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Ok, sono consapevole del fatto che me la canto e me la suono da sola.
Ogni 24 ore il mio sistema mentale riapre i circuiti con nuove e più fantasiosi scenari (im)possibili, la febbra sale e il sottile filo su cui dondola la mia già scarsa sanità mentale oscilla pericolosamente. So già, da qualche parte nella testa, che questo sarà l'ennesimo cadutone, che la pietra sdrucciolevole mi sta attendendo con trepidazione al prossimo angolo o a quello dopo, ma questo tipo di consapevolezza non mi ha mai fermato dal tuffarmi con espressione estaticamente ebete giù per il dirupo. E di questo ringrazio sentitamente, che sia la genetica o che sia l'universo non importa, l'unica cosa che conta è cadere in piedi...o sulle ginocchia, va bene uguale, pur di non farmi fermare dalla paura.
Come ci riesco? Semplice, ho il sex appeal di una zucchina dimenticata da tempo nel frigo, sono armata solo del mio sorriso smagliante e di un paio di battute di repertorio che qualcuno nell'universo ancora non ha sentito, e sono salda nella convinzione che prima o poi questo modo di fare porterà i suoi frutti.
Un assaggio l'avevo avuto, pensandoci, ma il prototipo va decisamente migliorato.
Di questi tempi andare e tornare da Ischia a Napoli è una follia sotto molti punti di vista. In primis il caldo, la stramaledetta bolla africana ci ha steso i peli in plurime occasioni e non pare abbia intenzione di mollare la presa. Ma tipo andare a scaldare il culo ai Norvegesi che ne avrebbero molto più bisogno di noi?
poi ci sono gli arrivi e le partenze; no perchè i vacanzieri napoletani non si fermano davanti a nulla, affollano i porti con la stessa affluenza di sempre e non si fanno scoraggiare nè dal caldo, nè dai prezzi esorbitanti degli aliscafi. Infine c'è da considerare il fattore moneta, che sono mesi ormai che scarseggia senza pietà. Il portafoglio languisce senza forze, dopo essere stato ripetutamente spalancato e ravanato per grattare gli ultimi spiccioli dal fondo o per andare alla ricerca di quei 5 euro che un mese fa ero sicura ci fossero... erano proprio lì cazzarola...
Ma, come in tutte le cose della vita, ci sono delle priorità. Per quanto fosse pressante quest anno il mio desiderio di tornare a casa, adesso è ancora più pressante la voglia di riavere i miei spazi, la mia routine, i miei amici a portata di mano. Quasi quasi mi manca anche l'Università. Quasi.
E' così che nasce e si consolida l'idea di fare la follia, nonostante tutto, e di imbarcarmi per vedere le altre personalità disturbate di cui mi circondo normalmente.
Mai nella vita avrei detto che un qualsiasi anonimo martedi avrebbe potuto entrare nalla classifica dei miei giorni perfetti. Ma vuoi la casa vuota, vuoi la voglia di vedersi, vuoi le infinite novità che porta la vita sotto forma di persone ed eventi ed ecco che in un attimo uno si ritrova ad amare il martedì...che poi, fra un giro a Cazzeggio e uno spicchio di pizza alle 3 del mattino, si trasforma in mercoledì. Dopèo una serata, una nottata e un'altra abbondante mezza giornata così come si fa a tornare a casa? Anche un paio d'ore d'attesa pre ritorno all'ovile siventano drammatiche, sopratutto se sei sfatta come una cocozza e il libro che dovrebbe fari compagnia continua a precipitarti dolorosamente sul naso mentre sconocchi dal sonno.
Adesso sono di nuovo sullo scoglio, a godermi gli ultimi giorni di noia prima che la mia esistenza esca dallo standby isolano per rituffarsi nel caos metropolitano di sempre. L'augurio più intelligente che possa fare a me stessa, a questo punto, è che dietro Agosto ci siano in agguato molti martedì, pronti ad aggredirmi. E chi sa se in uno di questi martedì...