punto ci siamo resi conto che non avevamo acquistato le uova, fondamentali per raggiungere lo scopo, e quindi il vostro amichevole Daniel di quartiere, al grido di "semper fidelis!", è andato in missione alla ricerca di un pollaio (perchè, come accennato sopra, al supermercato nisba...).
Adesso l'abominevole è nel forno, noi si gratta cioccolato per la copertura e si spera in finte domeniche migliori... vi farò sapere come è finita!
Hasta Luego!!


mercoledì 2 giugno 2010

Il nome della rosa, coperte a fiori ed altre infezioni

Io odio il raffreddore. So che è un'introduzione stupida, dato che nessuno che io conosca ama il raffreddore, forse nessuno nel mondo lo ama, tranne quelli che possiedono le case farmaceutiche probabilmente...
Fatto sta che sono ridotta più o meno in questo stato:



e non c'è davvero niente da ridere!








Comunque sono qui che navigo nel mio letto Ikea scricchiolante (non si può pagare un divano letto 150 euro e pretendere che dopo 4 anni sia come nuovo obiettivamente) immersa fino al collo nei fazzolettini e stesa su un lenzuolo fiorato che farebbe la felicità dell'ape Maya.










(si si, è proprio questo qui!)


Anche se a questo punto credete di esservi imbattuti nell'ennesima cazzata inconcludente vi sbagliate, perchè come annunciavo nel titolo, andrò a parlare di un film che ho rivisto qualche giorno fa, ovvero "il nome della rosa" che, per chi non lo sapesse, è tratto dall'omonimo romanzo di Umberto Eco.

























Questo film mi affascina... sarà che dove vedo qualcosa di medievaleggiante, fossero anche quattro pietre e delle tuniche monastiche, smetto di essere in grado di intendere e di volere...
In ogni caso, per quanto riguard la trasposizione libro-film non ho quasi nulla da ridire: Connery è decisamente all'altezza del ruolo di Guiglielmo da Baskerville, magistrale incrocio tra un filosofo e Sherlock Holmes; Christian Slater personalmente l'ho riconosciuto solo in Robin Hood, per il resto nonostante i molti film famosi dove compare, non ci ho mai badato, vi dirò;


E Ron...mio caro, amatissimo Ron perlman... Salvatore è un ruolo assurdo, spaventoso e meraviglioso insieme, perchè è uno di quei personaggi che ti rendono fobico, che ti affascinano per quanto sono brutti e storti e vorresti continuare a guardare anche se ti fanno impressione...non so se mi spiego, ma è come un incidente autostradale: nessuno vorrebbe rischiare di vedere davvero i corpi schiacciati fra le lamiere, ma nessuno può fare a meno di guardare. Ecco Salvatore.



Poi, lo stesso uomo che diventa il mio mito con Hellboy...è una cosa rara!




Il film ha mantenuto del libro ovviamente gli intrighi e la successione degli eventi aggiungendo la suspance visiva che la carta stampata non può fornire. Leggere Eco può risultare difficile alle volte e, sinceramente, vedere questo film è un buon compromesso, una volta tanto, per godere di una bella storia.

lunedì 31 maggio 2010

Kebab, Meringhe e Microsft Word

Ok, ce la possiamo fare.
La mia giornata è trascorsa cercando di finire la tesi, che in questa fase e con la mia concentrazione equivale a cercare di prendere a lazo le nuvole con un filo interdentale. Sono completamente nel tunnel della Spada della Verità il che mi impedisce fisicamente di capire quando è il momento giusto per smettere di cazzeggiare e mettermi a scrivere; il mio cavo della batteria del Pc è diventato la ragazza facile della casa; il mio unico altro interesse negli ultimi giorni(oltre a Darken Rahl ovviamente) è stato quello di riuscire a fare le merighe...



se il quadro non è abbastanza desolante così posso raccontarvi nei dettagli l'impaginazione della mia tesi. E sia!
La prima domanda fondamentale da porsi è: ma che cazzo di Word ho adesso?? Sfondo blu, barre degli strumenti, un'icona che sembra materiale organico appena uscito da un brufolo però di tutti i colori dell'arcobaleno...in pratica cococchi e pirulicchi ovunque ma nessun tasto utile.
Seconda domanda fondamentale: qualcuno mi spiega ache serve "giustificare"? ho fatto qualcosa di male? qualcuno sa già che scriverò una manica di minchiate e devo fare ammenda da subito?? scherzi a parte, l'atto di "Giustificare" mi manda particolarmente in bestia dato che, qando lo faccio, ogni tanto mi ritrovo una frase dove le congiunzioni sono isole solitarie in un mare di spazi, le parole sono distanti tra loro almeno quanto io sono distante dal mio pesoforma e i capoversi hanno vita propria e sono in anarchia totale...
Ma il problema più grande è stato: come ficcare uno dietro l'altro i vari capitoli senza incasinare note e numeri di pagina?? Senza soffermarmi sul pomeriggio buttato a colluttare con le varie funzioni fino a premere in maniera isterica tutti i tasti rischiando di mandare a puttane il lavoraccio fatto fin ora, andrò a spiegarvi semplicemente come fare se avete riconosciuto la descrizione del Word e lo avete anche voi...
  1. Aprire il documento che vi interessa;
  2. posizionare il cursore dove si desidera incollare l'altro documento;
  3. cliccare il tasto "inserisci", accanto a Home sulla barra degli strumenti inutili;
  4. andare alla penultima casella "testo" e cloccare sulla freccetta accanto all'iconina col cactus (non chiedete...) che è inserisci oggetto;
  5. cliccare "testo da file" e scegliere il documento che vi serve. cliccare inserisci.
Potevano farlo un pochino più divertente e richiedere ad un certo punto del procedimento il sacrificio di una vergine o un altro tributo di sangue, da versare direttamente nel lettore cd. Bhe, spero di essere stata esaustiva, ora vado a godermi il mio meritato kebab. Vita dura.

martedì 25 maggio 2010

Sogni

Ultimamente continuo a sognare la fine del mondo.
Dopo aver visto 2012 ammetto che l'unica cosa che trovo effettivamente probabile è il fatto che il governo si organizzi per salvare solo parte della popolazione. Nel film erano quelli con i soldi, nella realtà spero facciano un ragionamento più "darwiniano" salvando i soggetti più indicati a perpetrare la specie umana. Oppure possiamo andare tutti a fondo, tanto chissene...



La verità è che hanno montato un circo tale su questa storia del 2012 che adesso c'è molta aspettativa nell'aria... i fanatici organizzano suicidi di massa, qualcuno scruta il cielo aspettando l'invasione aliena, altri si dicono scettici ma intanto sgranano rosari segretamente. E i maya se la ridono, secondo me.
E se poi non dovesse accadere niente? Oltretutto che data del cazzo, il 21 dicembre. Uno si sta preparando il cenone, deve fare la spesa, addobbare l'albero...non potevamo farlo finire d'estate sto mondo? magari nella controra, che i più se ne andranno dormendo, immersi nel sonno pomeriadiano, mentre quelli con la forza vitale chiuderanno in bellezza, magari al mare, mentre fanno l'ultimo tuffo.
Un pò di serietà su...mi organizzate viaggi nello spazio e una piccola, misera, semplice fine del mondo me la trasformate nel mercatino di antignano, in una bolgia infernale tipo metropolitana cinese, con tutti ammassati e urlanti buttati sugli altri, gente che si strappa i capelli e bambini in lacrime? Davvero volete finire così?
Io vorrei finire in bellezza, con qualcosa di spettacolare...che so...avete presente la scena di Hellboy II con l'orchidea gigante?



Ecco, datemi uno o più ficus benjamin incazzati come ornitorinchi miopi che sfracellano al loro passaggio la gente, che si vendicano sui fiorai trasformandoli in buoquet laccati di tutto punto; datemi sì la natura che riprende possesso, ma datemela con stile... Datemi il Kraken, risvegliatemi i Draghi, datemi uno show completo, a cui valga la pena di assistere.




Anyway, il 2012 si avvicina, la gente è sempre più pazza e la mia attività onirica nemmeno sta tanto bene.
Mi domando se non sia il caso di meterci tutti in stand-by, giusto per lanciare un messaggio chiaro alle alte sfere, ai pezzi da novanta: noi adesso ci fermiano, stiamo un paio d'annetti quasi a braccia conserte, seduti in verenda, ad attendere. Come la mettiamo a nome? Ce la date una fine del mondo con i contro coglioni o no? Vogliamo l'offerta classica "soddisfatti o rimborsati", o una di quelle cose alla mediaworld con i mondiali del 2006; ti compri una tv e se l'Italia vince te la regaliamo. Così si fanno le cose!

Alla fine devo dare ragione (come al solito) a Benni : "Ma la fine del mondo sembra ormai l’ultimo grande spettacolo che ci è rimasto. Non conviene rinviarla, abbiamo già venduto tutti i biglietti".

domenica 23 maggio 2010

Dracula di Bram Stoker

"Il sangue è vita"


Ieri sera ho rivisto Dracula di Bram Stoker. Mentirei se dicessi che non è il mio film preferito.
L'unica cosa che rimpiango è che da un paio d'anni a questa parte non riesco a godermi i film come un tempo, dato che quelle poche conoscenze che ho della "quarta parete" hanno spezzato l'incantesimo tra spettatore e finzione, hanno rotto l'alchimia perfetta del patto tacito secondo cui io che guardo prendo implicitamente per vero ciò che mi viene mostrato. [Ho guardato anche i contenuti speciali della mia edizione Dvd. Nonostante tutto è meraviglioso scoprire come determinate scene siano state realizzate (non hanno usato effetti digitali, tutto old style)].
Ma mi lascio ancora affascinare dai colori surreali, le tinte forti dei rossi, dei verdi e dei blu che avvolgono la pellicola e le calzano come un guanto.
La musica raggiunge il suo picco poetico quando accompagna gli incontri di Mina e il Principe Vlad, e grida di note stridenti al massimo per sottolineare l'oscurità, la rabbia, la fame del Conte.



Amo quel film in ogni suo frammento, ma la vena romantica mi esplode prima nella scena del cinematografo, quando Vlad doma il lupo per lei, e quando le fa bere l'assenzio, aprendo la sua mente ai ricordi della Transilvania, trasformando alla fine le sue lacrime in diamanti.


"I've crossed oceans of time to find you"


A suo tempo ho letto anche il libro, che è un romanzo epistolare scritto nel 1897. La struttura particolare di qusto tipo di libri non è la mia preferita, ma in questo caso la storia cattura troppo per sollevare obiezioni. Naturalemte nel libro alcune cose sono differenti, infatti la storia d'amore fra Mina e Dracula è frutto della fantasia di Coppola; ma, a parte questo, la trama è rispettata nella maggor parte dei punti.
Non mi sento in grado di andare oltre, non ho le competenze adatte a sviscerare i vari punti salienti del film, ma chiuderò con una delle mie frasi preferite.

"Voglio essere come Voi siete, vedere come Voi vedete, amare come Voi amate".
Mina Harker



"Vedimi....Vedimi ora"

giovedì 20 maggio 2010

La spada della verità vol 5


Ho finito ieri sera di leggere il quinto volume di questa saga (finirà con il decimo, quindi vi lascio immaginare!)
Goodkind, a quanto ho potuto capire nel mio girovagare in rete, ha più detrattori che ammiratori (sarò stata particolarmente fortunata ad incontrare solo gente che lo odia??).
Ho letto recensioni davvero catastrofiche, sopratutto per quanto riuarda questo particolare volume, che è stato massacrato dai più, bollato come cartastraccia e quasi quasi messo all'indice, al rogo, al riciclaggio immediato.... Ovviamente la mia opinione è alquanto differente. Non posso negare che dopo i primi volumi la situazione sia cambiata: il primo, come in tutte le saghe, ti introduce ad un mondo che non conosci, i presonaggi crescono pian piano in ogni pagina, acquistano spessore e scoprono insieme a te che leggi ciò che li circonda, appassionandoti o allontanandoti a seconda dei gusti; il secondo volume è stato di un'intensità che poche volte mi è capitato di provare. Enorme, magnificamente scritto, con una trama densa e corposa, appagante, soddisfacente. Ho letto senza riuscire a staccare gli occhi, senza potermi allontanare fisicamente dal libro quando dovevo chiuderlo per cuasa forza maggiore. Vi sembrerà esagerato, ma io vivo così la lettura, è un attaccamento morboso alla carta stampata, un bisogno di immedesimarmi che mi porta (in casi come questo) quasi a dimenticare chi sono io, umana, reale, terrestre. Forse è la mia "bulimia letteraria" a farmi amare visceralmente determinati romanzi, ma ho abbastanza sale in zucca da riconoscere un buon libro da uno mediocre. Dal terzo volume in poi si avverte infatti il vuoto lasciato dal secondo episodio ma, più che scritti male o senza sostanza, gli altri libri sono piuttosto paragonabili a un costante ultimo boccone di cibo che ti ostini a mettere in bocca anche se sei sazio: quel boccne ti piacerà lo stesso, ma non ti appagherà come gli altri, non sarà lo stesso buon sapore. Resta il fatto che gli eventi si evolvono, c'è ancora il male da distruggere, un male resistente e dalle radici oscure, con un cattivo che si fa odiare molto di più di altri. Ovviamente proseguirò a tempo debito nella lettura di questa saga, anche perchè la cosa che mi fa più felice è che (almeno per ora, dopo la serie Tv non saprei) passa ancora abbastanza inosservata, non è un fenomeno di massa e sopratutto non è rivolta ai ragazzini. Che dire, consiglio Terry Goodkind a chi volgia intraprendere il cammino, io sto qui, ferma nelle mie convinzioni, ma sempre aperta alle critiche. Adios.