venerdì 9 agosto 2013

Summer confidential

Questa sera ho temporaneamente abbandonato la soundtrack di Django per rinfrescare un po' di swing italiano, con il mio caro Caputo.
Alla fine la mia risolutezza prima o poi deve pagare il conto alla sempre prevaricante anima nostalgica che prende il sopravvento.
Vorrei che tutto potesse sempre andar bene, vorrei avere il potere di fare la felicità delle persone che mi circondano, curando i loro malesseri, facendole sorridere. Ma come ogni disperatamente banale essere umano, finiti i sogni di gloria, devo rassegnarmi ad accettare le brutture della vita, mie e degli altri.
È così difficile prendere certe decisioni, e sconfortante anche. 
Per chi, come me, non è incline ai cambiamenti, scuotere un assetto faticosamente costruito è devastante. Bisogna sforzarsi di ricordare i validissimi perché e percome.
Perché periodicamente le cose nella mia vita devono andare in pezzi? Da qualche parte li in alto hanno fatto un altro tiro di dadi e il nostro scommettitore folle è nel giro sfortunato a quanto pare.
Andando avanti con gli anni ovviamente le cose peggiorano, e peggiora il mio desiderio di fuga. Mi sto aggrappando a quello che conosco con le unghie e con i denti, cercando di essere - per quel poco che posso - una persona migliore, una figlia e una sorella migliore. Naturalmente la cosa non funzionerà alla perfezione, perché ho impiegato anni a schermarmi da tutto ciò che nella vita è potenziale latore di sofferenza, risultando indifferente, a volte addirittura cattiva, lontana e menefreghista. Pensavo che il processo fosse quasi irreversibile ma mi accorgo con stupore che appena resto vicina a tutto il mio vecchio mondo, basta poco perché il vetro che credevo tanto spesso inizi ad incrinarsi e scricchiolare. E la cosa mi terrorizza. Sono ad un bivio e vorrei spaccarmi in mille pezzi per prendere tutte le decisioni senza dover realmente scegliere. Famiglia, amici, viaggi, lavoro, amore. Tutto ruota nella testa e mi soffoca, facendomi desiderare di portare indietro l'orologio per poter fare scelte completamente diverse, per godermi di più un passato che non ho saputo apprezzare quando era tempo e che ora mi manca come non so spiegare. Se mi facessero scegliere adesso vorrei tornare ad avere 7 anni, quando tutti stavamo bene, eravamo felici. Se potessi tornare indietro lo farei, perché quello che c'è davanti a me oggi non è altrettanto desiderabile.
Ma fatto sta che questa è la mia vita e, forse devo scriverlo per convincermi, ho fatto delle scelte che non devo avere paura di seguire, di cui non devo temere di pentirmi. Tutto quello che ho fatto e detto fin ora nella mia vita ha sempre trovato una collocazione presto o tardi. Sarà così anche adesso. Forse dovrò stringere i denti per sopravvivere alla paura della solitudine e alle mille altre che mi accompagnano ogni giorno, ma un giorno vorrei potermi guardare indietro e pensare di me che, anche nei momenti in cui di più ho desiderato cedere alla vigliaccheria, ho sempre fatto tutto per resistere alla tempesta e cadere in piedi. 
Ho già fatto abbastanza errori, forse è il momento di cominciare a raccogliere quel poco di insegnamento che la mia testa vuota è in grado di assorbire suo malgrado.

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