venerdì 4 giugno 2010

In Coconut We Trust

Come risaputo da chi mi conosce, mi piace molto cucinare. Il che non presuppone che io sia un portento ai fornelli, ma ho un paio di cavalli di battaglia che mi permettono di avere una discreta fama. Il limite maggiore a cui devo sottostare però, è che cucino solo quello che mi piace. Nel momento esatto in cui tocco un alimento che detesto, infatti, mi va in malora tutto: il soffritto mi si brucia anche a fuoco spento, le frittate si lanciano fuori dalle padelle e mi partono pericolosi quanto fastidiosi flambè non previsti.
Oggi io e Daniel siamo abbastanza depressi, questo venerdì pomeriggio assomiglia sempre più ad una di quelle noiose giornate domenicali infinite, plumbee e mortifere. Quindi abbiamo deciso di unire i nostri gusti e di produrre la mia torta preferita (cheesecake) al suo gusto preferito (cocco).
Il nostro Frankenstein è nato sotto pessimi auspici. Il DiperDì sotto casa, infatti, vende sostanzielmente 3 alimenti: Songino, yogurt bianco (però di tutte le marche) e patate. Non potendo sovvertire nessuna legge fisica per produrre qualcosa al cocco senza la farina di cocco medesima, eravamo abbastanza sconfortati, finchè non abbiamo notato dei veri cocchi originali in vendita. Nonostante lo scetticismo della mia dolce metà ne abbiamo acquistato uno.

Come è rispauto, aprire un cocco non è la cosa più facile del mondo. Ma, pur non disponendo di attrezzature professionali per lo scuoiamento indiscriminato di frutti tropicali, sono pur sempre una campagnola piena di risorse...
Armata di martello e cacciavite a punta piatta (e di fido Daniel alle calcagna in veste di mantenitore ufficale a rischio delle mani) ho pazientemente aggredito ogni piccola crepa che riuscivo a produrre sulla sferica superficie nemica, fino ad avere la meglio. I pollici opponibili ed il raziocinio non servono solo per le pugnette e per scaricare dal mulo...
Una volta ridotto in simil farina il cuore del nostro amico legnoso, l'assemblaggio del mostro culinario è cominciato. Ad un certo punto ci siamo resi conto che non avevamo acquistato le uova, fondamentali per raggiungere lo scopo, e quindi il vostro amichevole Daniel di quartiere, al grido di "semper fidelis!", è andato in missione alla ricerca di un pollaio (perchè, come accennato sopra, al supermercato nisba...).
Adesso l'abominevole è nel forno, noi si gratta cioccolato per la copertura e si spera in finte domeniche migliori... vi farò sapere come è finita!
Hasta Luego!!


2 commenti:

  1. quanto è pulp questo post!!!
    deve esser stata una goduria fracassare questo cranio drupaceo con martello e cacciavite XD
    il tuo cavallo di battaglia è sempre più veloce, pronto a incontrare nuovi mondi, esotici per giunta... :P

    p.s. la prossima variante sarà: "cheesecake alla crema di coniglio ischitano"... e quella sarà l'apoteosi auhaauhauah

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  2. ahahahahahah che idea meravigliosa! era già in programma una cheesecake con salsa ai friarielli, ma il coniglio lo metto in lista!!! cmq ti saresti scialato a vedere la tortura del cocco (la pubblicità delle morositas mi fa tre pippe!!)
    Anche questo va alle galline...capisc a mme!

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