Ascolto musica, qualcosa al pianoforte senza titolo. Ho scelto di farlo per vedere che effetto avrebbe una melodia triste su di me, oggi, ora.
È strano come le cose siano sempre diverse, sempre in movimento. Tempo fa non avrei tollerato nemmeno una nota triste, sarei stata a scrivere con i lucciconi, godendomi quel senso di malinconia che ti porta poi ad aggrapparti ad una speranza sciocca e, di conseguenza, a fare cose stupide.
Oggi no. La musica mi tocca il cuore, come sempre fanno soprattutto i pianoforti, ma non mi fa provare dolore. Qualcosa è finalmente cambiato, il buco nero che avevo fisso nel petto si è ridotto man mano fino a scomparire.
Non so se dire "sto bene" sia saggio, non esiste un giorno uguale agli altri e non possiamo mai avere la certezza di ciò che accadrà domani. Quello che possiamo - e dobbiamo, forse - fare, è sperare. Sperare sempre per il meglio, anche quando tutto sembra stare andando a puttane. E lo dico oggi libera da ogni cappio, negativo o positivo, sperando che sia vero. È troppo facile vedere tutto rosa quando le cose vanno bene, o tutto nero al contrario quando pare che la vita vada a catafascio. Quello non ci definisce in alcun modo. Sono questi momenti grigi, gli spazi vuoti, dove possiamo riflettere con lucidità ed essere obiettivi sulla vita. Oggi quindi, senza nessun preconcetto, dico che le cose vanno. Potrebbe sembrare un'affermazione del menga, né carne né pesce, ma posso assicurare che è una gigantesca vittoria, perché arriva dopo tanto buio.
Avete mai vissuto un'oscurità emotiva? Io si, tante volte, per motivi diversi, gravissimi come la morte di persone care, meno gravi ma dolorosi come perdere un amore o un'amicizia. Ma mai mi era capitato di implodere in maniera così totale, di avere brutti pensieri, estremi, dalla mattina alla sera. Senza nemmeno sapere perché, e dovendo dare delle pseudo spiegazioni razionali a qualcosa che poco aveva di razionale. Mi sono sentita soffocata, derubata, infetta. Mi ha fatto male soprattutto l'impotenza, il non poter agire in nessun modo per cambiare le cose, dovendomi limitare a subire gli eventi. E in questi casi anche la persona più forte può fare solo una cosa: punirsi. Mi sono punita senza pietà, inconsapevolmente, per mesi. Ho rischiato di perdere tutto ciò che avevo faticosamente costruito, tutto ciò che avevo conquistato, senza più la forza di combattere. E tutto per il motivo più futile.
Eppure, di fronte a questa esperienza, mi accorgo che ancora una volta non solo ne sono uscita, ma che non ho perso la speranza. Non voglio che altri paghino per errori che non gli appartengono, non voglio camminare nella vita che mi ritrovo terrorizzata da precedenti infelici, che rischiano di macchiare tutto il resto. Non voglio avere paura. Lo scrivo per tenerlo a mente quando sarà il momento, quando dovrò saltare di nuovo (e me lo auguro vivamente) sperando che questo post di oggi, domani sia una spintarella al momento giusto per la me del futuro. Alla fine c'è una sola cosa di cui mi fido in maniera totale ed incondizionata: me. Con tutti i miei errori, le mie ipocrisie e le mie contraddizioni, ma mi fido. Sento il cuore nel petto che batte ancora, che non vuole smettere e vuole battere ancora più forte, più veloce. Mi auguro di emozionarmi ancora, di lasciare aperta la porta, perché la persona o le persone che stanno dall'altra parte possano vedere la luce attraversare l'intercapedine e avvicinarsi. Per chi vorrà e avrà la forza, ci sarà sempre qualcosa di bello dall'altra parte. È quanto posso promettere da parte mia, di regalare sempre una parte di me, magari piccola, ma sempre vera.
Io sono qui, e aspetto.
Il segreto di Pulcinella
8 anni fa
