martedì 28 settembre 2010

Napoli-Londra, passando per El Cairo

Miei cari lettori, mi accingo a pubblicare il "diario di bordo" del viaggio londinese. Sperando che possiate ridere leggendo quanto abbiamo riso noi vivendo queste avventure, vi auguro buon divertimento!
N.B: Il titolo del post si riferisce ad una virata particolarmente intensa del pilota all'andata. Lascio alla vostra immaginazione l'espressione conseguente del mio volto...



Once upon a time in London

02/09/10 ore 12:50

Siamo sull'aereo, sono le 12:50 e stiamo morendo di fame... Il momento è topico, c'è gente che scarta tramezzini che l'easyjet vende a carati e Simona guarda con occhio godurioso il braccio di Roberto (ad un certo punto gli ha chiesto "a che gusto sei?")
Simo si è addormentata al decollo (beata lei), Roberto fa una sempre più stupita conoscenza con la mia settimana enigmistica e Mario è solo dall'altra parte del corridoio che ascolta l'iPod. Davanti a lui c'è una neonata ripiena di cibo come un tacchino e dietro un bambino pestifero che ingurgita patatine e panini. Io ho fatto un decollo esemplare: letteralmente ad occhi chiusi.
Il personale di bordo è come l solito normale: abbiamo la sorella scnosciuta di Lucy Liu, un pilota che ama virare in modo che definirei oltraggioso e uno stewart che è WILL.I.AM e che ogni tanto si trasforma tipo Ranma 1/2 in un hostess bionda con gli occhiali. Quando posso dimenticare la paura per qualche istante riesco addirittura a guardare fuori. Ho visto Ischia e Procida. Dall'alto rendono molto meglio.
[cose da fare]
  • english breakfast
  • fish and chips
  • statua di boadicea
  • un bacetto a Mario (scritto da Mario)
  • amma magnà (scritto da Symo)
HOMERTON, LONDRA (apparentemente) 2/09/10
Siamo in casa. Abbiamo fatto l'imposibile per trasferire le nostre stanche membra qualche chilometro più ad Est, per avvicinarci alla city, ma ogni tentativo è stato fugato dall'universo che ha cospirato contro di noi. Fuori, nel parco, ci sono due classici pali da pusher che ridono e ci dicono cose in un idioma sconosciuto ai più, prontamente ribattezzati Mimì e Cocò. L'accesso alla "veranda" è a combinazione numerica e cambia ogni 12 secondi, il giardinetto è recintato da pali di legno marcio con buchi assai sospetti e il padrone di casa, durante il giro di visita, ha continuato ad esclamare "don' toch,don' toch!" (don't touch) e "you can take the bos..." (bus). Tutto ciò non contribuisce a creare quell'atmosfera tipicamente inglese che il turista medio si aspetta di trovare. Posso affermare senza timore di essere smentita che non siamo a Londra... più probabilemte siamo da qualche parte nelle favelas.
(Stanotte organizzeremo turni di guardia con moschetto alla mano. Nessun dorma!)
(favelas in notturna)

HOMERTON STATION 3/09/10 ORE 10:36

Stiamo aspettando l'Overground per poi incrociare la Vittoria e Picadilly, per far visita all'omonimo puttino.
La prima notte è passata e, una volta rassegnati al nostro destino, abbiamo cercato di abituarci alla baraccopoli.
L'importante è essere ottimisti!!



PICADILLY ORE 11:26

La English Breakfast ha vinto!
Ci stiamo scialando con pane tostato (e imburrato) uova strapazzate e bacon, il tutto condito da una spruzzata di pepe nero e salsa barbecue. Simona è appena passata alla modalità panino, mentre Roberto mantiene un basso profilo mangiando come una vera signorina. Io e Mario abbiamo fagocitato il tutto con serio impegno.



HOMERTON ORE 21:50

Stiamo mangiando un piatto di pasta al pesto. Per forza di cose abbiamo dovuto sostituire l'olio con un pò di ottimo burro Anchor: ne mangi un pezzo e vai a fondo.
Domani sera mangeremo con circa 2 pound a testa: 1,29 per una pizza Ristorante, "così sottile così croccante", e con 1,45 compriamo una coca e ce ne danno una in omaggio!
Sulla scia delle nostre radici, abbiamo inveito contro i pusher fuori casa in modo molto tipico: Mammà, adda murì Mimmì mommò!
Simona ha dato il La per la creazione di un nuovo tormentone: dato che abbiamo passato tutto il giorno fra varie linee dell'Underground e lei stamattina ha diementicato la mappa degli autobus (sua nuova bibbia), ha ripetuto tutto il tempo, a intervalli regolari, la frase "Mind the Map", parafrasandone una ben più celebre e fracomando i coglioni a compagni e non.
Intanto nel bagno proliferano le più disparate forme di vita: adesso abbiamo dei funghi di proprietà, a breve attendiamo anche l'arrivo di grandepuffo e compagnia.
Comunque c'è una mega Marlboro che ci osserva dall'alto del giardino. Non sono del tutto a mio agio...






HYDE PARK 04/09/10

Ho toccato uno scoiattolo! Qui ad Hyde Park gli scoiattoli sono grossi come mastini e non mangiano niente di ovvio come noci, semi o ghiande. Il junk food si fa strada nei posti più impensabili...

HOMERTON ORE 19:50 (ora della cipolla!)

Siamo stati a Camden Town! Mario mi ha diffidata dal comprare cappotti borchiati ed abiti in stile "Mater Lacrimarum", ma sono riuscita ad acquistare una veletta stile Vedova Inconsolabile in un negozio Vintage (potevo accaparrarmi anche un abito da sposa per 8 pound...nuova diffida)
Un caro ragazzo ha chiesto a Simona se ero sua madre, il che mi ha messo alquanto di malumore...nemmeno la mia acida risposta in spagnolo mi ha dato soddisfazione, quindi ho deciso di lavare l'onta con del sano consumismo sfrenato.
Molti pound dopo andava già meglio.
Simo è andata per tutto il tempo alla ricerca di un cappello, fermandosi solo di quando in quando per fotografare punk dalle creste soppalcate. Dopo aver comprato circa qualunque cosa con su stampata la mappa dell'underground e aver finto pose per permettere scatti proibiti ai passanti, ci siamo diretti verso la zona "ristorazione". Assaliti da branchi di cinesine imbizzarrite che cercavano di ficcarci in bocca svariati tipi di animali fritti, abbiamo arraffato, sopraffatti, un cartoccio con degli spaghetti saltati che sembravano linguine e del pollo fritto che sapeva di calamaro. Simona sta ancora ruttando fuori peperoni e tentacoli.
Adesso siamo nel cortiletto della baraccopoli, a rilassarci in attesa di uscire per pub, fumando una sigaretta in pantofole. Nell'aria aleggia un aroma croccante di taleggio stagionato... contro le scarpinate londinesi non c'è deodorante antibatterico che tenga...



COVENT GARDEN 06/09/10

Siamo seduti ad un tavolino in un sottoscala di una bancarella ambulante a mangiare Jacked Potatoes. Simona agisce in maniera chirurgica: taglia, seziona, smonta e cataloga prima di passare alla fase masticatoria.
Roberto ha abbandonato campo di regata dopo averle tentate tutte: attacco diretto con coltello e forchetta, presa wrestler a mani nude e tentato omicidio col ketchup.
Mario, dopo qualche incertezza iniziale dovuta ad incongruenze nel sistema di coordinazione mano-occhio più che ad una vera e propria ostilità da parte della patata, ha ingoiato il nemico senza indugi nè pietà (non ho ben capito la dinamica, come al solito è stato un fulmine). Da questo lato del fronte invece le cose sono state decisamente chiare: la mia è stata una Jacked Potatoes molto poco. Infatti l'ho spogliata subito, facendola diventare una Naked Potatoes.



ULTIMI GIORNI, IN ORDINE SPARSO

Gli ultimi giorni a Londra non sono stati documentati passo per passo visto che siamo stati ad Oxford Street sotto un acqua di cielo davvero ingloriosa e poi ad Hyde Park (dove sono stata morsa da uno scoiattolo). Un encomio speciale va ai trasporti locali che,nonostante lo sciopero dell'underground ci hanno permesso di muoverci in tutta serenità, talmente tanto da sentirci liberi di saltare giù da un notturno per andare a bere il famoso Snackebite al World'sEnd senza porci nessun tipo di problema. Seguiranno foto di momenti clou. Intanto qui si sparagna ogni euro per una futura ripartenza. Me lo sentivo che avrei amato quella città e andarci con persone speciali non ha fatto che accrescere il piacere.




(serata a cmden)






mercoledì 15 settembre 2010

Sola come un cucciolo di foca

Eccomi. So che tutti voi (e vi preannuncio che la frase è sarcastica) non dormite la notte in attesa del post su Londra, ma i miei amati compagni di viaggio mi stanno inviando il materiale fotografico dedicato anche se qualcuno, ed eviterò di fare nomi, latita ostinatamente. Mi rivolgo al solito noto: se non si fotografa non si posteggia, e i cocci sono i tuoi!
Intanto mi dedico a rimpolpare le mie relazioni sociali, rivedo vecchi amici e metto al servizio dei bisognosi le mie poche qualità.
Daniel è migrato a Sud e non fatico ad immaginarlo mentre si costruisce un nido per la futura covata. Ma sto divagando.
Ischia in questo periodo è quasi godibile, il tempo è mite e i turisti superstiti si defilano con dignità, lasciando l'isola più vuota e noi acidi inguaribili più contenti.
Ho deciso di intrattenrmi qualche giorno a casa, prima di far ritorno alla mia cara, vecchia, sporca e cara città, anche se venerdì ho in programma una capatina veloce.
Causa grandi eventi prossimi venturi, probabilmente dovrò nutrirmi di carote e acqua piovana per i prossimi mesi in modo che, alla mia prematura per quanto annunciata morte, la mia salma possa presenziare in tutto il suo splendore ai ricevimenti, facendo di me il cadavere più orgoglioso del circondario.
Nell'impossibilità di portare a termine il mio lavoro sulla saga di Goodkind, di cui l'ultimo volume ha preso misteriosamente il volo nei meandri della temutissima valle della ristampa, sono passata nuovamente ai vampiri, stavolta quelli di Charlaine Harris, la creatrice del Ciclo di Sookie Stackhouse, da cui ha preso vita la famosa serie tv True Blood (che ha una sigla fantastica a mio parere)




Ho visto all'epoca le prime due stagioni e, appena potrò riavere il mio caro ma malridotto pc, mi scaricherò la terza per vedere che si dice. Intanto ho cominciato ieri e adesso sono quasi alla fine del secondo libro, ritmo che devo tenere se voglio finire la saga entro lunedì prima di partire.
Detto ciò ritorno al mio lavoro di lettrice, lasciandovi con la promessa che, appena riuscirò a mettere le mani sulle ultime fondamentali fotografie, pubblicherò il "diario di bordo" londinese, in modo che voi possiate tornare a dormire sonni tranquilli.