martedì 29 giugno 2010

Un pò di autocompiacimento

In attesa del giorno campale in quel di Napoli ci si intrattiene come si può, considerando che il tempo si è stabilizzato su un ritmo regolare di settimane afose con cemento che si squaglia per strada e week end novembrini, roba da far saltare i nervi ad un santo. Impossibilitata a dedicarmi a ludiche attività all'aperto, devo divertirmi a casa come una bambina scema. Il che comprende a volte degenerazioni mentali che mi portano a farmi le trecce e roba simile.



Dato che evidentemente il mio cervello sta subendo questi continui sbalzi di temperatura in maniera decisamente poco dignitosa, cerco di tenerlo lucido con attività culinarie varie. Ora, visto che in questo momento una qualsiasi sottospecie di bestio marino che si nutre di plancton mangia meglio di me (il plancton stesso mangia meglio di me in realtà...) non sono così stimolata a produrre dolcezze a me gradite, anche perchè altrimenti mi dovrebbero attacare ad un palo nel cortile con una catena. Però il caso ha voluto che domenica scorsa mi fossero rimasti una quantità di tuorli d'uovo non indifferente che non mi andava di buttare. Cosa si fa con dei tuorli avanzati? Sostanzialmente ci si possono tappare diversi metri di coronarie, in qualsiasi forma li si metta. Non volendo concorrere per il guinnes della frittata più grossa e malsana del mondo, ho deciso di provare a fare una crostata. Le crostate sono i classici dolci della nonna, quelli che ti aspetti che nonna papera faccia con una mano legata dietro la schiena, la benda sugli occhi e un pappagallo canterino nelle orecchie.
Ovviamente io la considero abbastanza complicata, sopratutto perchè odio quasi tutti i tipi di crostate che siano mai state cucinate su questa terra. Per di più ci ho fatto la crema pasticcera sopra, cosa che mi fa ancora più orrore, quindi mi sono messa al sicuro da ogni tipo di tentazione. Considerando quello che succede normalmente quando devo cucinare qualcosa che non mi piace, mi preoccupavo che esplodesse la cucina, che degli Umpa Lumpa facessero irruzione per trasformarmi in gelatina o cose di questo tipo. Miracolosamente niente di tutto ciò è accaduto e vi mostro il risultato finale.





E' stato interessante sopratutto scoprire che non faceva nemmeno schifo, cosa asserita dal caro Daniel. E' vero che il suo giudizio è stato influenzato dal fatto che era a rota di dolci ormai da un pò, però basta sapersi accontentare no?




Le foto sono infatti offerte da lui che ha immortalato il mio primo e probabilmente unico tentativo di crostata.
Ho voluto condividere sul blog questa esperienza, se non altro perchè si è capita una cosa fondamentale:la pasta frolla può venire buona o cattiva, ma non ci vogliono due lauree per farla. Un pò come le palle del Moro, solo che quelle sono una questione di stile. A buon intenditor....


sabato 26 giugno 2010

A proposito della Noia

Che noia. Almeno stavolta non mi sono fatta fregare dal week-end traditore...
Non essendo partita posso godermi questo tempo di merda direttamente dalla mia piccola cameretta di Napoli. Che impagabile la vista sul muro della vicina, con la camera dei miei amati bimbi, tutta firmata Hello Kitty ovviamente.



Ho appena finito di vedere la serie tv di Jane Eyre, recitata molto peggio del film ma, data la sua natura seriale, molto più legata alla trama del romanzo della Bronte.
E' una bella storia, con il giusto equilibrio tra mistero e romanticheria ottocentesca. Per chi non lo sapesse, è il racconto della vita di Jane Eyre, orfana ospite a casa di una zia che la detesta. Mandata in un istituto di carità all'età di 10 anni ne esce a 18 per prendere servizio come istitutrice a Thornfield, villa di Edward Rochester. Pur essendo bruttina e anonima, Jane ha un carattere forte e un'indole passionale. Rochester si innamora di lei e vorrebbe sposarla ma la sua vita e la sua casa sono avvolti da un mistero che è stato sepolto troppo a lungo...
Non vi racconto il resto perchè ovviamente la parte succosa della storia è proprio questa, comunque lo consiglio caldamente, sia il romanzo che il film di Zeffirelli. Se volete vedere la serie si trova su youtube in 24 parti da circa 10 minuti. In una spenta giornata come questa mi ha tenuto abbondantemente occupata.
Ora sono qui, con il mio pc, il mio tabacco e nessuno all'altro capo del telefono (Meucci: il riassunto di una vita sprecata)
Sono più depressa di un Nerd durante un black out e più a dieta di una sposa prima del matrimonio!

(Nerd femmina che si sposa durante un black out e cede ad un attacco di fame)

A questo punto vi lascio, appellandomi a chi di dovere: la vosta sparizione mi è sospetta...in provincia si stanno facendo fuoco e fiamme???
Bhè non mi resta che fare come Rossella e sperare nel domani

lunedì 21 giugno 2010

Un Post Inutile

Scrivo un post inutile perchè mai come oggi concordo con tutti quelli che odiano il lunedì, anche se a me non è mai fregato nulla. Semmai trovo più sano odiare la domenica, con i suoi pomeriggi infiniti e la sua abominevole programmazione TV.

Ma questo lunedì è stato veramente di merda. Sono tornata ad ischia con 2 obbiettivi: mare e bici. Manco a dirlo è bastato che posassi la suola del mio sandaletto francescano sul molo perchè si scatenasse l'inferno: acqua, vento, mare agitato e freddo...un freddo boia se si considera che siamo quasi a luglio, che mi ha costretto a rispolverare pigiami ormai dimenticati e coperte (COPERTE!) per superare la notte. Oggi, rassegnata, sconfitta, umiliata dall'evidenza della mia sfiga nera, mi sono imbarcata per tornare a casa su un traghetto che si è fatto dolcemente sospingere in porto dall'uragano Katrina che passava di qui per caso.
(questo è ciò che nessuno vorrebbe trovare in vacanza...e sopratutto nessuno vorrebbe starci in mezzo)


Come se non bastasse, appena salgo in cumana tutti decidono che devono starmi accanto, anche se ci sono altri 60 posti vuoti nello stesso vagone...meditando vendette contro i passeggeri delle ferrovie dello stato sono tornata a casa e, dopo una breve visita a Daniel con confessione di vari segreti di stato (non ci riesco a tenere un cecio in bocca, lo so), mi sono sbafagnata qualche trancio di pizza. Ora ho finito di vedere le nuove puntate di Big Bang Theory 3 (menomale che c'è Sheldon!) e cerco disperatamente di tenermi sveglia quanto basta per non ledere ulteriormente una dignità già spacciata.
Nota positiva: non ho ancora ucciso nessuno, anche se prossimamente l'unico modo per avvicinarmi comprenderà l'utilizzo di una gabbia, alcuni strati di protezioni imbottite da indossare e un bastone elettrico. Declino ogni responsabilità! Sapete come si dice: genti avvisate...

mercoledì 16 giugno 2010

Lucerne, traghettatori e altri mostri moderni

Sono appena tornata da una vacanza flash in quel di Pithaecusa.
Qualche giorno fa ho deciso di fare questo raid e mi sono trascinata dietro Daniel e Simonida. Vado a raccontarvi gli eventi in tutta la loro assurdità a partire da lunedì 14.
In mattinata siamo passati all'università per consegnare la modulistica della tesi. Ovviamente l'ufficio era chiuso anche se il personale era dentro a fare altro (giocare a ramino suppongo). Decisi a non lasciarci abbattere dalla prima diffcoltà siamo rimasti imperterriti davanti alla porta finchè l'usciere, ribattezzato in seguito "il Dottor Male", non ci ha concesso di consegnare comunque. Opera del maligno, appena avuto il permesso di attendere il turno, da cinque che eravamo siamo diventati circa duemila...tutti lunedì dovevate venire??

Il Dott. Male si è inquartato come una iena ridens stitica e non ci voleva più far entrare, poi ha deciso che potevano consegnare solo "quelli di fuori napoli". Improvvisamente anche il Vomero si è spostato fuori napoli e buona parte della popolazione di laureandi non ha ceduto lo passo. Indecisi se spacciare Simonida per Calabrese o Ischitana, siamo rimasti con le dita incrociate. Ci hanno fatto entrare ma naturalmente la modulistica aveva tremila difetti, quindi solo dopo varie corse in giro per il dedalo di corridoi del Sob abbiamo portato a termine la missione.
Ci siamo separati all'ingresso con promesse di sole, mare, braciate di pesce e vita notturna ischitana (sic...) e io mi sono diretta a Fuorigrotta per servizi. Dopo vari rucielli ci siamo incontrati per prendere la cumana a Montesanto, arrivare a pozzuoli e prendere il traghetto. Insieme ad una signora superscassacazzo incontrata alla stazione siamo andati a fare i biglietti (mi è riuscito il bluff dei residenti fortunatamente) e siamo saliti sul caro Maria Buono, che ci ha piacevolmente traghettato sull'isola verde.
Arrivati a casa, e giammai paghi della giornatina appena trascorsa, abbiamo atteso la partita giocando a pallone. La partita non la commenterò, non è il mio campo, ma vorrei comunque segnalare delle cose:
  1. Lippi, sciogli la catena a Gattuso;
  2. Togliete il caffè a Pepe fino a domenica e fategli 2 camomille che a questo ritmo non so se ci arriva in finale. Però devo dirlo: grande Pepe, sai campare!
  3. Io e molti altri siamo sempre più convinti che non si giochi 11-11, perchè i giocatori avversari sembrano sempre troppi. Qui gatta ci cova...
Dopo la partita ci siamo messi a giocare a carte, precisamente a (...pausa che cerco so google come cazzo si scive...) conchè (...ho dei dubbi ma se lo dice il web...) dato che eravamo stanchi morti.

La mattina dopo ci siamo alzati di buon ora per dare l'assalto alla spiaggia.


(citara)

Sembravamo le giovani marmotte partite per sopravvivere al deserto:
- protezione solare (non siamo andati oltre il 30 sennò tanto valeva lavarsi con la candeggina...)
- ombrellone arrugginito a spicchi arcobaleno e con qualche colonia di ragni insediata all'interno;
- borsa termica dal colore più evidente possibile con bottigliazza d'acqua (l'idratazione prima di tutto);

La mia pandarella (si riconosce tra le altre perchè è sempre quella più sporca) ci ha fedelmente portati a destinazione, lasciando emergere questo spettacolo (immaginate al rallenty)
Io: gonna pareo shock cromatico, legata a vestito, esco dal sedile del pilota con tanto di occhiali da sole verdi e zaino Invicta;
Daniel: costumino azzurro, pallone, zaino e cappello tipo Humphrey Bogart;
Simonida: pinocchietto a strisce violetto e bianco, canottiera, costume uguale agli occhiali, capelli legati a tuppo firmati Renzo Piano.
Vorrei poter condire con foto, ma ne sono purtroppo sprovvista. Comunque eravamo uno spettacolo da operetta.
Bella giornata in ogni caso, mare pulito, poca gente (se non contiamo i miei odiati: famigliole felici, passeggiatori da bagnasciuga, vecchie conoscenze e bambini)
Abbiamo giocato tutto il giorno a pallone, un bambino ha tentato in tutti i modi di unirsi a noi nella baldoria e sopratutto ci siamo bruciati come dei crocchè.
Alle 16, dopo aver ingerito una zingara condita con sabbia, eravamo praticamente cadaveri. Onde evitare l'autocombustione siamo tornati a casa dove siamo miseramente crollati dopo la doccia.
La sera, tornati a nuova vita, ci siamo sbafagnati 7 quintali di pesce cucinato da mia sorella che ne sa una più del diavolo: lucerne, palamita al forno, aluzze imperiali all'acqua pazza e alici marinate.

La sera ci è venuto a prendere mio cugno con fidanzata per portarci a fare un pò di vita notturna... stenderei un velo pietoso, ma non basterebbe.
Praticamente la serata è stata un pit-stop sigaretta. La prima al Catello Aragonese, la secondo alla Riva Destra, praticamnte un pantano visto che c'era l'acqua alta (ma non somigliava cmq a Venezia), la terza dopo il pub M9, unico posto decente per prendere qualcosa da bere. Nonostante tutto abbiamo fatto tardi e infatti stamattina non c'era verso di tirasi su. Siamo partiti alle 15, trovando anche l'unico marinaio che controlla i documenti all'imbarco (a questo dedicherò un post a parte!) e dovendo quindi rifare il biglietto non residente...
Adesso sono a casa, stanca, scontenta di essere partita, desiderosa di tornare portando con me più gente possibile (tutti eremiti, dovreste aver capito che la notte da noi si dorme...) per riprendermi finalmente l'estate stavolta che posso.
In ogni caso spero di rifarlo presto, intanto andrò da sola fra qualche giorno a scippare le paretarie dal forno per le pizze....capite a me!!!!
Baci baci, a chi non si è annoiato al terzo rigo!




giovedì 10 giugno 2010

Caramel e altre ossessioni

Io amo il caramello. E' una di quelle cose semplici ma efficaci, che fanno sempre effetto. Quello che non tutti sanno è che il caramello non è solo qualcosa da ingerire e conservare possibilmente in zona fianchi, ma anche un efficace quanto antico metodo di depilazione. Le donne arabe lo usano da sempre per la cura del corpo, è un metodo semplice, poco doloroso e naturale.



Circa due anni fa ho iniziato i primi disastrosi esperiemnti per ricreare in casa questa cera, con risultati davvero esilaranti.
Un pò a naso, un pò guidata dal film Caramel, e in buona parte pensando alle buone vecchie "caramelle a orzo" di famiglia, ho tentato varie volte di ottenere la pasta di zucchero per depilarmi.
In principio fu il disastro: zucchero sciolto e bollente che ricopriva superfici improbabili, tra cui marmi, tavoli, fornelli, pavimenti e lenzuola, con un vago profumo di limone a condire il tutto.
Stremata dalla prima settimana, in cui ho speso tanti soldi in zucchero tali da rendere possibili le dispendiose vacanze del signor Eridania, ho lasciato perdere.
Ma un'ossessione è tale solo se ti percia il cervello fino a portarti sull'orlo della follia, e così è stato per me. Pur con le mie scarse conoscenze di inglese ho seguito con la pazienza di un Highlander tutti i video sul tubo che riuscivo a trovare (in italiano non se ne trovavano), fino ad ottenere informazioni sufficienti a ricominciare a sperimentare.


La fase del piccolo chimico è andata a buon fine ed ho ottenuto il mio scopo.
Linko di seguito la ricetta di claritadolce, una ragazza che crea prodotti per la pelle in casa, che ha fatto il caramel.
Per il momento, Adios!

venerdì 4 giugno 2010

In Coconut We Trust

Come risaputo da chi mi conosce, mi piace molto cucinare. Il che non presuppone che io sia un portento ai fornelli, ma ho un paio di cavalli di battaglia che mi permettono di avere una discreta fama. Il limite maggiore a cui devo sottostare però, è che cucino solo quello che mi piace. Nel momento esatto in cui tocco un alimento che detesto, infatti, mi va in malora tutto: il soffritto mi si brucia anche a fuoco spento, le frittate si lanciano fuori dalle padelle e mi partono pericolosi quanto fastidiosi flambè non previsti.
Oggi io e Daniel siamo abbastanza depressi, questo venerdì pomeriggio assomiglia sempre più ad una di quelle noiose giornate domenicali infinite, plumbee e mortifere. Quindi abbiamo deciso di unire i nostri gusti e di produrre la mia torta preferita (cheesecake) al suo gusto preferito (cocco).
Il nostro Frankenstein è nato sotto pessimi auspici. Il DiperDì sotto casa, infatti, vende sostanzielmente 3 alimenti: Songino, yogurt bianco (però di tutte le marche) e patate. Non potendo sovvertire nessuna legge fisica per produrre qualcosa al cocco senza la farina di cocco medesima, eravamo abbastanza sconfortati, finchè non abbiamo notato dei veri cocchi originali in vendita. Nonostante lo scetticismo della mia dolce metà ne abbiamo acquistato uno.

Come è rispauto, aprire un cocco non è la cosa più facile del mondo. Ma, pur non disponendo di attrezzature professionali per lo scuoiamento indiscriminato di frutti tropicali, sono pur sempre una campagnola piena di risorse...
Armata di martello e cacciavite a punta piatta (e di fido Daniel alle calcagna in veste di mantenitore ufficale a rischio delle mani) ho pazientemente aggredito ogni piccola crepa che riuscivo a produrre sulla sferica superficie nemica, fino ad avere la meglio. I pollici opponibili ed il raziocinio non servono solo per le pugnette e per scaricare dal mulo...
Una volta ridotto in simil farina il cuore del nostro amico legnoso, l'assemblaggio del mostro culinario è cominciato. Ad un certo punto ci siamo resi conto che non avevamo acquistato le uova, fondamentali per raggiungere lo scopo, e quindi il vostro amichevole Daniel di quartiere, al grido di "semper fidelis!", è andato in missione alla ricerca di un pollaio (perchè, come accennato sopra, al supermercato nisba...).
Adesso l'abominevole è nel forno, noi si gratta cioccolato per la copertura e si spera in finte domeniche migliori... vi farò sapere come è finita!
Hasta Luego!!


mercoledì 2 giugno 2010

Il nome della rosa, coperte a fiori ed altre infezioni

Io odio il raffreddore. So che è un'introduzione stupida, dato che nessuno che io conosca ama il raffreddore, forse nessuno nel mondo lo ama, tranne quelli che possiedono le case farmaceutiche probabilmente...
Fatto sta che sono ridotta più o meno in questo stato:



e non c'è davvero niente da ridere!








Comunque sono qui che navigo nel mio letto Ikea scricchiolante (non si può pagare un divano letto 150 euro e pretendere che dopo 4 anni sia come nuovo obiettivamente) immersa fino al collo nei fazzolettini e stesa su un lenzuolo fiorato che farebbe la felicità dell'ape Maya.










(si si, è proprio questo qui!)


Anche se a questo punto credete di esservi imbattuti nell'ennesima cazzata inconcludente vi sbagliate, perchè come annunciavo nel titolo, andrò a parlare di un film che ho rivisto qualche giorno fa, ovvero "il nome della rosa" che, per chi non lo sapesse, è tratto dall'omonimo romanzo di Umberto Eco.

























Questo film mi affascina... sarà che dove vedo qualcosa di medievaleggiante, fossero anche quattro pietre e delle tuniche monastiche, smetto di essere in grado di intendere e di volere...
In ogni caso, per quanto riguard la trasposizione libro-film non ho quasi nulla da ridire: Connery è decisamente all'altezza del ruolo di Guiglielmo da Baskerville, magistrale incrocio tra un filosofo e Sherlock Holmes; Christian Slater personalmente l'ho riconosciuto solo in Robin Hood, per il resto nonostante i molti film famosi dove compare, non ci ho mai badato, vi dirò;


E Ron...mio caro, amatissimo Ron perlman... Salvatore è un ruolo assurdo, spaventoso e meraviglioso insieme, perchè è uno di quei personaggi che ti rendono fobico, che ti affascinano per quanto sono brutti e storti e vorresti continuare a guardare anche se ti fanno impressione...non so se mi spiego, ma è come un incidente autostradale: nessuno vorrebbe rischiare di vedere davvero i corpi schiacciati fra le lamiere, ma nessuno può fare a meno di guardare. Ecco Salvatore.



Poi, lo stesso uomo che diventa il mio mito con Hellboy...è una cosa rara!




Il film ha mantenuto del libro ovviamente gli intrighi e la successione degli eventi aggiungendo la suspance visiva che la carta stampata non può fornire. Leggere Eco può risultare difficile alle volte e, sinceramente, vedere questo film è un buon compromesso, una volta tanto, per godere di una bella storia.