
Dato che evidentemente il mio cervello sta subendo questi continui sbalzi di temperatura in maniera decisamente poco dignitosa, cerco di tenerlo lucido con attività culinarie varie. Ora, visto che in questo momento una qualsiasi sottospecie di bestio marino che si nutre di plancton mangia meglio di me (il plancton stesso mangia meglio di me in realtà...) non sono così stimolata a produrre dolcezze a me gradite, anche perchè altrimenti mi dovrebbero attacare ad un palo nel cortile con una catena. Però il caso ha voluto che domenica scorsa mi fossero rimasti una quantità di tuorli d'uovo non indifferente che non mi andava di buttare. Cosa si fa con dei tuorli avanzati? Sostanzialmente ci si possono tappare diversi metri di coronarie, in qualsiasi forma li si metta. Non volendo concorrere per il guinnes della frittata più grossa e malsana del mondo, ho deciso di provare a fare una crostata. Le crostate sono i classici dolci della nonna, quelli che ti aspetti che nonna papera faccia con una mano legata dietro la schiena, la benda sugli occhi e un pappagallo canterino nelle orecchie.
Ovviamente io la considero abbastanza complicata, sopratutto perchè odio quasi tutti i tipi di crostate che siano mai state cucinate su questa terra. Per di più ci ho fatto la crema pasticcera sopra, cosa che mi fa ancora più orrore, quindi mi sono messa al sicuro da ogni tipo di tentazione. Considerando quello che succede normalmente quando devo cucinare qualcosa che non mi piace, mi preoccupavo che esplodesse la cucina, che degli Umpa Lumpa facessero irruzione per trasformarmi in gelatina o cose di questo tipo. Miracolosamente niente di tutto ciò è accaduto e vi mostro il risultato finale.
E' stato interessante sopratutto scoprire che non faceva nemmeno schifo, cosa asserita dal caro Daniel. E' vero che il suo giudizio è stato influenzato dal fatto che era a rota di dolci ormai da un pò, però basta sapersi accontentare no?
Le foto sono infatti offerte da lui che ha immortalato il mio primo e probabilmente unico tentativo di crostata.
Ho voluto condividere sul blog questa esperienza, se non altro perchè si è capita una cosa fondamentale:la pasta frolla può venire buona o cattiva, ma non ci vogliono due lauree per farla. Un pò come le palle del Moro, solo che quelle sono una questione di stile. A buon intenditor....
















