Sono passati la bellezza di sette mesi, e ancora sussulto quando mi ti trovo davanti senza essere preparata. E pensare che rischiavamo addirittura di incontrarci! L'estate, anche se avviata da un pò, per me è appena alle porte; un'estate che metterà mare terra e quant'altro fra me e l'enorme problema che costituisci per almeno un mesetto (anche se che può fare un mese?)
A volte vorrei cedere al romanticismo e tornare sui miei passi, ma mi rendo conto che preferisco vivere, anche se in questo stato a tratti comatoso, anche se nella nebbia che il mio cervello produce per salvarmi dai bei ricordi (i bei ricordi sono i peggiori bastardi mai esistiti) piuttosto che vedere ogni giorno la tua faccia senza luce, il volto di uno sconosciuto.
Ne ho vista di gente in questi mesi, sono succese cose in tutto questo tempo (e pensare che tre anni mi sembrano un soffio leggero ora) ma prima o poi arriva sempre il giorno in cui mi viene chiesto il conto di ogni attimo sereno. E tu nemmeno lo sai. Un tempo pensavo, nella mia fase Tarantiniana, che mi sarei cavata gli occhi a forchettate pur di non vedere più foto, video, scritte e via dicendo. Poi ho iniziato a ignorare il più delle volte cosa accadeva intorno proprio per evitare che si arrivasse a questa soluzione un pò pulp. Ha funzionato, lo ammetto, ma non posso controllare la casualità nè sottomettere il mio istinto e gira gira vedo sempre cose che mi sarei risparmiata. Sia chiaro, questa lettera aperta non serve a farti l'ennesimo cazziatone, quella fase l'abbiamo passata da un pezzo. E' solo che non so che fare da quando ho smesso di chiedermi quanto tempo ci vorrà per andare avanti, scavalcare in un'eccellente performance da salto in lungo da record tutto ciò che ti riguarda, Te insomma per capirci, e ritrovare invece Me, la sana imbecille di sempre che è grata del fatto di essere viva e che non ha paura di amare (quante occasioni perse e quante ancora da perdere?)
Si, lo sappiamo entrambi che non arriverai mai qui, sei sempre stato più fortunato di me, le informazioni non ti crollano sul cranio a sorpresa dietro gli angoli. Se non vuoi sapere semplicemente non sai. Un pò ti invidio, a volte.
Di tutti i quesiti, di tutti i casini e le domande fatte, tirate, strapazzate e sommariamente soddisfatte una sola, postuma, mi pressa e mi presserà per sempre: dì un pò, com'è ridere ora? E' lo stesso di quando lo facevamo assieme? E' come quando io ti capivo e tu mi capivi ma nessuno dei due aveva aperto bocca? Spero che lo sia, almeno per uno di noi. Oggi o domani non ha importanza, l'unica cosa che conta, per me, è che ieri sia passato.
(Ricordi? Più di ieri, meno di domani)
Il segreto di Pulcinella
8 anni fa

