mercoledì 2 giugno 2010

Il nome della rosa, coperte a fiori ed altre infezioni

Io odio il raffreddore. So che è un'introduzione stupida, dato che nessuno che io conosca ama il raffreddore, forse nessuno nel mondo lo ama, tranne quelli che possiedono le case farmaceutiche probabilmente...
Fatto sta che sono ridotta più o meno in questo stato:



e non c'è davvero niente da ridere!








Comunque sono qui che navigo nel mio letto Ikea scricchiolante (non si può pagare un divano letto 150 euro e pretendere che dopo 4 anni sia come nuovo obiettivamente) immersa fino al collo nei fazzolettini e stesa su un lenzuolo fiorato che farebbe la felicità dell'ape Maya.










(si si, è proprio questo qui!)


Anche se a questo punto credete di esservi imbattuti nell'ennesima cazzata inconcludente vi sbagliate, perchè come annunciavo nel titolo, andrò a parlare di un film che ho rivisto qualche giorno fa, ovvero "il nome della rosa" che, per chi non lo sapesse, è tratto dall'omonimo romanzo di Umberto Eco.

























Questo film mi affascina... sarà che dove vedo qualcosa di medievaleggiante, fossero anche quattro pietre e delle tuniche monastiche, smetto di essere in grado di intendere e di volere...
In ogni caso, per quanto riguard la trasposizione libro-film non ho quasi nulla da ridire: Connery è decisamente all'altezza del ruolo di Guiglielmo da Baskerville, magistrale incrocio tra un filosofo e Sherlock Holmes; Christian Slater personalmente l'ho riconosciuto solo in Robin Hood, per il resto nonostante i molti film famosi dove compare, non ci ho mai badato, vi dirò;


E Ron...mio caro, amatissimo Ron perlman... Salvatore è un ruolo assurdo, spaventoso e meraviglioso insieme, perchè è uno di quei personaggi che ti rendono fobico, che ti affascinano per quanto sono brutti e storti e vorresti continuare a guardare anche se ti fanno impressione...non so se mi spiego, ma è come un incidente autostradale: nessuno vorrebbe rischiare di vedere davvero i corpi schiacciati fra le lamiere, ma nessuno può fare a meno di guardare. Ecco Salvatore.



Poi, lo stesso uomo che diventa il mio mito con Hellboy...è una cosa rara!




Il film ha mantenuto del libro ovviamente gli intrighi e la successione degli eventi aggiungendo la suspance visiva che la carta stampata non può fornire. Leggere Eco può risultare difficile alle volte e, sinceramente, vedere questo film è un buon compromesso, una volta tanto, per godere di una bella storia.

2 commenti:

  1. devo dire la verità... ti ho immaginato con quel copricapo igienico e mi è venuto da ridere :D
    per il resto grandissima storia, grandissimo film e grande tatore sai campare... anche senza corna limate ihihihih

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  2. ahahahahahahaha, si lo so è stato controproducente postare quella foto (lo desidero moltissimo in realtà!!!)
    Hellboy rulez!!! oggi e sempre!

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