domenica 11 agosto 2013

I Darwin Awards del Signore degli Anelli

Signore e signori, benvenuti alla rassegna Darwin Awards dedicata all'intramontabile saga de il Signore degli Anelli!

Negli ultimi giorni ho rivisto i film con mia sorella maggiore.

D'estate ci prende sempre questa smania dei Colossal, e LOTR è un ottimo modo per far passare i lunghi pomeriggi estivi, che altrimenti resterebbero senza profitto. Considerato il modus vivendi tipico della nostra famiglia, mi stupisce che siamo riuscite a finire la trilogia (purtroppo non in extended version) senza troppe distrazioni. Fra porte che si aprono, conciliaboli di zie per le ore pasti (non fai a tempo a finire l'ultima forchettata del pranzo che già stanno fibrillando per la cena) e telefonate varie, non si riesce a stare un'ora di fila seduti e fermi. Approfittando quindi della controra post pranzo, quando tutti o quasi si schiantano sopraffatti dal desinare, abbiamo affrontato giorno dopo giorno i tre meravigliosi film. Giusto qualche minuto fa assistevamo alla comparsa su fondo nero del classico The End del Ritorno del Re.
Ho avuto modo, durante la visione, di rendermi conto di diverse scene madre che, anche nel film più bello del mondo, possono dar adito a reazioni ilari da parte della platea; il mio amato Signore degli Anelli non fa ovviamente eccezione.
Condividerò quindi con voi questa classifica di Darwin Awards, alcuni dei quali sicuramente non risulteranno nuovi a molti appassionati. Ma procediamo!

I Darwin Awards

Per la categoria "i più inutili della terra di mezzo", vince l'ambitissimo premio Forchetta nel Brodo il nostro Hobbit più amato: Frodo Beggins! Il mezzuomo che riesce a cadere da seduto (in questo supera anche Romualdo di Fantaghirò e Pippo) a prendere sempre la strada sbagliata, e ad essere stanco già da prima di avere l'infausto Anello del potere. Gollum che lo ha tenuto 500 anni sta fresco e tosto rispetto a lui, e lo dimostra in svariate occasioni.


Vince il premio Capitan Ovvio (ovviamente) l'elfo più biondo della compagnia, ovvero il caro Legolas; podio meritatissimo dopo le celebri frasi come "sta sorgendo un sole rosso" "gli orchi fuggono" e via discorrendo. Ce n'è uno in ogni famiglia, e anche in ogni compagnia.

Il premio Swishhh, dopo un durissimo ballottaggio, viene assegnato a Saruman il Bianco; nonostante la feroce concorrenza di Gandalf amboversione, il triplo carpiato con avvitamento e salto mortale dalla torre di Isengard ha fatto schizzare in alto le palettine da dieci dei giudici. Una vittoria senza appello dunque.

Il premio Lumacone, a grande richiesta, viene assegnato all'inimitabile Aragorn che, dopo aver aspettato 89 anni di impalmare la bella elfa Arwen, al matrimonio non riesce a contenere la cupidigia e la arpiona con un bacio da record, prendendo la rincorsa da un metro e mezzo di distanza e tirando fuori la lingua a metà percorso, ad una velocità inaudita anche per gli occhi di Elrond che non ha fatto a tempo a fischiargli il fallo.

Premio Mentadent a Metatron, la Voce di Sauron, (per gli amanti del genere il fu Zeddicus Zur Zorander de La Spada della Verità) che tutti noi amiamo nella sua breve ma intensa comparsata all'insegna dell'igiene orale.

Premio Mastercard dedicato a Faramir, l'uomo zerbino, recidivo nel sottomettersi a Peter Bishop...no scusate, a Sire Denethor, che palesemente si interessa più al suo raspo d'uva che al figlioletto minore, a cui tributa il massimo dell'attenzione solo quando decide di dargli fuoco vivo. Faramir, certe cose non si possono comprare. 


Passiamo ora alla classifica sciubidubidù, quella delle cose buone pulite e giuste che ci piacciono sempre.


31 Salvi Tutti

Vince il premio E Figli so Piezz e Core la nostra cara Eowyn, ovvero l'unica donna, o una delle poche, che in un film rispetta gli ordini che le danno anche se le girano abbondantemente i coglioni e che, quando decide di disobbedire, non solo lo fa con i controcazzi e senza farsi sgamare, ma cade pure a fagiolo e difende il parentado. Frase epica compresa. Brava Eowyn, sei tutte noi!

Si aggiudica la corona nella categoria This is The End, My Only Friend, Sam, anche detto il Portatore del Portatore dell'Anello. Questo povero cristo si trova a dover fare da balia a Frodo, di cui già conoscete la coordinazione mano-occhio fallace, e che inoltre tenta in tutti i modi di cadere (letteralmente e non solo) vittima degli eventi, dei cavalieri neri o di chicchessia. Oltretutto prova ad offrire l'anello a chiunque gli capiti a tiro escluso il povero Sam, insomma non proprio il massimo dell'amicizia. Oltre tutto ciò Sam deve anche trasportare le stoviglie per il piccolo Lord e cucinare. Bravo Sam, se non era per te col cazzo che finiva così!

Premio Simpatia a Gollum/Smeagol, così orribile ma anche così tenero. E comunque vorrei vedere voi, dopo 500 anni con una fede al dito a nutrirvi di pesce crudo ed orchi morti. 

La coppa per la categoria Miglior Love Story se la aggiudicano Merry e Pipino, che con la loro simpatica e devastante complicità fanno le scarpe a tutte le coppie presenti, passate e future della Terra di Mezzo.


Infine, fuori categoria (ma ci piace metterlo lo stesso anche se è scontato) il premio Loreal va senza dubbio ad Aragorn, che dal battesimo al matrimonio ha visto l'acqua in testa solo dopo essere stato scaraventato da una rupe finendo per sbaglio in un fiume. Della serie L'omm adda puzzà.

Carissimi lettori, per il momento è tutto. Se vi dovessero venire in mente altre categorie di premi interessanti, di ambo i tipi, non esitate a propormele, che aggiorno il post ingrandendolo con le vostre gradite opinioni!




   



  

venerdì 9 agosto 2013

Summer confidential

Questa sera ho temporaneamente abbandonato la soundtrack di Django per rinfrescare un po' di swing italiano, con il mio caro Caputo.
Alla fine la mia risolutezza prima o poi deve pagare il conto alla sempre prevaricante anima nostalgica che prende il sopravvento.
Vorrei che tutto potesse sempre andar bene, vorrei avere il potere di fare la felicità delle persone che mi circondano, curando i loro malesseri, facendole sorridere. Ma come ogni disperatamente banale essere umano, finiti i sogni di gloria, devo rassegnarmi ad accettare le brutture della vita, mie e degli altri.
È così difficile prendere certe decisioni, e sconfortante anche. 
Per chi, come me, non è incline ai cambiamenti, scuotere un assetto faticosamente costruito è devastante. Bisogna sforzarsi di ricordare i validissimi perché e percome.
Perché periodicamente le cose nella mia vita devono andare in pezzi? Da qualche parte li in alto hanno fatto un altro tiro di dadi e il nostro scommettitore folle è nel giro sfortunato a quanto pare.
Andando avanti con gli anni ovviamente le cose peggiorano, e peggiora il mio desiderio di fuga. Mi sto aggrappando a quello che conosco con le unghie e con i denti, cercando di essere - per quel poco che posso - una persona migliore, una figlia e una sorella migliore. Naturalmente la cosa non funzionerà alla perfezione, perché ho impiegato anni a schermarmi da tutto ciò che nella vita è potenziale latore di sofferenza, risultando indifferente, a volte addirittura cattiva, lontana e menefreghista. Pensavo che il processo fosse quasi irreversibile ma mi accorgo con stupore che appena resto vicina a tutto il mio vecchio mondo, basta poco perché il vetro che credevo tanto spesso inizi ad incrinarsi e scricchiolare. E la cosa mi terrorizza. Sono ad un bivio e vorrei spaccarmi in mille pezzi per prendere tutte le decisioni senza dover realmente scegliere. Famiglia, amici, viaggi, lavoro, amore. Tutto ruota nella testa e mi soffoca, facendomi desiderare di portare indietro l'orologio per poter fare scelte completamente diverse, per godermi di più un passato che non ho saputo apprezzare quando era tempo e che ora mi manca come non so spiegare. Se mi facessero scegliere adesso vorrei tornare ad avere 7 anni, quando tutti stavamo bene, eravamo felici. Se potessi tornare indietro lo farei, perché quello che c'è davanti a me oggi non è altrettanto desiderabile.
Ma fatto sta che questa è la mia vita e, forse devo scriverlo per convincermi, ho fatto delle scelte che non devo avere paura di seguire, di cui non devo temere di pentirmi. Tutto quello che ho fatto e detto fin ora nella mia vita ha sempre trovato una collocazione presto o tardi. Sarà così anche adesso. Forse dovrò stringere i denti per sopravvivere alla paura della solitudine e alle mille altre che mi accompagnano ogni giorno, ma un giorno vorrei potermi guardare indietro e pensare di me che, anche nei momenti in cui di più ho desiderato cedere alla vigliaccheria, ho sempre fatto tutto per resistere alla tempesta e cadere in piedi. 
Ho già fatto abbastanza errori, forse è il momento di cominciare a raccogliere quel poco di insegnamento che la mia testa vuota è in grado di assorbire suo malgrado.