lunedì 27 dicembre 2010

Buon Natale Napoli


Ora sono ad Ischia com'è facile supporre, fa un freddo birbone e un tempo abbastanza ballerino (ma come sono retrò oggi).
Ho accesso ad internet solo perchè sono stata abbastanza paranoica e lungimirante da portare con me il mio povero e scalcagnato pc, visto che quello di casa è in vancanza (almeno lui).
Il Natale a casa mia da tutta la vita è un momento delirante, negli ultimi anni ancora di più visto che torniamo dalla city troppo strette di tempi per goderci il momento, che arriva e passa lasciandoci sfinite e pronte alla vera vacanza.
Infatti nonostante il freddo (e un pò d'ansia prematura per Zappaquà e affini universitari) mi sto godendo i giorni di riposo. Ovviamente quei pochi conoscenti isolani con cui spendere ore a cazzeggiare sono emigrati per le feste e i miei cari amichetti e fidanzato sono mille miglia distanti, magari chiusi in case calde (spero per loro) a giocare a tombola e a organizzare uscitelle natalizie.
L'unica cosa che mi rovina il momento è vedere i TG, che mi mostrano una Napoli sommersa dai rifiuti, affogata nella sua stessa sporcizia e assolutamente incapace di riscuotersi. Alcuni cittadini non sembrano capire che gestire meglio i rifiuti di casa sia necessario per se stessi prima di tutto, sembrano non interessarsi al fatto che una politica casalinga più saggia, fatta di raccolta differenziata e di attenzione agli sprechi possa da sola dare un pò di respiro alla situazione, evitando magari di arrivare al punto di dover difendere (quando poi non è più possibile) il proprio bellissimo territorio da discariche dannose aperte in punti improponibili.
A quanto pare l'esercito non è bastato a rimuovere gli Everest di immondizia dalle strade, chissà quanti hanno bypassato la richiesta di conservare per qualche giorno gli imballaggi dei regali in casa invece di gettarli per strada e chissà a che livello arriveremo il giorno di capodanno. Fra fuochi d'artificio e alzate d'ingegno di qualche genio mancato, come minimo scoppierà qualche rogo di spazzatura che farà i suoi danni, che andranno ad aggiungersi alle stime di morti e feriti per l'imbecillità generalmente diffusa nella nostra città. Io amo Napoli. Davvero tanto, nonostante tutto. Ma certe volte mi chiedo perchè altri, che non conoscono nemmeno un decimo dei suoi pregi, dovrebbero pensarla come me visto ciò che mostriamo al mondo.
Forse ho esagerato, forse dovevo fare un post di auguri e arrivederci e grazie, ma non posso ignorare il fatto che il cuore mi piange ogni volta che accendo la tv, come mi piange camminando per le strade della mia città, una puttana un pò troppo generosa con i suoi clienti.
Buon Natale Napoli.


venerdì 3 dicembre 2010

Bad days

Erano mesi che non tornavo a casa con il preciso desiderio di attaccarmi ad una birra ghiacciata. La parte buona di non essere un'alcolista finita è che posso bere quando mi pare, cosa che non succede quasi mai.
Proprio oggi invece sono arrivata stremata a casa di Daniel e ho afferrato una Peroni dal frigo prima di dare buonasera e l'ho tracannata senza pietà...dopo è stato interessante scendere le scale per fare la spesa, lo ammetto.




E' così che mi troverete a Natale, solo che sarò sulla panchina sotto casa vostra avvolta nei giornali a recitare Boccaccio, interrompendomi ogni tanto per gridare: "DOV'E' IL TUO DIO ADESSO???"
Il prof Monty Burns e il suo assistente Smithers ci hanno steso i peli (e scusate il francese se siete religiosi)
Ora per riprendermi sto ascoltando con Daniel alcune canzoni di glee, tra cui "the time of my life", dal film Dirty Dancing. per la precisione sugli acuti mi strappo i capelli e sul ritornello ho cercato di lanciare il reggiseno sul palco immaginario...sono alla frutta.



(Sylvia...Yes Mickey?...Come here lover boy...)

Parlando di cose serie, al Sob c'è stato un grande ritorno...mosyna ha calcato nuovamente i pavimenti dei Vincenziani per impartire nuove conoscenze economiche alle menti del Cinemaniaco e di Principles, mentre si sono formate nuove coppie degne di ibridi da laboratorio come il Ligre o il Teone: Sirio, ovvero la sintesi fra Silvio e Mario, e Flunzia, il cerbero monco formato da me e la mia compagna di avventure/navigatore satellitare Nunù.
Per ora è tutto, vi lascio con la promessa che il prossimo post rispetterà le linee guida del blog....della serie meno pugnette più cazzeggio! E comunque mi sento di inviare un caloroso 'Ndru Culo a Zap e Cicci, col cuore.

giovedì 11 novembre 2010

Quando troppo e quando niente...

Dopo due secoli circa di latitanza torno con un post inutile.
Ho cominciato l'anno accademico. Esticazzi? direte voi. Lo direi anche io in effetti.
In ogni caso, dopo la prima settimana, ho al mio attivo ben un giorno di lezione perso perchè il Professore non sapeve di avere lezione (e comunque sta per andare in Russia a girare un documentario, quindi non stiamo qui a cavillare sulle ore di lezione e insulsaggini del genere), un giorno in cui siamo entrati alle nove di mattina e ci hanno buttato fuori alle 18 insieme ai rifiuti (verso le tre stavamo già muffendo dentro e fuori) e un paio d'ore ramenghe, buttate lì giusto per confondere le acque.
Noi Creativi dell'Imprenditoria siamo così. O famo strano.
Oviamente adesso la prossiama lezione sarà lunedì, perchè ci siamo stancati.
E' un mondo difficile. Un collega ha coniato una nuova definizione per il nostro modo di fare lezione da Novembre a Dicembre: il Mesestre.
Trenta giorni in cui siamo in balia delle onde, si entra la mattina in facoltà e si spera di uscire in questo millennio, perchè le ore si devono accorpare, pressare, incastrare in una partita a tetris senza fine dove pur di portare a termine il programma si sacrificano le pause pranzo, si giustiziano i quarti d'ora accademici e le pause sigaretta sono condannate a morte senza nemmeno un giusto processo. Niente indulti per noi, niente prescrizioni.
E' cominciata l'era degli zombi. Accorrete numerosi.

domenica 17 ottobre 2010

Pilastri della Terra, Pialstri del Cuore

Stanotte voglio fornirvi delle motivazioni per leggere e vedere "I Pilastri della Terra", romanzo di Ken Follet recentemente trasformato in miniserie per il piccolo schermo.
Ho amato il romanzo di Follet in maniera che definirei disperata. 1030 pagine di intrighi, colpi di scena, battaglie, amori e violenze che si susseguono a ritmo serrato. Unico punto fermo in una storia che scorre rapida come l'acqua di un fiume in piena, la cattedrale di Kingsbridge: una sontuosa quanto ambiziosa costruzione che, lenta ma inesorabile, continua a crescere, essendo a volte essa stessa causa di accadimenti fondamentali nella trama.
Lo sfondo storico si snoda nella lettura accogliendo - e spesso interferendo - col microcosmo della cittadina in cui diverse vite si intrecciano e si scontrano costantemente.
Questo libro mi ha inchiodata a se con la sua forza espressiva, facendomi provare tutta la gamma delle emozioni umane conosciute e la cosa impressionante è che altrettanto effetto ha la serie.
Il cast è davvero ben fatto:
Donald Sutherland è perfetto nella parte del leale ma sfortunato Conte Bartholomew, che lascerà un casato in crisi e due figli a riconquistarlo.
Rufus Sewell, che molte altre volte ha indossato panni non propriamente di quest epoca, interpreta Tom il costruttore, grazie al quale la cattedrale inizia a prendere vita.

Ma due ottimi motivi per guardare questa serie spiccano sopra ogni altro.
Il primo è "Eddie" Redmayne, attore e modello inglese che intrpreta Jack Jackson, il protagonista.


Il secondo argomento che vi propongo è altrettanto valido, anzi, per alcuni forse potrà risultare più valido del primo.
David Oakes, altro attore inglese, che interpreta uno dei cattivi (anzi, proprio bastardo) William Hamleigh, pretendente al titolo di Conte di Shiring nonchè sostenitore di Stefano l'Usurpatore. Uno di quei cattivi sulla cui strada mi metterei per il semplice gusto di farlo passare sul mio cadavere.



Lo so cosa state pensando. Tutta questa tiritera pseudo-intellettuale sul romanzo-pippone storico e poi si va a parare sempre allo stesso punto: uomini.
Già. E ancora non vi ho detto tutto. Sono rossi. Adesso potete pensare quello che volete!
Non posso farci niente, ma uno dei miei romanzi preferiti è stato tradotto in immagini e per di più mi ci schiaffano due ventisettenni al sangue, rossi come il tramonto e boni come non se ne vedono tutti i giorni...la carne è debole signori miei. Se consideriamo l'effetto allucinogeno che hanno i capelli rossi sulla cotanta poi...ogni pretesa intellettualoide scompare al cospetto della magnificenza della natura, insieme a qualunque parvenza di autocontrollo e dettami della buona società. Diciamo che se mai dovessi avere la fortuna di incappare in uno o entrambi di questi esemplari, il galateo non sarebbe la prima cosa a venirmi in mente.
Detto ciò consiglio a tutti, maschi etero compresi, la visione di questa serie (e anche la lettura del romanzo) e se qualcuno volesse venire dalle mie parti per riportarmi sul pianeta terra... astenetevi, grazie, ho tutto quello che mi serve!

mercoledì 13 ottobre 2010

Prospettive

Momento strano la notte. Se non hai la fortuna di addormentarti subito dopo esserti messo a letto - e se questo accade sopratutto perchè ti sei sparato di seguito una puntata di Fringe, una di Dexter e una di The Big Bang Theory - allora ti ritrovi tuo malgrado nel bel mezzo della notte a pensare.
Ipso facto non si pensa a qualcosa in particolare, più che altro si viene sommersi da imput vaganti, magari accadimenti quotidiani a cui si è prestata poca attenzione prima e che tiraneggiano appena possibile o, nella peggiore delle ipotesi, si affoga nella paranoia.
Io sto pensando alle prospettive. Prospettive diverse da cui ti capita di guardare una stessa cosa e che te la sovvertono completamente. Per esempio: può una semplice scatola stampigliata a fiorelloni modificare il tuo modo di vedere e di organizzare un ambiente intero? Si, ammesso che tu sia riuscito a montarla.
Può la mancanza di soldi farti valutare differentemente la tua persona? Si, se inizi a considerare la vendita del tuo corpo come un'opzione effettivamente praticabile (a mali estremi...)
Dopo un pò diventa anche interessante vedere quante sono le scoperte che si possono fare in una sola notte, fissando un solo statico soffitto.
Potreste scoprire improvvisamente che la vostra stanza ha una scandalosa propensione al beige che prima ignoravate.
Potreste scoprire che la vostra fantastica veletta nera assomiglia ad un grosso aracnide affamato che vi guarda dalla libreria, in agguato.
Potreste scoprire che avete più scatole vuote che cose da riporci, più parole chiuse dentro che discorsi fatti davvero, più preoccupazioni che bei momenti.
Ovviamente potete sfuggire a questo scempio. Smettete di vedere Fringe. Smettetela di simpatizzare con Dexter. Leggete magari, o ubriacatevi prima di dormire. Ignorate le prospettive e procedete verso un unico punto, da un'unica strada. Io non posso, mai riuscita. C'è sempre quel qualcosa in più da sapere, quel qualcuno nei cui panni mettersi, questa sensazione sgradevole che mi stia costantemente sfuggendo qualcosa.
Probabilmente tutto ciò ha una spiegazione logica, ecco una nuova scoperta notturna, una nuova prospettiva.
Come dicevo prima, si aprono molte porte se si riflette con calma.
Potreste scoprire che siete troppo permalosi.
Potreste scoprire che mangiare la seconda fetta della torta di Daniel a pranzo non era poi una così buona idea.
Potreste scoprire che è troppo tardi per tutte queste pippe mentali, salvo poi capire che c'è sempre tempo per un pò di autocommiserazione.
Io ho scoperto una sola cosa utile fra tutte queste: di notte si è più sinceri. Poi però sorge il sole.

martedì 28 settembre 2010

Napoli-Londra, passando per El Cairo

Miei cari lettori, mi accingo a pubblicare il "diario di bordo" del viaggio londinese. Sperando che possiate ridere leggendo quanto abbiamo riso noi vivendo queste avventure, vi auguro buon divertimento!
N.B: Il titolo del post si riferisce ad una virata particolarmente intensa del pilota all'andata. Lascio alla vostra immaginazione l'espressione conseguente del mio volto...



Once upon a time in London

02/09/10 ore 12:50

Siamo sull'aereo, sono le 12:50 e stiamo morendo di fame... Il momento è topico, c'è gente che scarta tramezzini che l'easyjet vende a carati e Simona guarda con occhio godurioso il braccio di Roberto (ad un certo punto gli ha chiesto "a che gusto sei?")
Simo si è addormentata al decollo (beata lei), Roberto fa una sempre più stupita conoscenza con la mia settimana enigmistica e Mario è solo dall'altra parte del corridoio che ascolta l'iPod. Davanti a lui c'è una neonata ripiena di cibo come un tacchino e dietro un bambino pestifero che ingurgita patatine e panini. Io ho fatto un decollo esemplare: letteralmente ad occhi chiusi.
Il personale di bordo è come l solito normale: abbiamo la sorella scnosciuta di Lucy Liu, un pilota che ama virare in modo che definirei oltraggioso e uno stewart che è WILL.I.AM e che ogni tanto si trasforma tipo Ranma 1/2 in un hostess bionda con gli occhiali. Quando posso dimenticare la paura per qualche istante riesco addirittura a guardare fuori. Ho visto Ischia e Procida. Dall'alto rendono molto meglio.
[cose da fare]
  • english breakfast
  • fish and chips
  • statua di boadicea
  • un bacetto a Mario (scritto da Mario)
  • amma magnà (scritto da Symo)
HOMERTON, LONDRA (apparentemente) 2/09/10
Siamo in casa. Abbiamo fatto l'imposibile per trasferire le nostre stanche membra qualche chilometro più ad Est, per avvicinarci alla city, ma ogni tentativo è stato fugato dall'universo che ha cospirato contro di noi. Fuori, nel parco, ci sono due classici pali da pusher che ridono e ci dicono cose in un idioma sconosciuto ai più, prontamente ribattezzati Mimì e Cocò. L'accesso alla "veranda" è a combinazione numerica e cambia ogni 12 secondi, il giardinetto è recintato da pali di legno marcio con buchi assai sospetti e il padrone di casa, durante il giro di visita, ha continuato ad esclamare "don' toch,don' toch!" (don't touch) e "you can take the bos..." (bus). Tutto ciò non contribuisce a creare quell'atmosfera tipicamente inglese che il turista medio si aspetta di trovare. Posso affermare senza timore di essere smentita che non siamo a Londra... più probabilemte siamo da qualche parte nelle favelas.
(Stanotte organizzeremo turni di guardia con moschetto alla mano. Nessun dorma!)
(favelas in notturna)

HOMERTON STATION 3/09/10 ORE 10:36

Stiamo aspettando l'Overground per poi incrociare la Vittoria e Picadilly, per far visita all'omonimo puttino.
La prima notte è passata e, una volta rassegnati al nostro destino, abbiamo cercato di abituarci alla baraccopoli.
L'importante è essere ottimisti!!



PICADILLY ORE 11:26

La English Breakfast ha vinto!
Ci stiamo scialando con pane tostato (e imburrato) uova strapazzate e bacon, il tutto condito da una spruzzata di pepe nero e salsa barbecue. Simona è appena passata alla modalità panino, mentre Roberto mantiene un basso profilo mangiando come una vera signorina. Io e Mario abbiamo fagocitato il tutto con serio impegno.



HOMERTON ORE 21:50

Stiamo mangiando un piatto di pasta al pesto. Per forza di cose abbiamo dovuto sostituire l'olio con un pò di ottimo burro Anchor: ne mangi un pezzo e vai a fondo.
Domani sera mangeremo con circa 2 pound a testa: 1,29 per una pizza Ristorante, "così sottile così croccante", e con 1,45 compriamo una coca e ce ne danno una in omaggio!
Sulla scia delle nostre radici, abbiamo inveito contro i pusher fuori casa in modo molto tipico: Mammà, adda murì Mimmì mommò!
Simona ha dato il La per la creazione di un nuovo tormentone: dato che abbiamo passato tutto il giorno fra varie linee dell'Underground e lei stamattina ha diementicato la mappa degli autobus (sua nuova bibbia), ha ripetuto tutto il tempo, a intervalli regolari, la frase "Mind the Map", parafrasandone una ben più celebre e fracomando i coglioni a compagni e non.
Intanto nel bagno proliferano le più disparate forme di vita: adesso abbiamo dei funghi di proprietà, a breve attendiamo anche l'arrivo di grandepuffo e compagnia.
Comunque c'è una mega Marlboro che ci osserva dall'alto del giardino. Non sono del tutto a mio agio...






HYDE PARK 04/09/10

Ho toccato uno scoiattolo! Qui ad Hyde Park gli scoiattoli sono grossi come mastini e non mangiano niente di ovvio come noci, semi o ghiande. Il junk food si fa strada nei posti più impensabili...

HOMERTON ORE 19:50 (ora della cipolla!)

Siamo stati a Camden Town! Mario mi ha diffidata dal comprare cappotti borchiati ed abiti in stile "Mater Lacrimarum", ma sono riuscita ad acquistare una veletta stile Vedova Inconsolabile in un negozio Vintage (potevo accaparrarmi anche un abito da sposa per 8 pound...nuova diffida)
Un caro ragazzo ha chiesto a Simona se ero sua madre, il che mi ha messo alquanto di malumore...nemmeno la mia acida risposta in spagnolo mi ha dato soddisfazione, quindi ho deciso di lavare l'onta con del sano consumismo sfrenato.
Molti pound dopo andava già meglio.
Simo è andata per tutto il tempo alla ricerca di un cappello, fermandosi solo di quando in quando per fotografare punk dalle creste soppalcate. Dopo aver comprato circa qualunque cosa con su stampata la mappa dell'underground e aver finto pose per permettere scatti proibiti ai passanti, ci siamo diretti verso la zona "ristorazione". Assaliti da branchi di cinesine imbizzarrite che cercavano di ficcarci in bocca svariati tipi di animali fritti, abbiamo arraffato, sopraffatti, un cartoccio con degli spaghetti saltati che sembravano linguine e del pollo fritto che sapeva di calamaro. Simona sta ancora ruttando fuori peperoni e tentacoli.
Adesso siamo nel cortiletto della baraccopoli, a rilassarci in attesa di uscire per pub, fumando una sigaretta in pantofole. Nell'aria aleggia un aroma croccante di taleggio stagionato... contro le scarpinate londinesi non c'è deodorante antibatterico che tenga...



COVENT GARDEN 06/09/10

Siamo seduti ad un tavolino in un sottoscala di una bancarella ambulante a mangiare Jacked Potatoes. Simona agisce in maniera chirurgica: taglia, seziona, smonta e cataloga prima di passare alla fase masticatoria.
Roberto ha abbandonato campo di regata dopo averle tentate tutte: attacco diretto con coltello e forchetta, presa wrestler a mani nude e tentato omicidio col ketchup.
Mario, dopo qualche incertezza iniziale dovuta ad incongruenze nel sistema di coordinazione mano-occhio più che ad una vera e propria ostilità da parte della patata, ha ingoiato il nemico senza indugi nè pietà (non ho ben capito la dinamica, come al solito è stato un fulmine). Da questo lato del fronte invece le cose sono state decisamente chiare: la mia è stata una Jacked Potatoes molto poco. Infatti l'ho spogliata subito, facendola diventare una Naked Potatoes.



ULTIMI GIORNI, IN ORDINE SPARSO

Gli ultimi giorni a Londra non sono stati documentati passo per passo visto che siamo stati ad Oxford Street sotto un acqua di cielo davvero ingloriosa e poi ad Hyde Park (dove sono stata morsa da uno scoiattolo). Un encomio speciale va ai trasporti locali che,nonostante lo sciopero dell'underground ci hanno permesso di muoverci in tutta serenità, talmente tanto da sentirci liberi di saltare giù da un notturno per andare a bere il famoso Snackebite al World'sEnd senza porci nessun tipo di problema. Seguiranno foto di momenti clou. Intanto qui si sparagna ogni euro per una futura ripartenza. Me lo sentivo che avrei amato quella città e andarci con persone speciali non ha fatto che accrescere il piacere.




(serata a cmden)






mercoledì 15 settembre 2010

Sola come un cucciolo di foca

Eccomi. So che tutti voi (e vi preannuncio che la frase è sarcastica) non dormite la notte in attesa del post su Londra, ma i miei amati compagni di viaggio mi stanno inviando il materiale fotografico dedicato anche se qualcuno, ed eviterò di fare nomi, latita ostinatamente. Mi rivolgo al solito noto: se non si fotografa non si posteggia, e i cocci sono i tuoi!
Intanto mi dedico a rimpolpare le mie relazioni sociali, rivedo vecchi amici e metto al servizio dei bisognosi le mie poche qualità.
Daniel è migrato a Sud e non fatico ad immaginarlo mentre si costruisce un nido per la futura covata. Ma sto divagando.
Ischia in questo periodo è quasi godibile, il tempo è mite e i turisti superstiti si defilano con dignità, lasciando l'isola più vuota e noi acidi inguaribili più contenti.
Ho deciso di intrattenrmi qualche giorno a casa, prima di far ritorno alla mia cara, vecchia, sporca e cara città, anche se venerdì ho in programma una capatina veloce.
Causa grandi eventi prossimi venturi, probabilmente dovrò nutrirmi di carote e acqua piovana per i prossimi mesi in modo che, alla mia prematura per quanto annunciata morte, la mia salma possa presenziare in tutto il suo splendore ai ricevimenti, facendo di me il cadavere più orgoglioso del circondario.
Nell'impossibilità di portare a termine il mio lavoro sulla saga di Goodkind, di cui l'ultimo volume ha preso misteriosamente il volo nei meandri della temutissima valle della ristampa, sono passata nuovamente ai vampiri, stavolta quelli di Charlaine Harris, la creatrice del Ciclo di Sookie Stackhouse, da cui ha preso vita la famosa serie tv True Blood (che ha una sigla fantastica a mio parere)




Ho visto all'epoca le prime due stagioni e, appena potrò riavere il mio caro ma malridotto pc, mi scaricherò la terza per vedere che si dice. Intanto ho cominciato ieri e adesso sono quasi alla fine del secondo libro, ritmo che devo tenere se voglio finire la saga entro lunedì prima di partire.
Detto ciò ritorno al mio lavoro di lettrice, lasciandovi con la promessa che, appena riuscirò a mettere le mani sulle ultime fondamentali fotografie, pubblicherò il "diario di bordo" londinese, in modo che voi possiate tornare a dormire sonni tranquilli.