lunedì 24 gennaio 2011

Ora

By This River

Brian Eno




Here we are
Stuck by this river,
You and I
Underneath a sky that's ever falling down, down, down
Ever falling down.

Through the day
As if on an ocean
Waiting here,
Always failing to remember why we came, came, came:
I wonder why we came.

You talk to me
as if from a distance
And I reply
With impressions chosen from another time, time, time,
From another time.







Questa è esattamente il tipo di canzone che ci si aspetta di dover sentire in momenti particolari.
La cosa interessante è che era già qui quando ancora non sapevo di averne bisogno, il che può significare due cose: o l'universo era già in azione prima che ci si potesse fare qualcosa, oppure qualcuno è stato davvero molto profetico.
Immagino che così inizi la mia terapia.

venerdì 7 gennaio 2011

Untitled

E' quasi l'una ed io non ho un'oncia di sonno.
L'unico tasto che mi si è staccato è il punto interrogativo/apostrofo e in due righe mi è già servito tre volte.
Domani dovrò essere operativa in un orario non ben specificato che va dalle 7:30 alle 13:00, della serie: tu non sai quando squillerà il telefono...e nemmeno io.
Sono tornata a Napoli, nel frigo ci sono solo zoccole morte impiccate con le lacrime agli occhi, ho un nuovo piumone che mi sta mandando al rogo e un permaflex di polvere sul pavimento.
E si, forse non è il caso di star qui a cincischiare nella sciacquatura di piatti di questa serata, ma stasera viene bene.
Forse è solo che odio i letti mezzi vuoti, mi scombussolano tutte le simmetrie.


lunedì 27 dicembre 2010

Buon Natale Napoli


Ora sono ad Ischia com'è facile supporre, fa un freddo birbone e un tempo abbastanza ballerino (ma come sono retrò oggi).
Ho accesso ad internet solo perchè sono stata abbastanza paranoica e lungimirante da portare con me il mio povero e scalcagnato pc, visto che quello di casa è in vancanza (almeno lui).
Il Natale a casa mia da tutta la vita è un momento delirante, negli ultimi anni ancora di più visto che torniamo dalla city troppo strette di tempi per goderci il momento, che arriva e passa lasciandoci sfinite e pronte alla vera vacanza.
Infatti nonostante il freddo (e un pò d'ansia prematura per Zappaquà e affini universitari) mi sto godendo i giorni di riposo. Ovviamente quei pochi conoscenti isolani con cui spendere ore a cazzeggiare sono emigrati per le feste e i miei cari amichetti e fidanzato sono mille miglia distanti, magari chiusi in case calde (spero per loro) a giocare a tombola e a organizzare uscitelle natalizie.
L'unica cosa che mi rovina il momento è vedere i TG, che mi mostrano una Napoli sommersa dai rifiuti, affogata nella sua stessa sporcizia e assolutamente incapace di riscuotersi. Alcuni cittadini non sembrano capire che gestire meglio i rifiuti di casa sia necessario per se stessi prima di tutto, sembrano non interessarsi al fatto che una politica casalinga più saggia, fatta di raccolta differenziata e di attenzione agli sprechi possa da sola dare un pò di respiro alla situazione, evitando magari di arrivare al punto di dover difendere (quando poi non è più possibile) il proprio bellissimo territorio da discariche dannose aperte in punti improponibili.
A quanto pare l'esercito non è bastato a rimuovere gli Everest di immondizia dalle strade, chissà quanti hanno bypassato la richiesta di conservare per qualche giorno gli imballaggi dei regali in casa invece di gettarli per strada e chissà a che livello arriveremo il giorno di capodanno. Fra fuochi d'artificio e alzate d'ingegno di qualche genio mancato, come minimo scoppierà qualche rogo di spazzatura che farà i suoi danni, che andranno ad aggiungersi alle stime di morti e feriti per l'imbecillità generalmente diffusa nella nostra città. Io amo Napoli. Davvero tanto, nonostante tutto. Ma certe volte mi chiedo perchè altri, che non conoscono nemmeno un decimo dei suoi pregi, dovrebbero pensarla come me visto ciò che mostriamo al mondo.
Forse ho esagerato, forse dovevo fare un post di auguri e arrivederci e grazie, ma non posso ignorare il fatto che il cuore mi piange ogni volta che accendo la tv, come mi piange camminando per le strade della mia città, una puttana un pò troppo generosa con i suoi clienti.
Buon Natale Napoli.


venerdì 3 dicembre 2010

Bad days

Erano mesi che non tornavo a casa con il preciso desiderio di attaccarmi ad una birra ghiacciata. La parte buona di non essere un'alcolista finita è che posso bere quando mi pare, cosa che non succede quasi mai.
Proprio oggi invece sono arrivata stremata a casa di Daniel e ho afferrato una Peroni dal frigo prima di dare buonasera e l'ho tracannata senza pietà...dopo è stato interessante scendere le scale per fare la spesa, lo ammetto.




E' così che mi troverete a Natale, solo che sarò sulla panchina sotto casa vostra avvolta nei giornali a recitare Boccaccio, interrompendomi ogni tanto per gridare: "DOV'E' IL TUO DIO ADESSO???"
Il prof Monty Burns e il suo assistente Smithers ci hanno steso i peli (e scusate il francese se siete religiosi)
Ora per riprendermi sto ascoltando con Daniel alcune canzoni di glee, tra cui "the time of my life", dal film Dirty Dancing. per la precisione sugli acuti mi strappo i capelli e sul ritornello ho cercato di lanciare il reggiseno sul palco immaginario...sono alla frutta.



(Sylvia...Yes Mickey?...Come here lover boy...)

Parlando di cose serie, al Sob c'è stato un grande ritorno...mosyna ha calcato nuovamente i pavimenti dei Vincenziani per impartire nuove conoscenze economiche alle menti del Cinemaniaco e di Principles, mentre si sono formate nuove coppie degne di ibridi da laboratorio come il Ligre o il Teone: Sirio, ovvero la sintesi fra Silvio e Mario, e Flunzia, il cerbero monco formato da me e la mia compagna di avventure/navigatore satellitare Nunù.
Per ora è tutto, vi lascio con la promessa che il prossimo post rispetterà le linee guida del blog....della serie meno pugnette più cazzeggio! E comunque mi sento di inviare un caloroso 'Ndru Culo a Zap e Cicci, col cuore.

giovedì 11 novembre 2010

Quando troppo e quando niente...

Dopo due secoli circa di latitanza torno con un post inutile.
Ho cominciato l'anno accademico. Esticazzi? direte voi. Lo direi anche io in effetti.
In ogni caso, dopo la prima settimana, ho al mio attivo ben un giorno di lezione perso perchè il Professore non sapeve di avere lezione (e comunque sta per andare in Russia a girare un documentario, quindi non stiamo qui a cavillare sulle ore di lezione e insulsaggini del genere), un giorno in cui siamo entrati alle nove di mattina e ci hanno buttato fuori alle 18 insieme ai rifiuti (verso le tre stavamo già muffendo dentro e fuori) e un paio d'ore ramenghe, buttate lì giusto per confondere le acque.
Noi Creativi dell'Imprenditoria siamo così. O famo strano.
Oviamente adesso la prossiama lezione sarà lunedì, perchè ci siamo stancati.
E' un mondo difficile. Un collega ha coniato una nuova definizione per il nostro modo di fare lezione da Novembre a Dicembre: il Mesestre.
Trenta giorni in cui siamo in balia delle onde, si entra la mattina in facoltà e si spera di uscire in questo millennio, perchè le ore si devono accorpare, pressare, incastrare in una partita a tetris senza fine dove pur di portare a termine il programma si sacrificano le pause pranzo, si giustiziano i quarti d'ora accademici e le pause sigaretta sono condannate a morte senza nemmeno un giusto processo. Niente indulti per noi, niente prescrizioni.
E' cominciata l'era degli zombi. Accorrete numerosi.

domenica 17 ottobre 2010

Pilastri della Terra, Pialstri del Cuore

Stanotte voglio fornirvi delle motivazioni per leggere e vedere "I Pilastri della Terra", romanzo di Ken Follet recentemente trasformato in miniserie per il piccolo schermo.
Ho amato il romanzo di Follet in maniera che definirei disperata. 1030 pagine di intrighi, colpi di scena, battaglie, amori e violenze che si susseguono a ritmo serrato. Unico punto fermo in una storia che scorre rapida come l'acqua di un fiume in piena, la cattedrale di Kingsbridge: una sontuosa quanto ambiziosa costruzione che, lenta ma inesorabile, continua a crescere, essendo a volte essa stessa causa di accadimenti fondamentali nella trama.
Lo sfondo storico si snoda nella lettura accogliendo - e spesso interferendo - col microcosmo della cittadina in cui diverse vite si intrecciano e si scontrano costantemente.
Questo libro mi ha inchiodata a se con la sua forza espressiva, facendomi provare tutta la gamma delle emozioni umane conosciute e la cosa impressionante è che altrettanto effetto ha la serie.
Il cast è davvero ben fatto:
Donald Sutherland è perfetto nella parte del leale ma sfortunato Conte Bartholomew, che lascerà un casato in crisi e due figli a riconquistarlo.
Rufus Sewell, che molte altre volte ha indossato panni non propriamente di quest epoca, interpreta Tom il costruttore, grazie al quale la cattedrale inizia a prendere vita.

Ma due ottimi motivi per guardare questa serie spiccano sopra ogni altro.
Il primo è "Eddie" Redmayne, attore e modello inglese che intrpreta Jack Jackson, il protagonista.


Il secondo argomento che vi propongo è altrettanto valido, anzi, per alcuni forse potrà risultare più valido del primo.
David Oakes, altro attore inglese, che interpreta uno dei cattivi (anzi, proprio bastardo) William Hamleigh, pretendente al titolo di Conte di Shiring nonchè sostenitore di Stefano l'Usurpatore. Uno di quei cattivi sulla cui strada mi metterei per il semplice gusto di farlo passare sul mio cadavere.



Lo so cosa state pensando. Tutta questa tiritera pseudo-intellettuale sul romanzo-pippone storico e poi si va a parare sempre allo stesso punto: uomini.
Già. E ancora non vi ho detto tutto. Sono rossi. Adesso potete pensare quello che volete!
Non posso farci niente, ma uno dei miei romanzi preferiti è stato tradotto in immagini e per di più mi ci schiaffano due ventisettenni al sangue, rossi come il tramonto e boni come non se ne vedono tutti i giorni...la carne è debole signori miei. Se consideriamo l'effetto allucinogeno che hanno i capelli rossi sulla cotanta poi...ogni pretesa intellettualoide scompare al cospetto della magnificenza della natura, insieme a qualunque parvenza di autocontrollo e dettami della buona società. Diciamo che se mai dovessi avere la fortuna di incappare in uno o entrambi di questi esemplari, il galateo non sarebbe la prima cosa a venirmi in mente.
Detto ciò consiglio a tutti, maschi etero compresi, la visione di questa serie (e anche la lettura del romanzo) e se qualcuno volesse venire dalle mie parti per riportarmi sul pianeta terra... astenetevi, grazie, ho tutto quello che mi serve!

mercoledì 13 ottobre 2010

Prospettive

Momento strano la notte. Se non hai la fortuna di addormentarti subito dopo esserti messo a letto - e se questo accade sopratutto perchè ti sei sparato di seguito una puntata di Fringe, una di Dexter e una di The Big Bang Theory - allora ti ritrovi tuo malgrado nel bel mezzo della notte a pensare.
Ipso facto non si pensa a qualcosa in particolare, più che altro si viene sommersi da imput vaganti, magari accadimenti quotidiani a cui si è prestata poca attenzione prima e che tiraneggiano appena possibile o, nella peggiore delle ipotesi, si affoga nella paranoia.
Io sto pensando alle prospettive. Prospettive diverse da cui ti capita di guardare una stessa cosa e che te la sovvertono completamente. Per esempio: può una semplice scatola stampigliata a fiorelloni modificare il tuo modo di vedere e di organizzare un ambiente intero? Si, ammesso che tu sia riuscito a montarla.
Può la mancanza di soldi farti valutare differentemente la tua persona? Si, se inizi a considerare la vendita del tuo corpo come un'opzione effettivamente praticabile (a mali estremi...)
Dopo un pò diventa anche interessante vedere quante sono le scoperte che si possono fare in una sola notte, fissando un solo statico soffitto.
Potreste scoprire improvvisamente che la vostra stanza ha una scandalosa propensione al beige che prima ignoravate.
Potreste scoprire che la vostra fantastica veletta nera assomiglia ad un grosso aracnide affamato che vi guarda dalla libreria, in agguato.
Potreste scoprire che avete più scatole vuote che cose da riporci, più parole chiuse dentro che discorsi fatti davvero, più preoccupazioni che bei momenti.
Ovviamente potete sfuggire a questo scempio. Smettete di vedere Fringe. Smettetela di simpatizzare con Dexter. Leggete magari, o ubriacatevi prima di dormire. Ignorate le prospettive e procedete verso un unico punto, da un'unica strada. Io non posso, mai riuscita. C'è sempre quel qualcosa in più da sapere, quel qualcuno nei cui panni mettersi, questa sensazione sgradevole che mi stia costantemente sfuggendo qualcosa.
Probabilmente tutto ciò ha una spiegazione logica, ecco una nuova scoperta notturna, una nuova prospettiva.
Come dicevo prima, si aprono molte porte se si riflette con calma.
Potreste scoprire che siete troppo permalosi.
Potreste scoprire che mangiare la seconda fetta della torta di Daniel a pranzo non era poi una così buona idea.
Potreste scoprire che è troppo tardi per tutte queste pippe mentali, salvo poi capire che c'è sempre tempo per un pò di autocommiserazione.
Io ho scoperto una sola cosa utile fra tutte queste: di notte si è più sinceri. Poi però sorge il sole.