domenica 28 agosto 2011

Di equilibrismi, cinemini e rattusità

Ok, sono consapevole del fatto che me la canto e me la suono da sola.
Ogni 24 ore il mio sistema mentale riapre i circuiti con nuove e più fantasiosi scenari (im)possibili, la febbra sale e il sottile filo su cui dondola la mia già scarsa sanità mentale oscilla pericolosamente. So già, da qualche parte nella testa, che questo sarà l'ennesimo cadutone, che la pietra sdrucciolevole mi sta attendendo con trepidazione al prossimo angolo o a quello dopo, ma questo tipo di consapevolezza non mi ha mai fermato dal tuffarmi con espressione estaticamente ebete giù per il dirupo. E di questo ringrazio sentitamente, che sia la genetica o che sia l'universo non importa, l'unica cosa che conta è cadere in piedi...o sulle ginocchia, va bene uguale, pur di non farmi fermare dalla paura.
Come ci riesco? Semplice, ho il sex appeal di una zucchina dimenticata da tempo nel frigo, sono armata solo del mio sorriso smagliante e di un paio di battute di repertorio che qualcuno nell'universo ancora non ha sentito, e sono salda nella convinzione che prima o poi questo modo di fare porterà i suoi frutti.
Un assaggio l'avevo avuto, pensandoci, ma il prototipo va decisamente migliorato.

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