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Stamattina il cielo è strano, come non lo vedevo da mesi. Dalla finestra filtra una luce grigiastra, malsana, cupa. Apro i vetri per far entrare l'aria mattutina ed è fredda, la temperatura giusta per avere velo di pelle d'oca, senza doversi tappare all'interno. E' strano, sono tre notti che faccio sogni diversi ma che contengono tutti gli stessi elementi: i pipistrelli, che compaiono sempre allo stesso modo per lo stesso scopo; una tartaruga e dei ricci di mare assassini (saranno mica gli spiriti dei ricci che ho reso cadavere nel corso degli anni per pura gola? Sapevo che il sangue di quell'olocausto sarebbe ricaduto sulle mie mani!)
Come se non bastasse tutti i sogni, anche se hanno trame e protagonisti differenti, contengono elementi di illeciti vari come furti, rapine, omicidi e così via. Praticamente tre nottate di merda. Non che sia una novità e finchè si dorme non mi lamento, anche se devo assistere tutta la notte a una delle sorelle che cerca di farmi fuori in maniera atroce (cercate di dirmi qualcosa?) o se devo contrattare per la restituzione di un furgoncino che mi hanno rubato.
Ambiguità notturne a parte, la vita prosegue in maniera abbastanza lineare, come sempre dopo un picco improvviso. Al momento sono indecisa su cosa fare, quindi me ne sto buona a godermi il momento passato, senza sperare eccessivamente nel futuro ma senza nemmeno disperarmi. In pratica mi alleno nelle smorfie di sufficienza e nelle alzate di spalle, così, giusto perchè non si può mai sapere quando servirà una delle due.
L'unica cosa che veramente risente di queste settimane senza senso che ho passato è lo studio, povero capro espiatorio di ogni mio momento triste/felice/normale, che viene abbandonato senza alcuna pietà, messo da parte e anche un pò mobbizzato. Ach, destino! Come ogni volta che ci sono esami alle porte passo metà del tempo a farmi utilissime domande come "ma che mi sono iscritta a fare alla specialistica?" e l'altra metà a cazzeggiare in tutti i modi.
Intanto qui si progettano cose, si preparano silenziosamente borse e si aspetta il momento buono per filarsela alla chetichella e guadagnare qualche momento di pace rubato allo stress cittadino. Ma ho detto anche troppo.
Mi vedo costretta a rimandare le novità ai prossimi giorni, sopratutto perchè sento l'urgenza impellente di mettermi a far finta di studiare.
Che dicevo giorni fa a proposito di un cadutone prossimo venturo? Si, ora ricordo -.-
Bhe, eccomi felicemente in volo, il suolo si avvicina a ritmo considerevole, ma io non demordo. Quasi non vedo l'ora di schiantarmi anzi. Certo è che me le vado a cercare, mi ostino come un mulo a fare di testa mia. Ma è altrettanto certo che me lo fanno pure fare i più. Quando non si da ascolto nemmeno ai tarocchi si è forse alla frutta? Si, direi di si.
E ancora una volta la vita decide di virare bruscamente, d'altronde eravamo sulla strada giusta no? Perchè non dare un bel colpo di reni in modo da rimescolare le carte? Non posso certo lamentarmi della noia direi. Come per ogni imprevisto ora ci rimugino, cercando di tenere fuori le strategie di successo e pensare solo a quello che vorrei davvero. Il problema è che se penso ai miei desideri mi si formano immagini mentali abbastanza fuori tema, tipo quelle di cucciolate di gattini, soldi, potere, biglietti aerei e programmi di montaggio super pro. Credo di avere un disturbo dell'attenzione legato all'affettività...
Forse non pensare è la soluzione, ascoltare ciò che verrà detto e semplicemente rispondere all'impronta. Mha. Forse è solo la voglia di sapere come andrà a finire e vedere cosa mi aspetta al prossimo bivio. Grazie Effetto Farfalla comunque! Una forchettata dei cazzi tuoi mai? Ma se tipo, una volta tanto, facessimo cadere quel petalo di ciliegio in cina senza rompere i coglioni ad una popolazione intera all'altro capo del mondo? No, così per dire. Anche perchè dopo la botta che si sentirà stasera come minimo riuniamo le Filippine e ci facciamo un campo da golf.
Bastava dirlo.
Se avessi una destinazione più chiara forse sarei più serena. Il guaio è che è da tempo che ho i comandi in avaria e procedo, craniata dopo craniata, fra un iceberg e l'altro. Bene, il paragone con il Titanic in chiusura ci sta tutto!
Se permettete vado ad approntare i veli neri per prepararmi ad un breve lutto. Ma durerà poco.
Bioritmi alterati in maniera irreversibile. Passerò un'altra nottata a fissare il soffitto e ad ascoltare il ronzio del mio cervello che si arrovella sulle possibili mosse e contromosse di questa partita, che forse sto giocando da sola, senza fine. Aspetto la svolta con trepidazione, ma dimentico sempre di valutare la situazione altra, che inevitabilmente si presenta lasciandomi a corto di risposte pronte. Una bella sfida.
Anche figurarsi tutto ciò che può succedere a priori è utile fino ad un certo punto, visto che mi perdo sempre dei pezzi nella mia infinita distrazione. Che ci posso fare se non mi piace attraversare i ponti? Mi devo buttare nel guado - ammesso che ci sia - o niente. Ed eccomi a cazzaggiare fino a tardi, impegnata a riempire lo spazio lasciato dal compiersi dellimprevisto imprevedibile, a ritessere la rete con (im)pazienza, domandandomi quanto manca al giro di boa. Ma sono Giobbe. Non ho fretta. Cioè anche si. Ma attenderò. Shelob me fai na pippa.
E' martedì!
In genere, su questo tipo di affermazioni con tanto di punto esclamativo, mi concedo alcuni dei miei migliori Wow sarcastici, sollevando anche un pò il sopracciglio sinistro in segno di profondo sdegno. Ma non oggi. Non perchè sia una giornata speciale (magari!) ma per il semplice fatto che settembre è il mese ideale per fare qualsiasi cosa. Non sono ancora eccessivamente soffocata dagli esami, riesco tutto sommato a gestire gli impegni e il caldo birbone permette di uscire la sera e stravaccarsi da qualche parte senza necessità di portarsi dietro un corredo di felpe, ombrelli e sciarpe, e senza costringerci a fare strategie e piani di battaglia per trovare locali economici ma al chiuso dove rintanarci. Non ancora, almeno. Quindi vorrei strizzare in modo violento la serena libertà che resta prima del generale inverno, prima dell'odiato compleanno, prima dei corsi e dello stage. Come fare? Basta cagare il cazzo alle persone giuste ed essere presenti per l'organizzazione di serate e affini.
Il tempo che mi resta, la quantità minima per uso personale, lo dedico a stupidi telefilm tipo Robin Hood e a fantasticare su situazioni varie ed eventuali che 100 100 (Dio quanto mi piace dirlo) non avranno luogo, ma che soddisfano un minimo le necessità dell'ego. Stavolta mi sono ritirata quando ancora ero non dico in vantaggio - se lo fossi stata, se lo fossi stata! - ma quantomeno mentre ero in parità, concedendomi una volta tanto la possibilità di vivere qualcosa di nuovo in maniera sana, senza traumi e morbosità varie. Speranza? Mha, è una strada nuova questa, ma al momento mi piace (riparliamone quando sognare non basterà più :D )
Si, non si capisce una minchia secca, ma anche lamentarsi non serve, tanto nessuno legge!
Intanto sono tornata felicemente in Biafra, per un bene superiore, ma non mi pento - ancora - della scelta e attendo con la pazienza di Giobbe i frutti della fatica. Ma come sono matura aperta ed equilibrata. Quanto durerà?
Dopo questa estenuante carrellata di novità posso tornare a dedicare tempo a cose e fatti della vita. Prossimamente: l'eccitante giorno di bucato.