Eccoci. Siamo sopravvissuti, non si sa come e non si sa perché, a questa nuova ondata di follia primaverile chiamata Comicon. Quando noi si sia deciso di metterci volontariamente in ridicolo, esponendoci allo scherno di grandi e piccini e al pubblico ludibrio non mi è dato sapere. Fatto sta che qui non si batte la fiacca e ce la si mette tutta per rendere epica una vita altrimenti noiosamente normale.
Il racconto di certi straordinari accadimenti di cui sono stata partecipe si svolgerà diviso in capitoli, per meglio permettere a me di organizzare le idee ancora confuse dalla stanchezza e a voi di dare una collocazione temporale a questo caos epico chiamato Comicon.
INTRO. GIORNO DI MONTAGGIO
6:00 di mattina, una sveglia suona in quel di Rione Alto. Uccellini polifonici svegliano le due improbabili cenerentole addormentate come sassi in un salotto a caso. Cercare di ignorare quegli acuti meccanici è uno spreco di energie talmente insostenibile che decidiamo di sollevare le membra e iniziare la giornata. Dopo vari incontri/scontri per accaparrarci un posto in bagno e diversi incidenti domestici (dovuti perlopiù ad indruppicamenti vari in un cane paglioloso e sovreccitato) usciamo di casa, alle 7:01
Il viaggio è apparentemente quello di sempre: tangenziale-autostrada-boscoreale; unica differenza è che stiamo andando a recuperare un gigantesco Trono di Spade, ma il dettaglio è ancora trascurabile. Arrivati al magazzino ci arrabattiamo per far salire tutto sul camion, Gigantesco Trono compreso e ripartiamo alla volta di Mostra. Miracolosamente i materiali arrivano senza incidenti e possiamo procedere allo scarico.
Momenti Epici:
- i chiodi che abbiamo miracolosamente trovato già posizionati nelle zone in
cui sarebbero stati assolutamente indispensabili, e che ci siamo limitati a "mettere in sicurezza" ("in caso che qualcuno tipo salti e dia una capata alla colonna aprendosela su questo chiodo, che era già qui da prima." Leonardo cit.)
- gli scaricatori che hanno fatto la pausa pranzo con pizza nella nostra zona Pathfinder, smerdando qualsiasi cosa con la salsa, e la vena sul mio collo che si gonfiava goccia dopo goccia (ma dico, il truogolo dei maiali no?)
- il piccione che ha cagato anche il panettone del '62 sulla Barriera, subito dopo che l'avevamo meticolosamente lavata, disinfettata e risciacquata (della serie magni grazia di dio e caghi diavoli...)
- il culo di Giovanna. E' sempre epico.
Dopo aver dato un senso ai nostri 30 metri lineari di colonnato abbiamo abbandonato campo di regata, tornando a casa per prepararci all'apertura della fiera...
PRIMO GIORNO. NASCUNNIT E CURTIELL.
Alle 9:00 arrivo a Mostra. Buona parte del gruppo è già li che attende sotto il sole. Ci aggiriamo qualche minuto senza scopo, ciurliamo nel manico quanto basta perché io mi senta autorizzata ad andare a scassare un po' le palle ai cancelli. Intercetto il nostro referente, entro. Dopo una breve colluttazione amichevole mi vengono consegnati dei pass e dei bracciali che, ignara, distribuisco secondo uno schema che nella mia testa aveva senso. Ai cancelli non ci fanno entrare, pass e bracciale vanno assieme. Torno dal referente che mi da qualche altro pass+bracciale. La situazione varia impercettibilmente, anche perché qualcuno riesce ad entrare con manovre di dissimulazione che tutt'ora mi sfuggono. Dopo un'ora passata a colluttare sempre meno amichevolmente alla porta riusciamo ad entrare tutti, molti con pass e bracciale, altri in modalità stealth.
I nervi sono già provati, tanto è vero che arriviamo alla postazione, montiamo, ci vestiamo, e iniziamo ad ululare fra di noi senza motivo apparente. Dopo che fulmini e saette sono volati in tutte le direzioni ci calmiamo, ci guardiamo in faccia e viviamo uno di quei momenti di telepatia salvavita. Nella mia testa risuona il motto dei The Jackal "dobbiamo restare uniti!!". E il Comicon ha finalmente inizio.
La gente entra, inizia a farsi fotografare sul Gigantesco Trono senza che questo prenda fuoco, parte un torneo di Pathfinder e riusciamo anche ad organizzare un paio di tornei di spada, nonostante i nostri competitors abbiamo altoparlanti e casse di cui noi siamo sprovvisti. Ma la figaggine domina e il primo giorno passa senza intoppi.
Momenti epici:
- Augusto Izzo che, indomito, inforca il mantello e inizia a girare per la fiera agitando lo strascico e declamando "I'm the King in the Nooooooorth!"
- Mauro Cozzolino aka Re Robert Baratheon che si mette a ballare sulla pista della Wii
SECONDO GIORNO. AL CENTRO, PRONTI, A VOI!
Ore 9:00, di nuovo. Ai cancelli, di nuovo. Senza ingressi, di nuovo.
Piovvero polpette e volarono carciofi, si cercò di risolvere il problema. Si riuscì. Sorvolerò sul come e perché, ho un solo fegato e occupa già troppo spazio al momento.
Il secondo giorno ci ha colti meno impreparati. The King in the North e Kahl Drogo sono giunti a noi recando meraviglie tecnologiche degne di un palco. Casse e mixer vennero posizionati, venne creata la piattaforma audio meglio organizzata del Comicon e si diede inizio alle danze.
Si inizia con una serie di incerti cambi al microfono e diversi errori di pronuncia sia del nome dell'associazione che del nome del progetto (un minimo di ansia da palcoscenico e nessuno riesce più a collocare una Esse finale al giusto posto) per finire con l'appioppare il temuto gelato del terrore ad una purpessa ignara, che passava di li per caso ed era intenta a purpeggiare in giro per altri importantissimi affari. Troppo tardi. Da quel momento in poi è iniziato il più grande smerigliamento di prostata dell'intera fiera. Siamo andati completamente in loop, incuranti del volume, degli altri standisti, della folla.
Momenti epici:
- "..iscrivetevi al torneo di spada LARP dei Cantori del Westeros, in palio per voi una fantastica Patana!"
- Standista a caso, rivolgendosi a me: "scusa, ma non è che puoi fare un minuto di pausa? abbiamo capito che c'è il torneo..." Io "No. Morirò aggrappata a questo microfono, e porterò con me quanti più di voi è possibile"
- Ygritte, in un momento di svenimento: "Prendetemi a schiaffi!"
- i capelli a vulcaniano di tizy e giovy. Non aggiungo altro.
- il pezzo di plum cake che ho porto a Martina/Cersei che ha perso la presa e lo ha fatto precipitare nei meandri delle sue discrete tette. Una squadra di soccorritori è ancora all'opera, ma al momento non abbiamo notizie di un ritrovamento certo.
- I bacetti amorevoli che si sono lanciati Giuseppe (Mua's boyfriend nonchè tuttofare non ufficiale dei Cantori) e Giuseppe/Drogo. Non ce la faccio.
TERZO GIORNO. EFFETTO DOMINO (O DAMIANO).
Il terzo giorno inizia alla solita maniera, ore 9:00 ai cancelli, questa volta muniti di pass e bracciali abbinati secondo le giuste regole di cromia (grazie sopratutto a Federica Ferruzzi che ha fatto un grande lavoro di taglio e cucito per rendere invisibili i rammaggi vari)
La giornata è afosa, c'è una cappa di calore immensa e l'aria si respira a cucchiaiate, avendo raggiunto la densità delle gelatine alla frutta.
Inforchiamo le nostre uniformi, che dopo 2 giorni di caldo e fatica vengono trasportate in pratici contenitori di piombo immersi nell'azoto liquido, e ci mettiamo a lavoro. Passano appena un paio d'ore prima che alcuni di noi inizino a seguire l'esempio dato da Ygritte il giorno prima: le ginocchia vanno in pliè, i bulbi oculari si rovesciano e ci ritroviamo stesi sul cemento a fissare il soffitto della Barriera. Fra perdita di sali minerali come se piovesse, sole in testa e simpatici corsetti era solo questione di tempo. Ho un vago ricordo di Teresa/Sansa che mi lava i capelli con una bottiglia di acqua Prata, Tiziana/Daenerys che azzanna un gigantesco sfilatino osservando la scena con interesse e una palla di zucchero filato che Renato Zero mi porge. Ma forse sono un po' confusa.
Anche la Vichinga romana Marianna ha un cedimento improvviso, il che ci segnala che la fine è disperatamente vicina.
Tuttavia, dopo un rapido pasto leggero (un paio di panini, mottini, biscottini, bambini...il solito insomma) torniamo indefessi alle postazioni. Io esco in borghese e mi piazzo al mixer con le fedeli compagne di avventura Marianna e Martina e iniziamo a spammare nuovamente le varie attività. Dopo due giorni di tornei iniziamo a riconoscere alcuni volti, che nel corso della fiera diventeranno tragicamente familiari...
Molti dei partecipanti hanno suscitato il nostro stupore più profondo quando, dopo aver visionato il loro modo di compilare le liberatorie per competere, ci siamo rese conto che avrebbero dovuto firmare con una X dato il livello medio di alfabetizzazione (o è proprio la modulistica che vi mette in difficoltà povere stelle?)
Per punizione abbiamo storpiato i cognomi scritti nelle clasiche zampe di gallina e li abbiamo affibbiati ai proprietari per tutta la durata del torneo.
Un encomio speciale va al nostro preferito, lo sfigatissimo Damiano Napoli (in realtà si chiama Demetrio ma continuo a sbagliare nome) che ha tentato con tutte le forze di arrivare a vincere la Katana/patana/banana, ma che si è trovato ogni volta miseramente travolto dalla calamità naturale Peres, ovvero lo schermidore che combatte tenendosi il pacco per non perdere i pantaloni e vince pure. Praticamente l'Oliver Twist degli spadaccini, e lo avevamo noi...
Data l'interessante presenza fisica del sunnominato Damiano e la sua sfiga cronica, in MariannaLaValkiriaRomana è partito l'omone, il complesso della crocerossina, insomma la fregola e ha iniziato a proporsi come premio di consolazione per il povero cucciolone dagli occhi blu.
Momenti epici:
- Carolina Satta che è diventata grazie a me Caterina Satta.
- "vince il Torneo di Spada dei Cantori del Westeros Francesco Peres"
- "vince il Torneo di Spada dei Cantori del Westeros Francesco Peres"
- "vince il Torneo di Spada dei Cantori del Westeros Francesco Peres"
- "Francesco Peres è pregato di allontanarsi dal banco delle iscrizioni...."
- Io: "Francesco Patato vince lo scontro" Lui: "sono Petito" Io: "... no, da questo momento sei Patato. La prossima volta non scrivere in kilngon"
- il momento in cui i ragazzi della security del torneo stavano per collassare sotto al sole: Leo/Oberyn dello stesso colore della casacca e Marco/Jaimie che perdeva taglie a vista d'occhio sudando nella guadrappa di ecopelle.
- noi alla consolle che mandavamo Lex/Jon a rifocillare "i ragazzi" con acqua, che lui dava ai partecipanti al torneo...
- Francesco Viserys che andava in standby appoggiato sul tavolo di Pathfinder oppure in posa nella zona Dothraki per 3 ore di fila, senza muovere un muscolo e, si sospetta, anche senza respirare.
- Salvo/Jorah che ha arbitrato uno scontro singolo e, distratto da un compagno, ha lasciato allo stato brado i contendenti, che hanno iniziato a spaccarsi la faccia a spadate senza pietà.
- Paolo Benjen Stark che era l'unico fra 44 di noi che era entrato talmente bene ne personaggio da fare la ronda alla Barriera senza sosta...avanti, indietro, primo giro con sigaretta, secondo giro con guanti alla cintura...pausa per scrutare l'orizzonte e poi via, di nuovo, verso nuove avventure nella terra dei bruti...
- i 5 etti di cacuette che Robert Baratheon ha fornito a me e Cersei, devastate dagli eventi, e che abbiamo condiviso con qualche fortunato al banco della truccatrice.
- le stesse cacuette che sempre Re Baratheon mi ha simpaticamente lanciato nel corsetto a più riprese, approfittando della mia quasi morte celebrale da stanchezza.
QUARTO GIORNO. NATO A SPAGNA.
No cioè. E chi immaginava che il lavoro in assoluto più divertente fosse fare il burocrate?
Anche il quarto giorno per me è passato al microfono, insieme a Peppe deCarolina e Martina deRoma, senza i quali avrei fatto un casino epico con i tornei di spada e avrei staccato la testa a gente random per l'isteria.
Visto che la povera Martina era stata eletta collaboratrice domestica di Robb Stark ed era intenta a ricopiare i difficilissimi indizi della neonata caccia al tesoro dei 7 fottutissimi regni, mi sono trovata a gestire le liberatorie che gli spadaccini de noaltri dovevano firmare per ammazzarsi in tutta sicurezza.
Oltre ai cognomi scritti con la calligrafia di un afasico motorio grave o comunque in un alfabeto non esistente (motivo per il quale molti giocatori sono stati ribattezzati senza pietà alcuna) la parte più divertente era costituita dalle risposte ai complicatissimi quesiti formulati dal modulo, esempi:
- D.J.F. (punteggiamo per la privacy dai): Nato a.........SPAGNA
(tua madre si è data un bel da fare a correre in giro per un paese intero per metterti al mondo. Forse ha fatto come Achille quando uccise Ettore, e ti ha trascinato in giro attaccato al cordone. O magari ti ha partorito paracadutandosi sul paese).
- F.P. ll cui documento era stato emesso il 12/03/09, dal 12/03/15. L'unica carta d'identità emessa da una data piuttosto che da un comune.
Innumerevoli sono stati coloro i quali hanno posto LA domanda: cos'è C.I.? come riempio questo spazio punteggiato senza sapere cosa mi stai richiedendo?? Cosa saranno quelle due infide lettere maiuscole puntate che mi guardano con aria minacciosa?
In pratica, come dicevo prima, mi sono stupita che molti di loro non firmassero con una semplice X traballante.
Intanto, a pochi metri dalla consolle, era in pieno fermento la caccia al tesoro, pilotata dall'unico e solo King in the North. Damiano/Demetrio Napoli era uno dei concorrenti che, pur essendo arrivato in ritardo, ha bruciato completamente le altre squadre stravincendo alla grande. Colte di sorpresa da questa stravagante fortuna dello sfigato nazionale, io e Martina ci siamo guardate intorno, consce che qualcosa era cambiato...mancava Marianna. Fare il collegamento è stato semplice: Marianna di sicuro stava tampinando il suo amato, facendo arrivare la sua squadra per prima agli stand dove erano nascosti gli indizi. Fortunatamente alcuni minuti dopo la Valkiria è ricomparsa, azzannando una montanara, con il volto cosparso di farina e olio di frittura. Ha negato ogni coinvolgimento nella vittoria di Demetrio, affermando in sua discolpa che se avesse perso avrebbe potuto ritentare ad offrirglisi come premio di consolazione (e ha fatto il classico gesto di sfilarsi la maglia, con ancora in mano la pizza e masticando come un lama. Vogliamo ricordarla così)
Dopo la vittoria, del tutto inaspettata ovviamente, di Peres che ha posto fine ai tornei, abbiamo iniziato a dar fuori di matto, come ogni volta che la fine della fiera si avvicina. Il pc di Martina/Cersei è stato collegato alle casse e abbiamo fatto partire la musica (addio e grazie di tutto il pesce sarà la nostra colonna sonora a vita) perdendo ogni residuo di serietà, ogni brandello superstite di decenza, ogni spirito di professionalità. Gente si è lanciata in balli scatenati, abbiamo fatto dei can can e messo in pratica altre preformace per cui eravamo fisicamente inadatti, finanche sotto la pioggia, fino a che la ragione ha avuto la meglio e abbiamo iniziato prima a smontarci noi e poi a chiudere baracca.
Ovviamente, come da tradizione, il casino che ci portiamo dietro nel post fiera si è trasferito da Mostra allo Zen II per la classica mangiata di Giappo conclusiva.
Momenti epici:
- la pioggia che ha iniziato a cadere a gocce di circa un gallone, proprio mentre eravamo sul palco, e la folla che ha tentato di sfondare le scenografie per ripararsi sotto i porticati.
- la ciardona iscritta alla caccia al tesoro che ha rischiato l'infarto per percorrere i 30 metri di scenografie alla ricerca degli indizi, nonostante la specifica che gli stessi erano stati dispersi DAPPERTUTTO nella fiera TRANNE che nelle nostre scenografie.
- la sfida a spadate fra me e Giovanna, che mi ha simpaticamente perforato il plesso solare con un affondo decisamente sleale. Ricordate di puntare alle zone vitali con quella piccola e agile stronzetta (in tutto ciò combatteva con i capelli a vulcaniano, le lentine rosse e l'eccitazione da adrenalina sul volto satanico)
Forse nella narrazione ho saltato qualcosa di fondamentale, forse il racconto è troppo incentrato sul lato della fiera che ho potuto vedere con i miei occhi, ma come per ogni anno c'è qualcosa di obiettivo, qualcosa di oggettivamente misurabile: è stata un'esperienza esilarante e coinvolgente, quest'anno più che mai visto che ho conosciuto molte altre persone che in tanti mesi hanno iniziato a far parte della mia vita con costanza e regolarità e con cui spero di poter replicare, qui o altrove. Stiamo mettendo su una squadra di tutto rispetto e mi piace pensare che le persone di cui è composta, almeno in parte, possano essere anche amici. Nella vita ho imparato a misurare il valore delle persone e, per quanto io possa essere stata spesso insopportabile ed eccessiva, vorrei che tutti sapeste che mi è piaciuto moltissimo lavorare con ognuno di voi. E mi è piaciuto ancora di più NON lavorare con quelli che ho avuto l'occasione di frequentare al di fuori del progetto Got. Certi giorni/sere/notti resteranno nella mia top ten personale per molti anni a venire e spero che ce ne siano altre da aggiungere alla lista.
Vostra
F.
Il segreto di Pulcinella
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