Quando dico che odio il Lunedì i più mi fanno un mezzo sorriso pensando che la mia mania di scimmiottare Garfield sia ormai degenerata in maniera definitiva. Bene, il riassunto di quest'ennesimo inizio settimana infausto potrebbe farvi cambiare idea.
Dopo un week end all'insegna dell'atmosfera familiare quanto mai bucolica, tempestato da incontri ravvicinati del III tipo, ieri mattina mi sono imbarcata per tornare alle indipendenti gioie della Grande Mela Bacata che mi fa da ricovero. Dopo aver affrontato un viaggio in autobus con un bilgietto da 1,10€ (residuato post-bellico emerso dalle spaventose e ignote profondità del portafoglio di mia sorella) sono arrivata, miracolosamente incolume e senza multe a Piazza Dante. Prima tappa: macellaio. Il macellaio, per gli aborigeni "o chianchiere", è un luogo mistico, un tempio della putrefazione impregnato dall'odore -a un tempo sublime e ributtante- della carne abbastanza morta. Prerogativa dei macellai è che, dietro al bancone, ci siano almeno 4-5 sacerdoti contemporaneamente, rigorosamente vestiti con i camici bianchi screziati da nemmeno troppo sospette macchioline scarlatte. Più evidenti sono le macchie, maggiore è il grado di autorità del macellaio. Di questa moltitudine di indaffaratissimi personaggio solo UNO è attivo per servire i fedeli accorsi a fare acquisti. Gli altri sono solitamente impegnati nelle attività più svariate, tipo ciondolare per il negozio senza meta, o ad ottemperare a compiti di vitale importanza quali spostare 700 volte un gancio di ferro dall'aria minacciosa da un sostegno all'altro. Tuttavia, l'attività di gran lunga prediletta da tali signori è quella di affilare -il più rumorosamente possibile- coltellacci dall'aria letale anche quando inseriti negli appositi ceppi salva dita.
- Signurì, nu poc e filetto??-
Mi chiede l'attivo di turno, dopo aver venduto 30€ di carne morta al cliente dal grande appetito che mi precede. Alla parola filetto il suo sguardo luccica, io salivo stile cane di Pavlov e la mia borsa prende a vibrare, scuotersi, sussultare... no, non è il cellulare, è il portafoglio che trema in preda al panico. Non temere piccolo e magro amico, mi rassegnerò al nostro solito tacchino nazional popolare.
La delusione del chianchiere è visibile ma resiste stoicamente al colpo.
Ordino, lui esegue, pago.
A casa internet non funziona. Chiamo fastweb, il telefono fisso gracchia e singhiozza. Rassegnata, do il mio numero di cellulare alla gentile signorina, che mi richiama. Dopo un minuto il cellulare muore. Spento. Acceso. La gentile signorina persevera. Faccio in tempo a darle il numero di mia sorella prima del deja-vu. Spento. Acceso. La gentile signorina, agguerritissima, non demorde e richiama sull'altro numero. Io oramai sono un'Idra. Ok, il tecnico viene domani, resisterò. Mangio, sfinita. E' solo metà giornata e sono alla frutta. Nel pomeriggio mi distraggo leggendo. Finisco il libro e mi rendo conto che stasera impazzirò senza nulla da fare. Nell'attesa del mio destino notturno aggredisco il bagno per renderlo non dico vivibile ma quanto meno agibile. Compromessi, il sale della vita. Giammai paga cambio il mio letto. Uno dei copripriumoni matrimoniali è evaso, non so quando nè come. Forse si è annodato e si è calato da solo giù dalla finestra, correndo poi verso il tramonto in cerca di una vita migliore...con l'invidia nel cuore ne prendo uno troppo piccolo di mia sorella. Mentre lavoro negli angusti spazi del mio loculo vivo un'esperienza extracorporea, vedendomi da fuori mentre rotolo come un'otaria spiaggiata cercando di incastrare il coprimaterasso nell'inesistente intercapedine fra letto e parete. Infilo il piumone enorme nella sua gabbia minuscola di stoffa. Ora il mio letto sembra ricoperto da una gigantesca meringona. Va bene, calma.
Riassunto della giornata: 3 unghie spezzate, un enorme ponfo sulla fronte che non so spiegare ma che probabilemnte contiene il Craken o in alternativa la mia gemella cattiva.
Stremata, abbandono ogni ritegno e mi pigiamo, rassegnata ad attendere che questa giornata passi, finalmente, e ceda il posto alle meraviglie del Martedì.
Il segreto di Pulcinella
8 anni fa

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