domenica 13 dicembre 2015

Di anni passati, sorprese e IMmutamenti

Bha. Io mi perplimo moltissimo. 
Non sarò troppo esplicita, nel caso questo post finisse nella mani sbagliate.
Ma guardiamo un momento ai fatti:
Un giorno hai una palla al piede che ti trascina sul fondo dell'abisso; il giorno dopo sei libera e il giorno dopo ancora ti fai ammanettare. Ok diciamo che "giorno" è una misura orientativa che va da sei mesi ad un anno... così ci capiamo.
Da un lato sono contenta, perché in un post di poco meno di un anno fa mi riproponevo di non chiudere le porte, non guardare alle persone con davanti lo schermo della Morte Nera, eccetera eccetera buoni sentimenti con la pala.
Ok Me del passato, ci hai preso, ti sono stata a sentire. E mo? Come la metto a nome?

Io il passo l'ho fatto, ho lasciato la porta socchiusa in barba ad eventuali ladri e stupratori, ed è arrivato. È qui. E io non so gestirlo. Per la prima volta nella mia vita non so gestire una cosa del genere.
Non che fossi maestra prima, ma almeno sapevo per grandi linee che stavo facendo. Qui non ho il controllo di nulla, nemmeno della mia cazzo di bocca che fa e dice quello che vuole, non curandosi minimamente del mio cervello.
Il problema più grande è che faccio fatica, mai come questa volta, a staccarmi da un'idea a cui avevo del tutto rinunciato negli ultimi obscuri et terribili anni.
Avevo smesso di desiderare quella connessione speciale che c'è fra due persone, che ho avuto la fortuna di provare in passato, eoni fa, ma che sembrava essere la classica leggenda metropolitana. La vorrei adesso. Vorrei poter accendere l'interruttore e farla partire. È come se fossi in attesa che accada qualcosa di simile, e contemporaneamente terrorizzata dal pensiero che potrebbe non accadere mai. Dopotutto siamo pianeti alieni l'uno dall'altro. Chi sei tu? Non lo so, lo sto capendo un giorno alla volta. Però con te non so ancora parlare. Forse è meglio, quello che ho da dire è troppo, troppo articolato, pippaiolo e contorto. Forse il segreto è parlare lingue diverse? O in questi anni mi sono illusa di essere qualcosa di speciale e invece sto precipitando nel baratro dell'ordinario?

Probabilmente sono psicopatica, ma senza carte a provarlo rimarrò a piede libero a mio rischio e pericolo. 
Fatto sta che mi perplimo moltissimo. Sento di dover fare qualcosa di spettacolare per giustificare questo suo interesse, perché ancora non arrivo a capire come sia successo tutto ciò. Le persone che incontro io hanno (quasi) tutte una cosa in comune: pensano che dire certe cose sia inutile, si fanno fermare dall'imbarazzo o dalla noia, non lo so. Quello che so io è che il giorno in cui qualcuno capirà questa semplice verità avrò trovato l'uomo della mia vita.
Io da parte mia do sempre il beneficio del dubbio, il tempo per arrivarci, seppur nella mia follia uterina. Finché non inizio a desiderare qualcosa di diverso. E in questo caso non voglio desiderare niente altro. Il tempo è la cosa più preziosa che ho da dare, e adesso l'ho messo sul piatto. E mo? E mo si aspetta e si spera, come sempre. Chissà se alla mia veneranda età e con le mie belle e simpatiche esperienze alle spalle stavolta vedrò la realtà, o se vedrò quello che voglio vedere, come sempre.
E, come sempre, ai posteri l'ardua sentenza. 

Io, intanto, mi perplimo moltissimo. Ma con gioia e amore. 

giovedì 7 maggio 2015

Il gioco del Se Fosse

Nelle mille cabale che giorno per giorno faccio sulla mia vita, una su tutte mi ha insegnato tanto negli ultimi tempi. E pensare che non è nemmeno davvero avvenuta! Certo sto migliorando: prima determinate esperienze dovevo farle per trarne un insegnamento, adesso mi basta immaginare e acquisto punti esperienza gratuiti.
Fingiamo che una persona (che chiameremo, per amore del classicismo, mr X) sembrasse interessata ad un'altra (che chiameremo mrs Y). 
Ipotizziamo che mrs Y non fosse, come suo solito, interamente consapevole di questo fatto. Anzi ipotizziamo che non ci era proprio arrivata vista la sua intelligenza evidentemente superiore alla media.
La consapevolezza, almeno in parte, di questa misteriosa attività di mr X arriva alle orecchie della sopracitata per conto terzi, in maniera abbastanza spicciola.
Ovviamente, come di consueto, mrs Y fa orecchie da mercante, vuoi perché il pensiero di un qualsiasi mr X è sempre difficile da digerire, vuoi perché la situazione non la affascina particolarmente.
Senza soffermarsi su dettagli inutili, la cosa resta li, nell'iperuranio del non detto, finché un'altra notizia, del tutto prevedibile, arriva. Quel cartellino è stato timbrato.
Ora, la notizia nella vita di mrs Y è di relativa rilevanza, soprattutto dal momento che tutta la situazione si era svolta, potremmo dire, in absentia della suddetta, il che non da il tempo proprio di farci pensierini di qualsivoglia natura.

Però poi nasce una riflessione: e se invece ci avesse pensato? Cosa sarebbe accaduto? E se mr X, seppure con tutte le sue evidenti "particolarità" fosse stato un buon diavolo tutto sommato, che incarnava lo spirito che mrs Y poteva desiderare? È dunque mrs Y così superficiale, come peraltro afferma categoricamente di NON essere, e tanto da fermarsi alla superficie e all'apparenza, senza valutare quelle che sono le caratteristiche veramente importanti in un partner?
Dopotutto la prova fisica l'ha fatta la nostra mrs Y, e ha visto che poco funziona. Puoi desiderare una persona tanto da sentire dolore fisico, ma poi tolto quel sollievo iniziale che resta? Quando le persone non sono compatibili e non ti prendono mentalmente l'idillio dura ben poco e iniziano subito i problemi.
Oltretutto non è la stessa mrs Y a lagnarsi del fatto che odia essere giudicata solo dal suo aspetto che, anche in questo caso, potremmo definire "particolare"?
Quindi deve dedurre che la bellezza è effettivamente un merito, che bisogna valutare tutti prima e soprattutto in base ad essa, e poi in seconda istanza curarsi del resto? Ovviamente questo per mrs Y è moralmente inaccettabile. Se dovesse seguire questo ragionamento, oltre a doversi biasimare per la sua superficialità, dovrebbe anche giustificare tutto il mondo che la giudica per l'aspetto e quindi andare a modificare radicalmente e profondamente il suo, che tanti crucci le causa. E, per aggiungere al danno la beffa, se tutta questa simpatica non si sa cosa di mr X fosse stata effettivamente in atto (mettiamo il beneficio del dubbio per correttezza) allora quella stessa persona non stava giudicando lei secondo i rigidi parametri a cui si sente sempre sottoposta.
Insomma, che sbaglio mrs Y, che sbaglio. Non meritando nemmeno l'onta del sei politico, rimandiamo mrs Y a settembre, sperando che l'estate porti consiglio e giudizio, e intanto auguriamo a mr X di godersi la sua partner evidentemente molto più ragionevole e assennata.

E niente, questa storia, occorsa ovviamente a terze persone e vissuta da me poco se non addirittura immaginata, mi ha insegnato tante cose. Ad applicare più giudizio, a smettere di voler a tutti i costi assomigliare a persone che poi nella vita reale continuano a dimostrarsi quanto mai deludenti e di cercare di recuperare un po' di quei sani valori che tanto pensavo mi appartenessero.
La vita mi sta leggermente incattivendo, ma come al solito do la colpa di questo a me, non agli altri, che si limitano a vivere la loro vita dandomi il posto che pensano io meriti. Se questo non mi basta è un mio problema e sta a me la prossima volta chiudere le porte che lascio tanto stupidamente spalancate, per evitare che la gente ci si infili con tanto di invito alla mano, non pensando di dovermi poi futuri favori o giustificazioni. Il che ci sta, ognuno di noi prende dagli altri quello che gli serve e quando smette di servirgli va via. Siamo un po' tutti le banche di affetto di terzi, a cui poi attribuiamo doveri che per primi non rispettiamo.
insomma dopo tutta questa filosofia serale, scialla, e basta azzeccarsi su cosa fanno o non fanno per noi gli altri. Fottersene sempre, crederci poco e aspettare una nuova soap con protagonisti questi famigerati mr X e mrs Y, così, tanto per svoltare la giornata.

lunedì 16 febbraio 2015

Melody

Ascolto musica, qualcosa al pianoforte senza titolo. Ho scelto di farlo per vedere che effetto avrebbe una melodia triste su di me, oggi, ora. 
È strano come le cose siano sempre diverse, sempre in movimento. Tempo fa non avrei tollerato nemmeno una nota triste, sarei stata a scrivere con i lucciconi, godendomi quel senso di malinconia che ti porta poi ad aggrapparti ad una speranza sciocca e, di conseguenza, a fare cose stupide. 
Oggi no. La musica mi tocca il cuore, come sempre fanno soprattutto i pianoforti, ma non mi fa provare dolore. Qualcosa è finalmente cambiato, il buco nero che avevo fisso nel petto si è ridotto man mano fino a scomparire. 
Non so se dire "sto bene" sia saggio, non esiste un giorno uguale agli altri e non possiamo mai avere la certezza di ciò che accadrà domani. Quello che possiamo - e dobbiamo, forse - fare, è sperare. Sperare sempre per il meglio, anche quando tutto sembra stare andando a puttane. E lo dico oggi libera da ogni cappio, negativo o positivo, sperando che sia vero. È troppo facile vedere tutto rosa quando le cose vanno bene, o tutto nero al contrario quando pare che la vita vada a catafascio. Quello non ci definisce in alcun modo. Sono questi momenti grigi, gli spazi vuoti, dove possiamo riflettere con lucidità ed essere obiettivi sulla vita. Oggi quindi, senza nessun preconcetto, dico che le cose vanno. Potrebbe sembrare un'affermazione del menga, né carne né pesce, ma posso assicurare che è una gigantesca vittoria, perché arriva dopo tanto buio.
Avete mai vissuto un'oscurità emotiva? Io si, tante volte, per motivi diversi, gravissimi come la morte di persone care, meno gravi ma dolorosi come perdere un amore o un'amicizia. Ma mai mi era capitato di implodere in maniera così totale, di avere brutti pensieri, estremi, dalla mattina alla sera. Senza nemmeno sapere perché, e dovendo dare delle pseudo spiegazioni razionali a qualcosa che poco aveva di razionale. Mi sono sentita soffocata, derubata, infetta. Mi ha fatto male soprattutto l'impotenza, il non poter agire in nessun modo per cambiare le cose, dovendomi limitare a subire gli eventi. E in questi casi anche la persona più forte può fare solo una cosa: punirsi. Mi sono punita senza pietà, inconsapevolmente, per mesi. Ho rischiato di perdere tutto ciò che avevo faticosamente costruito, tutto ciò che avevo conquistato, senza più la forza di combattere. E tutto per il motivo più futile. 
Eppure, di fronte a questa esperienza, mi accorgo che ancora una volta non solo ne sono uscita, ma che non ho perso la speranza. Non voglio che altri paghino per errori che non gli appartengono, non voglio camminare nella vita che mi ritrovo terrorizzata da precedenti infelici, che rischiano di macchiare tutto il resto. Non voglio avere paura. Lo scrivo per tenerlo a mente quando sarà il momento, quando dovrò saltare di nuovo (e me lo auguro vivamente) sperando che questo post di oggi, domani sia una spintarella al momento giusto per la me del futuro. Alla fine c'è una sola cosa di cui mi fido in maniera totale ed incondizionata: me. Con tutti i miei errori, le mie ipocrisie e le mie contraddizioni, ma mi fido. Sento il cuore nel petto che batte ancora, che non vuole smettere e vuole battere ancora più forte, più veloce. Mi auguro di emozionarmi ancora, di lasciare aperta la porta, perché la persona o le persone che stanno dall'altra parte possano vedere la luce attraversare l'intercapedine e avvicinarsi. Per chi vorrà e avrà la forza, ci sarà sempre qualcosa di bello dall'altra parte. È quanto posso promettere da parte mia, di regalare sempre una parte di me, magari piccola, ma sempre vera. 
Io sono qui, e aspetto. 

lunedì 29 settembre 2014

Ricomincio da tre

Non importa come, non importa perché.
Non mi importa cosa leggerò, cosa sentirò, come queste cose mi faranno stare.

Io dico basta al silenzio, ad ingannare me stessa con false speranze, con false promesse, con false credenze.
Per una volta dico addio ad ogni speranza, mi aggrappo fermamente alle cose brutte, in modo da ritrovare quelle belle. 

Nella mia vita voglio certezze, e l'unica persone che può darmele sono io. 
Se mi avessi di fronte, a parlare di ciò che è stato, è e sarà, non mi lascerei fare un monologo disperato, non mi lascerei da sola, mi stenderei una mano a cui aggrapparmi, mi abbraccerei da sola, mi salverei.
Fa molto forever alone, ma bisogna imparare a stare da soli prima di essere in due. Nessuno di noi sa come andrà il domani, chi potrebbe incontrare o chi potrebbe NON incontrare mai. 


Forse Ende, se io fossi la sua Momo, mi direbbe che quando esaurirò il numero di possibilità a me concesse, semplicemente morirò. Quindi se sono ancora viva significa che posso stare a pensiero tranquillo, Michael? 


Quindi io rifiuto e rifuggo ogni sorta di nostalgia, rifiuto di cedere alla tentazione della tristezza e del rimpianto, mi impongo di imparare ad essere una persona migliore, diversa ancora una volta.
Io ho il potere di cambiare me stessa, come mi sono già trovata a fare, e non voglio che sia per NESSUNO, deve essere per me.

D'altro canto guardiamoci in faccia: su poche cose sono rigida come un tronco di sequoia, e una di queste è sul come dividere la mia vita con terze persone X.

Posso essere elastica con gli amici, posso fare Jarod e passare da un contesto all'altro con tutta la scioltezza che possiedo, anche se a volte mi costa mischiarmi i connotati per apparire bene in un contesto che non mi appartiene.

Ma non riuscirò mai ad aprirmi, ad avere fiducia, a lasciarmi andare davvero se non sarò perfettamente a mio agio. Il cuore alla fine non fa compromessi.
Non ho la forza di sentirmi sola mentre sono in coppia, voglio concedermi il lusso di dimostrare anche le mie fragilità senza scottarmi ogni volta, voglio buttarmi e sapere che dall'altra parte ci sono braccia forti a prendermi.

Camminiamo insieme e sosteniamoci a vicenda, dividiamo le fatiche e sarà tutto meraviglioso...forse il mio è un sogno adolescenziale e da oggi in poi incontrerò solo uomini desiderosi al massimo di condividere i soldi per il parcheggio, ma sono fiduciosa che qualsiasi cosa arrivi o non arrivi sarò capace di gestirla.

Certe cose vanno dette guardandosi negli occhi, certe volte la cosa più difficile è passarsi una mano sulla coscienza e decidersi ad affrontare le proprie paure senza nascondersi dietro al gioco dello scaricabarile. 
Questo significa avere le palle, strapparsi di dosso tutte le maschere e ammettere le cose peggiori di noi stessi, sperando che dall'altra parte ci accolgano a braccia aperte. Senza bisogno di dare la colpa a nessun altro.

Certe volte sarà dura, ma va fatto. Se c'è qualcosa che mi aspetta dall'altra parte, è ora di andarle in contro per la via principale.



martedì 6 maggio 2014

Napoli ComiCon 2014 -> "Ma tu sei proprio uguale!" Master Level

È finito il Comicon!
Si, siamo a martedì, ma abbiamo smontato ieri e io ho il frigo vuoto e per fumare sto grattando i residui dalla busta di tabacco finita.

Che dire... stavolta non comincerò come al solito con "Era il mille ottocento novanta cento, i Cantori nascevano intorno ad un tavolo e a poche birre..." 

Questo è stato il Comicon più bello, folle, stancante e soddisfacente di tutti, e il modo migliore per celebralo è di ricapitolare tutti i punti salienti che mi vengono in mente.

Si parta dunque con la classifica, oramai collaudata, dei Darwin Awards!

Vince il premio OH MIO DIOOOOOO SEI UGUALE! la new entry del gruppo Ruoshi, aka Glenn, aka risatafinta, che ha sopportato con inestimabile stoicismo le fangirl e i fanboy che gli hanno stuprato il cervello con ululati di giubilo, sommergendolo di foto. Gli assegno anche la menzione speciale "Contraddiction" visto che alla domanda "soffri di vertigini?" lui ha risposto "si si!" e poi è salito su una scala pencolante a 40 metri d'altezza (non è vero, erano forse 5, ma ci siamo cagati addosso lo stesso) per legare e spillare il nostro fantastico telone LANTORI del Westeros xD

Il premio "Toglietemi tutto, anche il mio Breil" va a furor di popolo ad Ernesto, ovvero il Governatore, che ha creato pozze di umori femminili davanti allo stand. La benda sull'occhio e la basetta brizzolata saranno la nuova moda dell'estate, insieme al leggerissimo A&K 47 e al bomberino smanicato.
Approfitto per ricordare al suddetto che reggiseni e mutandine lanciati allo stand sono conservati in appositi scatoloni che deve ritirare al magazzino, ancora profumosi di ormoni.


Il premi combo "È mio figlio!!!!" e "È mio marito!!!" vanno rispettivamente a Stefano/Rick e Terry/Meggie (continua a farmi scompisciare questa cosa xD) che hanno difeso le proprie famiglie, il primo da walkers e stupratori assassini, l'altra dalle imprudenti attentatrici alla virtude del suo "maseiugualeaGlenn!!!"

Nominata e vincitrice per la categoria "arma letale" Federica aka Rossssssita che ha passato il tempoa fare la ronda in fiera cercando inutilmente di coinvolgere ignari passanti e altrettanto ignari membri del gruppo che invece camminavano come bellissime frafralle colorate, impugnando armi più grandi di lei xD

Per la nomination "Ti schifo troppo ma mi devo fare una foto" vince (staccando anche il Governor) Martina/Andrea, che si aggiudica anche il titolo di Capo Animatore per i due giorni di gioco aperitivo davanti allo stand xD

Nominata per "ti schifo troppo..." era anche Tizy/Lory(N!) ma a furor di popolo le è stato assegnato il premio speciale "Ma sij ancor viva?". Quando il personaggio raggiunge livelli di fastidio Epic Master si devono creare nuove categorie apposite! 

Vincono il premio di gruppo "Spartaniiiiiiiii" gli immolati per la patria che sono stati al banchetto vendita e ai tornei, ovvero Marianna, Maria, Armando, Marco Marina e Leonardo.
Stavate per ottenere l'Oscar alla miglior Regia, ma sappiate che lo avete perso per un soffio visto che non siete riusciti a vendere il fantastico tappetino per il mouse di Pacific Rim, né quantomeno a farlo rubare!
Per il resto il premio è meritatissimo, viste le ore passate sotto al sole, tentando di far diventare più appetibile un gioco per pc piuttosto che una collezione blue ray, e per aver spiegato millemila volte le regole dei cari tornei di spada (L.A.R.P. dei cantori del Westeros! Venite ad iscrivervi!!!! Scusate, è deformazione professionale...)

L'onorificenza "Still standing, 'til I die" va a Civita, Giovanna e Giovanni, che si sono aggrappati al Tardis fino all'infinito ed oltre, hanno perso uno o più timpani con la cassa e hanno resistito a sole, pioggia, poi pioggia e poi altra pioggia. Ah e il giorno di pioggia ovviamente.

Premio "Teletlon" a Vincenzo che ha resistito 30 ore per la vita con un braccio meccanico molto pezzottato ma di grande effetto. Un giorno risolveremo il mistero del bicipite mutaforma!

Il premio "La casa sul lago del tempo" va al nostro amatissimo e tenerissimo De Rosa, che non è potuto essere con noi perché deve fare il veterinario figo londinese che salva la vita ai piccioni di Hyde Park, ma che è sempre nei nostri cuori. Jamie torna da noi, sta casa aspetta a tte, come hai potuto sentire dalle urla che abbiamo lanciato a telefono quando hai chiamato!

Passiamo ai riconoscimenti esterni: 

La statuina "somiglianze scomode" va a Quintavalle che è Edward Cullen e non è fiero di esserlo, ma noi vogliamo ricordarlo come il grande cavaliere della rosa, dall'ambiguo nome "Ser Lorenzo" che ha meravigliosamente performato la coreografia di spada che tanto ha fatto scalpore a questa fiera.
Forse non leggerai, ma noi ti nominiamo lo stesso per principio!

L'ambitissimo premio "Sento Bellissimo Otore di Diludendo" va al Cammarata, che ci ha creduto, si è sbattuto per collaborare e sopratutto ha fatto di tutto per stroppiarsi in modo tale da poter fare (come aveva annunciato tempo addietro) la ricotta in fiera. Ma noi ti amiamo tanto, perché sei tu, e perché sei Hook xD


Adesso, rapidi ed invisibili, passiamo al momento serio.
Un encomio a Chiave d'Argento, la prima associazione con cui abbiamo mai collaborato, che ha reso questa fiera più divertente, più rilassante e più figa sotto ogni aspetto. Sapere che a pochi metri ci sono persone amiche pronte a darti una mano, a farti fare una risata e che ti permettono di staccare il cervello per qualche minuto è stato impagabile. Spero davvero che si ripeta (e io sono asociale quindi non lo dico alla leggera) e che la prossima volta sia ancora meglio, ancora più figo, ancora più diludendo!

E arriviamo alla chiusura: amori, tesori, amici... i Cantori sono la seconda famiglia, quelli con cui si dorme, si mangia, si viaggia, si litiga e poi si fa pace, perché lavorare insieme è sempre meraviglioso. Insieme siamo arrivati dove nemmeno noi credevamo, e probabilmente andremo anche più lontano. Continuiamo così, noi siamo noi, facciamo le cose come piace a noi e spero continueremo fino a che l'artrosi ce lo permetterà!
Grazie di tutto, a tutti voi :)







giovedì 27 marzo 2014

Sliding Doors

Dopo quel film, in metro ci penso sempre anche io.
E se?
E se invece io avessi? E se lui...?
Tutti abbiamo vissuto almeno una volta una storia sbagliata, ma di quelle cantonate definitive che se ti lasciano qualcosa è la consapevolezza di quello che non vorresti mai rivivere razionalmente.
Per esperienza, sono anche le storie che restano più impresse, perché magari c'era una cosa, un aspetto, un dettaglio, che le rendeva uniche, nonostante tutto.

In questi giorni sto vivendo il momento Sliding Doors, in cui mi trovo ad analizzare gli eventuali sviluppi della mia vita passata, cambiando strada ai vari bivi che mi si sono di volta in volta presentati, rispetto alle scelte effettivamente fatte.

Ci sono sentimenti, che in quanto tali, sono difficili da spiegare a parole, ancora meno quando sono mescolati fra loro: amore, odio, rabbia, nostalgia, indignazione. Si arriva ad un momento di stallo in cui tutti questi lati della medaglia si fondono, creando un unico muro di fuoco che non ti permette di andare né avanti né indietro, e in genere è a quel punto che la mente trova la scappatoia del "e se?" per crearsi una via d'uscita. Nel 99,9% dei casi è una strada che, se imboccata, ti porterebbe a tornare indietro lungo strade già percorse, già viste, già abbandonate. 
E su quello che bisogna focalizzarsi. Perché ho abbandonato quella via? Perché ho fatto quella scelta così difficile e dolorosa?
Se la risposta è concreta, razionale, e bella lunga ed elaborata, allora non bisogna tornare indietro.

Io nello specifico sarei capace, fosse per me, di fare lo stesso errore anche 20 volte prima di imparare. Stavolta mi sono fermata a soli due tentativi prima di arrendermi all'evidente assurdità della situazione. E mi odio profondamente per vacillare, a volte, e cedere ad una nostalgia totalmente ingiustificata.

I miei se sono anche giustificabili sotto un certo punto di vista (e mi rivolgo direttamente a te) : quando mi sono innamorata di te (e l'ho fatto, lo ero, su questo non ci piove, checché tu possa dire e pensare) l'ho fatto perché ho visto in te tutto quello che mi poteva piacere. Intelligenza (la cosa più eccitante che posso trovare in un uomo) simpatia, autoironia, un apparente giusto grado di vanità e sfacciataggine che aggiungono pepe alla miscela...e ovviamente mi piacevi TANTO. Tantissimo anzi. La bellezza è soggettiva, e la tua per me era il non plus ultra. Poi mi sono innamorata e a quel punto, come è giusto che sia, sarebbe potuto arrivare un qualsiasi adone delle acque, ma io non l'avrei degnato nemmeno lontanamente di uno sguardo.

Quindi, a questo punto, c'è da fare i Capitan Ovvio e chiedere scioccamente: perché è finita? I requisiti c'erano tutti (parlando del mio singolo punto di vista, senza entrare nel merito del tuo eventuale)

Bhe, io temo che fondamentalmente non ci fosse nessuna fiducia. Io non ho uno schermo luminoso in petto come le t-shirt del CyberDog di Londra, su cui passa in loop la scritta: ti amo tantissimo, sei perfetto, mi ti farei in ogni minuto della giornata perché sei la mia anima gemella. E nemmeno penso che la gente debba passare il tempo a dirsi queste sdolcinerie nelle orecchie dalla mattina alla sera (e sono femmina cazzarola, almeno 5 giorni al mese sono un ormone impazzito ed emotivo che cammina senza controllo per strada!)
Ogni tanto la coccola verbale ci sta tutta, non sono un robot senza cuore, ma io più che a parole l'amore lo misuro nei gesti, lo vedo negli occhi, nella fiducia cieca, al limite dell'abbandono totale. Si, magari voglio troppo, ma forse se tutti facessimo così saremmo più felici. In passato, a cuore libero, mi sono buttata nei sentimenti con un' abnegazione che mi ha fatto essere felice come non mai, ma mi ha anche abituata male. Ora non sono soddisfatta se la persona che ho vicino non mi accorda tutto di sé senza remore, fiducia in primis.
Ad esempio... io non tradisco e non tradirò mai, è una cosa che rifiuto con tutta me stessa, e passare il tempo a giustificarmi di atti osceni mai commessi è assolutamente annichilente. Così come non avere nessuna credibilità, non avere il beneficio del dubbio su nulla, come se ogni mia parola fosse una bugia, come se ogni atto o pensiero fosse rivolto a fare del male alla persona amata... è una barbarità vivere sapendo che la persona a cui teni, con cui dormi, a cui vorresti affidarti, pensa che tu voglia il suo male.
Non c'è scusa, esperienza passata o giustificazione che tenga per una mostruosità del genere.
La cosa peggiore è stata il rendermi conto che tu non mi hai mai conosciuta, mai voluta conoscere, ma ti sei fatto bastare l'idea che ti eri creato di me. 
E non c'è stato nessun modo di farti vedere le cose sotto un'altra luce, per quanti tentativi io abbia fatto. 
Usare le altre persone a me care per avere la mia attenzione (o la loro, non so) è stato l'errore definitivo. Non potrò mai più fidarmi di chi ha detto i cazzi miei a persone a cui devo dirli io, se voglio, quando voglio, e come voglio. 
Sono convinta che tu lo abbia fatto per far sentire la tua versione, per paura che ti smerdassi alla cazzo, inventandomi palle. Tranquillo, bastava la verità e il mero reportage dei fatti a non far venir fuori bene la nostra triste e strana storia. Ma tu no, hai creduto che io fossi così meschina da inventare storie ancora più assurde per metterti in cattiva luce. E li si è chiusa la saracinesca. 
Con tutto l'amore del cuore io non posso tollerare che la persona che amo faccia una cosa del genere.

Di qui la rabbia, che mi ha spinta il più lontano possibile da te e da tutto ciò che sento per te. Pensala come vuoi, raccontala come ti pare, ma io ci credevo che potesse andare avanti ad libitum. Nonostante gli appiccichi, le differenze, le follie di entrambi, io avrei continuato, perché il mio cuore batteva e anche forte, per te. Ho fatto tantissimi errori anche io, non sono la donna perfetta e lo so benissimo. Quando me ne sono accorta ho chiesto scusa, ci ho messo le pezze come ritenevo fosse giusto. E ho cercato di essere sincera, sempre, in bene e in male.

Quando troverai un'altra ragazza, e lo farai, ti auguro che sia una persona splendida, intelligente, simpatica, bella come piacerà a te, e ti auguro che la nostra parentesi ti sia utile a capire che verrai ricambiato quando smetterai di avere paura. Il muro di terrore in cui sei chiuso ha tutti i lucchetti all'interno e solo tu puoi aprirli. 
Questo sfogo deve servire a questo. Tutto quello che scrivo lo ho già spiegato a voce forse un milione di volte. Lo lascio qui come tributo all'amore che c'è stato, e che abbiamo perso come due stupidi. Io la mia lezione l'ho imparata, a caro prezzo. Spero che anche tu possa trarne consiglio e giovamento, in un domani che spero sia radioso e vicino.

Un giorno ci incontreremo di nuovo, forse in Valhalla, forse nei Campi Elisi, forse in paradiso o all'inferno, o in un'altra vita, e forse, dico forse, tutto sarà diverso. 


domenica 8 dicembre 2013

Infausti pensieri

C'è un motivo ben preciso per cui mi lamento delle domeniche.
In inverno, quando il tempo è scandito in maniera brutale dagli impegni (o dai non-impegni, nel mio caso) dall'ora solare che non aiuta certo la joie de vivre con il tramonto alle 16, e dalla sparizione degli amici, io mi ritrovo in questa stanza, o in alternativa davanti alla tv ad Ischia, a pensare.
Nelle domeniche peggiori i pensieri sono cupi, foschi, bigi, nuvolosi e con precipitazioni sparse; certe volte mi aggiro per l'abitazione in preda ad un vago senso di ansia esistenziale, soffocato solo dalla noia incombente.
Poi ci sono le altre domeniche, quelle come questa, in cui la costante è sempre la noia, ma i pensieri sono di tutt'altra natura.
Mi ritrovo a pensare a tutte quelle cose che vorrei tenere fuori, senza scopo, che danno adito a piacevoli fantasie e film mentali che mi ritrovo a guardare consapevole che non porteranno a nulla di buono.
Rivedo un paio di occhi verdi, grandi, simpatici, che si sono incontrati troppe volte con i miei ultimamente. In dissolvenza incrociata (quanto odio la dissolvenza incrociata) compaiono le ormai famose fossette di venere, la cui profondità andrebbe testata (al più presto) da minore distanza, ma che fanno traballare la mia da sempre instabile sanità mentale. 
Su tutto questo si innesta Steve Zissou e le sue maledette avventure acquatiche (non avrò la stoffa dell'avventuriera, ma gli avventurieri su di me hanno da sempre avuto un fortissimo ascendente).
Insomma il delirio e l'apoteosi della follia.
I seguiti di questi tre romanzi fantasy al momento sono del tutto torbidi, incerti e lontani ma, da lettrice accanita quale sono, non posso resistere e friggo dalla smania di vedere come andranno a finire. E torniamo alle domeniche infami...

La parte razionale di me, che è una rampante donna in carriera con le mie fattezze, il tailleur gessato, la pettinatura antisesso a banana e gli occhialini sottili e rettangolari, mi dice di rimettermi in riga e di andare a lavorare, guadagnarmi il mio posto nel mondo e la mia indipendenza hormones-free, con la colonna sonora di etta james 


Dall'altra parte c'è la Flavia che avrei sempre voluto essere, quella spigliata, scazzata, sicura di se, con molti e molti chili in meno, che in una sovrapposizione di abiti casula molto sexy, e rigorosamente total black, mi sbatte in faccia i suoi occhioni castani, agita la treccia (sono feticista dei capelli lunghi in maniera disgustosa, perché mi punisco tagliandoli invece di assecondare le mie torbide fantasie, cazzarola?) e mi dice che sono giovane, me ne devo vedere bene e che se mi lasciassi andare potrei mangiare il mondo e tutto ciò che contiene. Magari prima della menopausa. Tutto questo mentre risuona fra le pareti del mio cranio vuoto la canzone da stripper che mi piace tanto


Intanto l'unica che si ritrova pietosamente in camera, con millemila ore di volo pindarico accumulato e sempre le stesse quattro pareti attorno è la me numero tre, quella goffa, un po' sfigata (mica poco), che puntualmente si ritrova a scrivere di se in terza persona (che non è bello, anzi, credo sia classificabile come disturbo patologico di qualche genere) cercando di uscire dal mondo della Pimpa e tornare con i piedi per terra.
Io nel dubbio cerco di assecondare tutte e tre. Mando curriculum in giro, mai sapendo, magari un giorno sposerò il mio lavoro (quale?); lascio aperte le porte della percezione, perché se il piccione ad Ischia è riuscito a ficcarsi nella canna fumaria della stufa di mia zia, forse pure 
lo trovo un cretino che mi becca la porta di casa; e continuo a guardare law and order svu, che alla sfigata piace tanto e funge da anestetico della domenica (e anche del resto della settimana).