sabato 16 febbraio 2013

Ancora

Vorrei che fosse possibile. Vorrei che quello che vedo e sento, quello che la musica dice, quello che il cuore dice, sia vero.
Non riesco a crederci, non riesco a credermi, non mi fido più nemmeno delle mie stesse emozioni.

Non posso tornare sui miei passi, è qualcosa che non posso fare, anche se vorrei. 
In un altro mondo, in un'altra vita, in un altro tempo forse accadrà, ma tutto quello che mi resta da fare è aggrapparmi alla convinzione che mai, mai, tutto quello che spero, che sogno che voglio, si sarebbe avverato.
Lo faccio per salvare me, per salvare te.

venerdì 15 febbraio 2013

Notti senza cuore

E poi ci sono le serate così, quelle che vengono dopo una giornata di lavoro, con la casa piena di gente, che quando va via porta con se un po' del calore, un po' dell'allegria e della serenità.
Serate in cui il magone torna, un po' perché c'è un nuovo dolore, condiviso con qualcuno con cui hai un legame che funziona anche a distanze enormi, che vorresti consolare, e un po' per il vuoto dentro di te, quello che non si è mai riempito e che nelle notti fredde torna a tormentarti.
L'anima non si scalda da sola, trova calore solo nella comprensione e nella condivisione con le altre, un'altra sola magari, che non si può chiamare a domicilio con una telefonata.
Il take away delle coccole sarebbe sicuramente un'idea vincente, anche se in forma gratuita ed esclusiva esiste già per alcune persone.
Quando la razionalità e la logica non reggono più, seppur con tutti i loro validi argomenti, subdolamente la nostalgia, la solitudine, cominciano a sgomitare per farsi spazio e indurre in dolcissime tentazioni.
La fame di affetto è il peggiore dei languori. 
Ma il cuore può stare a dieta?

giovedì 14 febbraio 2013

It's time

A volte dobbiamo essere capaci di lasciare andare ogni cosa, e restare spettatori silenti del nostro destino.





venerdì 8 febbraio 2013

Vanità di vanità

Mettersi in mostra. Dichiarare al mondo le proprie piccole grandi novità. Sfruttare le piattaforme per lanciare messaggi lampeggianti, per farsi notare ad ogni costo.

L'effetto? Non proprio nullo, perché un senso generale di fastidio si avverte. Ma come diceva il saggio, "che si parli in bene o in male, purché di me si parli". Generare totale indifferenza sarebbe molto peggio.

Per questo mi adopero in questo piccolo silenzioso battimani, per dire "si, ok, prendo nota".

Ma è proprio questo il punto. Prendo nota di queste banalità con il fastidio come unico sentimento. Ai bei tempi mi sarei rotolata in preda al bruciore di stomaco per certe affermazioni, avrei schiumato, nascosta in un angolo con la mia vergogna, meditando tremenda vendetta (la stessa vendetta che si sarebbe sciolta miseramente al calore di un sorriso).

Ma non tutti hanno questo potere su di me. 

Questa costante e ridondante affermazione di Sé, come se a tutto il mondo ora dovesse importare qualcosa, come se essere dentro o fuori, in compagnia o da soli, contasse qualcosa.

Ciò che facciamo, ciò che diciamo, ciò che siamo ci definisce.
E io sono un agglomerato di sentimenti contrastanti, mutevoli, incontrollabili e anche parecchio seccanti in certe circostanze, ma qualcosa di me la so: voglio quello che voglio, e lo voglio a modo mio.


E questo, spiacente, non è il modo.