lunedì 11 giugno 2012

Contesti

Inserire una persona nuova in un contesto è quasi sempre un'impresa abbastanza ardua.
Introdurre una variabile esterna in una situazione già rodata e perfettamente funzionante può risultare una buona idea, come spalmare la Nutella sui Rigoli, ma può anche risultare una pessima idea, come gettare della sabbia in un delicato e complesso ingranaggio.
Vale sempre la pena di correre il rischio? La risposta è Ni, dipende dal grado di dipendenza che si ha verso la persona e verso il contesto in cui la si vuole inserire: la persona X, Tizio, Coso lì, Lui/Lei, vi è necessario come l'aria che respirate? Non potete fare a meno della sua presenza nemmeno quando siete al cesso? Bene, in questo caso, inserirlo/la nel contesto in questione risulterà una scelta ovvia. Ma sarà una pessima idea. Ma non solo pessima. Proprio brutta brutta brutta, cattiva, deleteria e anche un po' morbosa. Ho esagerato? Nah, true story purtroppo.
Se avete amici o amiche come me sapete di che parlo. Siamo possessivi, territoriali peggio di un Ghiottone e poco inclini ad adattarci ai cambiamenti. Il risultato di ripetuti incontri forzati con elementi esterni porterà al moltiplicarsi di problematiche di gelosia, nei casi più lievi; odio profondo verso il "terzo incomodo" (nella sua definizione più ampia, non meramente numerica); inconsuete formazioni di blocchi difensivi, nei quali gli amici si rifugeranno per non dover interagire troppo con la persona X di cui sopra, e così via.
Ingiusto forse? Si, ma quasi inevitabile e magari anche giustificabile in parte.
Nel caso contrario, quello in cui riuscite a fare a meno dello spilapippo di turno senza dover girare con una flebo di Metadone ficcata in vena, allora inserirlo nel vostro contesto di appartenenza risulterà meno necessario. E infatti farete bene, una frequentazione sporadica con il resto delle persone che vi circondano renderà gli incontri molto più piacevoli, meno forzati e vi donerà quell'intimo senso di freschezza sociale come solo una buona dose di Chilly verde sa fare.
Le persone sono più inclini a dividere il bottino costituito dalla vostra persona se non si sentono improvvisamente defraudati dell'esclusiva sulla vostra attenzione.
Ci sono poi i casi speciali, quelli al limite del miracoloso. Casi in cui, durante l'introduzione della variabile impazzita, gli astri si congiungono in maniera mirabolante e il Grande Mattacchione lassù si distrae per qualche attimo. In casi del genere, durante l'incontro di Teano, si accende un metaforico occhio di bue sulla platea, si odono cori angelici provenire dall'alto e si illuminano occhi e sorrisi a destra e a manca. L'amore esplode in ogni sua forma e voi siete totalmente dimenticati dalla folla di conoscenti, amici e amanti, che iniziano ad intessere una rete privata di sentiMIento, di cui non avete nessun merito e in cui possedete il ruolo di rilievo quanto quello di un raccattapalle ai bordi del campo da gioco.
Fidatevi, non capita spesso. Altrimenti non sarebbe un miracolo.
Dunque, tirando le somme, portate gente, mostrate al mondo (e soprattutto agli amici) i vostri preziosi tesori, anche quando sono assolutamente fuori contesto, anche quando sono un po' imbarazzanti per il mondo, ma fatelo con moderazione. Dopotutto il cucuzziello ve lo siete scelto no? Magari il vostro cuore ignaro addirittura squacquarea per il suddetto bellimbusto, il che vi giustifica in ogni caso. Allora sia, mi casa es tu casa, dove c'è gusto non c'è perdenza etc etc... Non tenete il vostro tesoro sotto chiave, ma non imponetelo nemmeno al mondo come se fosse il Messia, il ritrovato Graal, la cura universale per ogni male. 
Come al solito, in medio stat virtus. A piccole dosi una cosa è più buona.

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