domenica 13 dicembre 2015

Di anni passati, sorprese e IMmutamenti

Bha. Io mi perplimo moltissimo. 
Non sarò troppo esplicita, nel caso questo post finisse nella mani sbagliate.
Ma guardiamo un momento ai fatti:
Un giorno hai una palla al piede che ti trascina sul fondo dell'abisso; il giorno dopo sei libera e il giorno dopo ancora ti fai ammanettare. Ok diciamo che "giorno" è una misura orientativa che va da sei mesi ad un anno... così ci capiamo.
Da un lato sono contenta, perché in un post di poco meno di un anno fa mi riproponevo di non chiudere le porte, non guardare alle persone con davanti lo schermo della Morte Nera, eccetera eccetera buoni sentimenti con la pala.
Ok Me del passato, ci hai preso, ti sono stata a sentire. E mo? Come la metto a nome?

Io il passo l'ho fatto, ho lasciato la porta socchiusa in barba ad eventuali ladri e stupratori, ed è arrivato. È qui. E io non so gestirlo. Per la prima volta nella mia vita non so gestire una cosa del genere.
Non che fossi maestra prima, ma almeno sapevo per grandi linee che stavo facendo. Qui non ho il controllo di nulla, nemmeno della mia cazzo di bocca che fa e dice quello che vuole, non curandosi minimamente del mio cervello.
Il problema più grande è che faccio fatica, mai come questa volta, a staccarmi da un'idea a cui avevo del tutto rinunciato negli ultimi obscuri et terribili anni.
Avevo smesso di desiderare quella connessione speciale che c'è fra due persone, che ho avuto la fortuna di provare in passato, eoni fa, ma che sembrava essere la classica leggenda metropolitana. La vorrei adesso. Vorrei poter accendere l'interruttore e farla partire. È come se fossi in attesa che accada qualcosa di simile, e contemporaneamente terrorizzata dal pensiero che potrebbe non accadere mai. Dopotutto siamo pianeti alieni l'uno dall'altro. Chi sei tu? Non lo so, lo sto capendo un giorno alla volta. Però con te non so ancora parlare. Forse è meglio, quello che ho da dire è troppo, troppo articolato, pippaiolo e contorto. Forse il segreto è parlare lingue diverse? O in questi anni mi sono illusa di essere qualcosa di speciale e invece sto precipitando nel baratro dell'ordinario?

Probabilmente sono psicopatica, ma senza carte a provarlo rimarrò a piede libero a mio rischio e pericolo. 
Fatto sta che mi perplimo moltissimo. Sento di dover fare qualcosa di spettacolare per giustificare questo suo interesse, perché ancora non arrivo a capire come sia successo tutto ciò. Le persone che incontro io hanno (quasi) tutte una cosa in comune: pensano che dire certe cose sia inutile, si fanno fermare dall'imbarazzo o dalla noia, non lo so. Quello che so io è che il giorno in cui qualcuno capirà questa semplice verità avrò trovato l'uomo della mia vita.
Io da parte mia do sempre il beneficio del dubbio, il tempo per arrivarci, seppur nella mia follia uterina. Finché non inizio a desiderare qualcosa di diverso. E in questo caso non voglio desiderare niente altro. Il tempo è la cosa più preziosa che ho da dare, e adesso l'ho messo sul piatto. E mo? E mo si aspetta e si spera, come sempre. Chissà se alla mia veneranda età e con le mie belle e simpatiche esperienze alle spalle stavolta vedrò la realtà, o se vedrò quello che voglio vedere, come sempre.
E, come sempre, ai posteri l'ardua sentenza. 

Io, intanto, mi perplimo moltissimo. Ma con gioia e amore.