martedì 6 settembre 2011

E' martedì, comincia il week end

E' martedì!
In genere, su questo tipo di affermazioni con tanto di punto esclamativo, mi concedo alcuni dei miei migliori Wow sarcastici, sollevando anche un pò il sopracciglio sinistro in segno di profondo sdegno. Ma non oggi. Non perchè sia una giornata speciale (magari!) ma per il semplice fatto che settembre è il mese ideale per fare qualsiasi cosa. Non sono ancora eccessivamente soffocata dagli esami, riesco tutto sommato a gestire gli impegni e il caldo birbone permette di uscire la sera e stravaccarsi da qualche parte senza necessità di portarsi dietro un corredo di felpe, ombrelli e sciarpe, e senza costringerci a fare strategie e piani di battaglia per trovare locali economici ma al chiuso dove rintanarci. Non ancora, almeno. Quindi vorrei strizzare in modo violento la serena libertà che resta prima del generale inverno, prima dell'odiato compleanno, prima dei corsi e dello stage. Come fare? Basta cagare il cazzo alle persone giuste ed essere presenti per l'organizzazione di serate e affini.
Il tempo che mi resta, la quantità minima per uso personale, lo dedico a stupidi telefilm tipo Robin Hood e a fantasticare su
situazioni varie ed eventuali che 100 100 (Dio quanto mi piace dirlo) non avranno luogo, ma che soddisfano un minimo le necessità dell'ego. Stavolta mi sono ritirata quando ancora ero non dico in vantaggio - se lo fossi stata, se lo fossi stata! - ma quantomeno mentre ero in parità, concedendomi una volta tanto la possibilità di vivere qualcosa di nuovo in maniera sana, senza traumi e morbosità varie. Speranza? Mha, è una strada nuova questa, ma al momento mi piace (riparliamone quando sognare non basterà più :D )
Si, non si capisce una minchia secca, ma anche lamentarsi non serve, tanto nessuno legge!
Intanto sono tornata felicemente in Biafra, per un bene superiore, ma non mi pento - ancora - della scelta e attendo con la pazienza di Giobbe i frutti della fatica. Ma come sono matura aperta ed equilibrata. Quanto durerà?
Dopo questa estenuante carrellata di novità posso tornare a dedicare tempo a cose e fatti della vita. Prossimamente: l'eccitante giorno di bucato.

domenica 28 agosto 2011

Di equilibrismi, cinemini e rattusità

Ok, sono consapevole del fatto che me la canto e me la suono da sola.
Ogni 24 ore il mio sistema mentale riapre i circuiti con nuove e più fantasiosi scenari (im)possibili, la febbra sale e il sottile filo su cui dondola la mia già scarsa sanità mentale oscilla pericolosamente. So già, da qualche parte nella testa, che questo sarà l'ennesimo cadutone, che la pietra sdrucciolevole mi sta attendendo con trepidazione al prossimo angolo o a quello dopo, ma questo tipo di consapevolezza non mi ha mai fermato dal tuffarmi con espressione estaticamente ebete giù per il dirupo. E di questo ringrazio sentitamente, che sia la genetica o che sia l'universo non importa, l'unica cosa che conta è cadere in piedi...o sulle ginocchia, va bene uguale, pur di non farmi fermare dalla paura.
Come ci riesco? Semplice, ho il sex appeal di una zucchina dimenticata da tempo nel frigo, sono armata solo del mio sorriso smagliante e di un paio di battute di repertorio che qualcuno nell'universo ancora non ha sentito, e sono salda nella convinzione che prima o poi questo modo di fare porterà i suoi frutti.
Un assaggio l'avevo avuto, pensandoci, ma il prototipo va decisamente migliorato.

sabato 27 agosto 2011

Napoli il ritorno (o quasi)

Di questi tempi andare e tornare da Ischia a Napoli è una follia sotto molti punti di vista. In primis il caldo, la stramaledetta bolla africana ci ha steso i peli in plurime occasioni e non pare abbia intenzione di mollare la presa. Ma tipo andare a scaldare il culo ai Norvegesi che ne avrebbero molto più bisogno di noi?
poi ci sono gli arrivi e le partenze; no perchè i vacanzieri napoletani non si fermano davanti a nulla, affollano i porti con la stessa affluenza di sempre e non si fanno scoraggiare nè dal caldo, nè dai prezzi esorbitanti degli aliscafi. Infine c'è da considerare il fattore moneta, che sono mesi ormai che scarseggia senza pietà. Il portafoglio languisce senza forze, dopo essere stato ripetutamente spalancato e ravanato per grattare gli ultimi spiccioli dal fondo o per andare alla ricerca di quei 5 euro che un mese fa ero sicura ci fossero... erano proprio lì cazzarola...
Ma, come in tutte le cose della vita, ci sono delle priorità. Per quanto fosse pressante quest anno il mio desiderio di tornare a casa, adesso è ancora più pressante la voglia di riavere i miei spazi, la mia routine, i miei amici a portata di mano. Quasi quasi mi manca anche l'Università. Quasi.
E' così che nasce e si consolida l'idea di fare la follia, nonostante tutto, e di imbarcarmi per vedere le altre personalità disturbate di cui mi circondo normalmente.
Mai nella vita avrei detto che un qualsiasi anonimo martedi avrebbe potuto entrare nalla classifica dei miei giorni perfetti. Ma vuoi la casa vuota, vuoi la voglia di vedersi, vuoi le infinite novità che porta la vita sotto forma di persone ed eventi ed ecco che in un attimo uno si ritrova ad amare il martedì...che poi, fra un giro a Cazzeggio e uno spicchio di pizza alle 3 del mattino, si trasforma in mercoledì. Dopèo una serata, una nottata e un'altra abbondante mezza giornata così come si fa a tornare a casa? Anche un paio d'ore d'attesa pre ritorno all'ovile siventano drammatiche, sopratutto se sei sfatta come una cocozza e il libro che dovrebbe fari compagnia continua a precipitarti dolorosamente sul naso mentre sconocchi dal sonno.
Adesso sono di nuovo sullo scoglio, a godermi gli ultimi giorni di noia prima che la mia esistenza esca dallo standby isolano per rituffarsi nel caos metropolitano di sempre. L'augurio più intelligente che possa fare a me stessa, a questo punto, è che dietro Agosto ci siano in agguato molti martedì, pronti ad aggredirmi. E chi sa se in uno di questi martedì...

lunedì 25 luglio 2011

Tirare le somme

Sono passati la bellezza di sette mesi, e ancora sussulto quando mi ti trovo davanti senza essere preparata. E pensare che rischiavamo addirittura di incontrarci! L'estate, anche se avviata da un pò, per me è appena alle porte; un'estate che metterà mare terra e quant'altro fra me e l'enorme problema che costituisci per almeno un mesetto (anche se che può fare un mese?)
A volte vorrei cedere al romanticismo e tornare sui miei passi, ma mi rendo conto che preferisco vivere, anche se in questo stato a tratti comatoso, anche se nella nebbia che il mio cervello produce per salvarmi dai bei ricordi (i bei ricordi sono i peggiori bastardi mai esistiti) piuttosto che vedere ogni giorno la tua faccia senza luce, il volto di uno sconosciuto.
Ne ho vista di gente in questi mesi, sono succese cose in tutto questo tempo (e pensare che tre anni mi sembrano un soffio leggero ora) ma prima o poi arriva sempre il giorno in cui mi viene chiesto il conto di ogni attimo sereno. E tu nemmeno lo sai. Un tempo pensavo, nella mia fase Tarantiniana, che mi sarei cavata gli occhi a forchettate pur di non vedere più foto, video, scritte e via dicendo. Poi ho iniziato a ignorare il più delle volte cosa accadeva intorno proprio per evitare che si arrivasse a questa soluzione un pò pulp. Ha funzionato, lo ammetto, ma non posso controllare la casualità nè sottomettere il mio istinto e gira gira vedo sempre cose che mi sarei risparmiata. Sia chiaro, questa lettera aperta non serve a farti l'ennesimo cazziatone, quella fase l'abbiamo passata da un pezzo. E' solo che non so che fare da quando ho smesso di chiedermi quanto tempo ci vorrà per andare avanti, scavalcare in un'eccellente performance da salto in lungo da record tutto ciò che ti riguarda, Te insomma per capirci, e ritrovare invece Me, la sana imbecille di sempre che è grata del fatto di essere viva e che non ha paura di amare (quante occasioni perse e quante ancora da perdere?)
Si, lo sappiamo entrambi che non arriverai mai qui, sei sempre stato più fortunato di me, le informazioni non ti crollano sul cranio a sorpresa dietro gli angoli. Se non vuoi sapere semplicemente non sai. Un pò ti invidio, a volte.
Di tutti i quesiti, di tutti i casini e le domande fatte, tirate, strapazzate e sommariamente soddisfatte una sola, postuma, mi pressa e mi presserà per sempre: dì un pò, com'è ridere ora? E' lo stesso di quando lo facevamo assieme? E' come quando io ti capivo e tu mi capivi ma nessuno dei due aveva aperto bocca? Spero che lo sia, almeno per uno di noi. Oggi o domani non ha importanza, l'unica cosa che conta, per me, è che ieri sia passato.
(Ricordi? Più di ieri, meno di domani)

venerdì 22 luglio 2011

The End

I miei post si succedono alla incredibile rapidità di uno ogni ventordici mesi, il che non mi fa onore, certo, ma almeno solleva voi dalla seccatura di sentire le mie sciorinate psicotiche ogni piè sospinto. Ritorno con spirito più allegro rispetto a quello degli ultimi tempi, sperando che la situazione volga sempre al meglio (SPERANZA! citando i Peanuts)
Ieri sera sono andata a vedere Harry Potter e i Doni della Morte parte II, la fine finale finito-per-sempre della saga. Entro al cinema con animo trepidante, la prima parte non mi era affatto dispiaciuta, il cuore era colmo di buone aspettative e i fazzoletti erano prestamente stati tirati fuori per tergere e drenare i fiumi di lacrime con cui contavo di affogare la sala 2 del Modernissimo. Tutto questo, ovviamente, non è successo. All'inizio ho imputato questa oltraggiosa mancanza di lacrimazione ad una mia secchezza interna, ad un sahara emozionale dovuto a qualche mio depressivo trascorso e che si andava a manifestare ora, nell'acme dei dieci anni potteriani... per poi capire, in un assoluto e folgorante momento di chierezza. Il film era una merda. Ti odio Yates, perchè hai rovinato la conclusione della mia infanzia/adolescenza passata cercando di far levitare cose prima, e a sognare grandi amori dai capelli rossi dopo; perchè La McGrannit non farebbe MAI battute simili, perchè non ci si ammocca così a Hogwarts e perchè il mio povero Fred meritava almeno una (non dico assai) UNA inquadratura decente.
I grandi discorsi di Neville e le sue dichiarazioni d'amore sono coerenti quasi quanto il porno-momento Ginny/Harry del sesto film alla Tana, e le reazioni assolutamente apatiche di Voldemort ci azzeccano come i cavoli a merenda. L'unico momento serio è quando ammazza il mangiamorte apprensivo, anche se ve lo siete inventato di sana pianta.
Bilancio negativo quindi, anche per Silente SS e Piton-nontiscordardimè (e non ho citato Hermione improvvisamente deficiente e tutti insieme invecchiatamente)
Unica nota positiva, sono uscita dal cinema senza quel senso di vuoto nel petto, senza quel macigno sul cuore che sempre mi provocano gli addii, perchè la fine, per me, non è mai arrivata e, probabilmente, continuerò a sognare bacchette magiche e pittoreschi castelli pieni di bellissimi gemelli dai capelli rossi fino alla fine dei miei giorni. Altra cosa che quasi certamente non mi fa onore, ma ci sono pur sempre vizi peggiori.

mercoledì 13 luglio 2011

domenica 10 aprile 2011

Sinonimi e Contrari

A quanto pare la vita ci insegna che cambiamento è sinonimo di miglioramento, quindi sono andata a cercare qualche frase celebre per avvalorare questa teoria. Grandi pensatori ci hanno lasciato in eredità frasi cariche di significati per trasmettere ai posteri la loro saggezza. Qualcuno avrebbe preferito una cosa di soldi, ma se hai i limoni ti fai la limonata...

Eraclito disse: Io stesso muto nel momento in cui dico che le cose mutano.

Wilde disse: L'unica cosa immutabile nella natura umana è la sua mutevolezza.

Sthor disse: L'infelicità è figlia della paura di cambiare.

Fuller disse:
Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa , costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.

Darwin disse: Non è la specie più forte che sopravvive, nè la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.

Churchill infine disse:
Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.


Gli aforismi a volte sembrano adattarsi perfettamente alla nostra personalità, ai nostri grandi momenti, al nostro spirito. Alcune persone si sentono confortate da queste frasi, o da quelle delle canzoni che sono anch'esse aforismi se ci si pensa.
Io penso solo che abusare del rifugio offerto dalle frasi altrui sia un modo comodo per evitare di esprimerne di proprie.
Ancora oggi mi stupisce il fatto che le le cose più cambiano più restano le stesse. Le situazioni si ripetono, magari gli attori sono diversi, ma la sostanza resta misteriosamente invariata. Qualcuno piange, qualcuno ride, qualcuno si ammala e qualcun'altro ti pugnala alle spalle, in un moto perpetuo che si avvolge su se stesso, all'infinito. Allora si potrebbe anche dire che Cambiamento è il contrario di cambiamento, che questa parola rappresenti un paradosso linguistico.
Per fortuna ci evolviamo fino ad imparare una cosa fondamentale, ovvero la capacità di prevedere le situazioni. Quante volte un essere umano deve fare lo stesso errore prima di saperlo riconoscere a priori? Immagino che dipenda dalla tempra di ognuno. Io avrò scarse capacità di apprendimento suppongo.