lunedì 29 settembre 2014

Ricomincio da tre

Non importa come, non importa perché.
Non mi importa cosa leggerò, cosa sentirò, come queste cose mi faranno stare.

Io dico basta al silenzio, ad ingannare me stessa con false speranze, con false promesse, con false credenze.
Per una volta dico addio ad ogni speranza, mi aggrappo fermamente alle cose brutte, in modo da ritrovare quelle belle. 

Nella mia vita voglio certezze, e l'unica persone che può darmele sono io. 
Se mi avessi di fronte, a parlare di ciò che è stato, è e sarà, non mi lascerei fare un monologo disperato, non mi lascerei da sola, mi stenderei una mano a cui aggrapparmi, mi abbraccerei da sola, mi salverei.
Fa molto forever alone, ma bisogna imparare a stare da soli prima di essere in due. Nessuno di noi sa come andrà il domani, chi potrebbe incontrare o chi potrebbe NON incontrare mai. 


Forse Ende, se io fossi la sua Momo, mi direbbe che quando esaurirò il numero di possibilità a me concesse, semplicemente morirò. Quindi se sono ancora viva significa che posso stare a pensiero tranquillo, Michael? 


Quindi io rifiuto e rifuggo ogni sorta di nostalgia, rifiuto di cedere alla tentazione della tristezza e del rimpianto, mi impongo di imparare ad essere una persona migliore, diversa ancora una volta.
Io ho il potere di cambiare me stessa, come mi sono già trovata a fare, e non voglio che sia per NESSUNO, deve essere per me.

D'altro canto guardiamoci in faccia: su poche cose sono rigida come un tronco di sequoia, e una di queste è sul come dividere la mia vita con terze persone X.

Posso essere elastica con gli amici, posso fare Jarod e passare da un contesto all'altro con tutta la scioltezza che possiedo, anche se a volte mi costa mischiarmi i connotati per apparire bene in un contesto che non mi appartiene.

Ma non riuscirò mai ad aprirmi, ad avere fiducia, a lasciarmi andare davvero se non sarò perfettamente a mio agio. Il cuore alla fine non fa compromessi.
Non ho la forza di sentirmi sola mentre sono in coppia, voglio concedermi il lusso di dimostrare anche le mie fragilità senza scottarmi ogni volta, voglio buttarmi e sapere che dall'altra parte ci sono braccia forti a prendermi.

Camminiamo insieme e sosteniamoci a vicenda, dividiamo le fatiche e sarà tutto meraviglioso...forse il mio è un sogno adolescenziale e da oggi in poi incontrerò solo uomini desiderosi al massimo di condividere i soldi per il parcheggio, ma sono fiduciosa che qualsiasi cosa arrivi o non arrivi sarò capace di gestirla.

Certe cose vanno dette guardandosi negli occhi, certe volte la cosa più difficile è passarsi una mano sulla coscienza e decidersi ad affrontare le proprie paure senza nascondersi dietro al gioco dello scaricabarile. 
Questo significa avere le palle, strapparsi di dosso tutte le maschere e ammettere le cose peggiori di noi stessi, sperando che dall'altra parte ci accolgano a braccia aperte. Senza bisogno di dare la colpa a nessun altro.

Certe volte sarà dura, ma va fatto. Se c'è qualcosa che mi aspetta dall'altra parte, è ora di andarle in contro per la via principale.



martedì 6 maggio 2014

Napoli ComiCon 2014 -> "Ma tu sei proprio uguale!" Master Level

È finito il Comicon!
Si, siamo a martedì, ma abbiamo smontato ieri e io ho il frigo vuoto e per fumare sto grattando i residui dalla busta di tabacco finita.

Che dire... stavolta non comincerò come al solito con "Era il mille ottocento novanta cento, i Cantori nascevano intorno ad un tavolo e a poche birre..." 

Questo è stato il Comicon più bello, folle, stancante e soddisfacente di tutti, e il modo migliore per celebralo è di ricapitolare tutti i punti salienti che mi vengono in mente.

Si parta dunque con la classifica, oramai collaudata, dei Darwin Awards!

Vince il premio OH MIO DIOOOOOO SEI UGUALE! la new entry del gruppo Ruoshi, aka Glenn, aka risatafinta, che ha sopportato con inestimabile stoicismo le fangirl e i fanboy che gli hanno stuprato il cervello con ululati di giubilo, sommergendolo di foto. Gli assegno anche la menzione speciale "Contraddiction" visto che alla domanda "soffri di vertigini?" lui ha risposto "si si!" e poi è salito su una scala pencolante a 40 metri d'altezza (non è vero, erano forse 5, ma ci siamo cagati addosso lo stesso) per legare e spillare il nostro fantastico telone LANTORI del Westeros xD

Il premio "Toglietemi tutto, anche il mio Breil" va a furor di popolo ad Ernesto, ovvero il Governatore, che ha creato pozze di umori femminili davanti allo stand. La benda sull'occhio e la basetta brizzolata saranno la nuova moda dell'estate, insieme al leggerissimo A&K 47 e al bomberino smanicato.
Approfitto per ricordare al suddetto che reggiseni e mutandine lanciati allo stand sono conservati in appositi scatoloni che deve ritirare al magazzino, ancora profumosi di ormoni.


Il premi combo "È mio figlio!!!!" e "È mio marito!!!" vanno rispettivamente a Stefano/Rick e Terry/Meggie (continua a farmi scompisciare questa cosa xD) che hanno difeso le proprie famiglie, il primo da walkers e stupratori assassini, l'altra dalle imprudenti attentatrici alla virtude del suo "maseiugualeaGlenn!!!"

Nominata e vincitrice per la categoria "arma letale" Federica aka Rossssssita che ha passato il tempoa fare la ronda in fiera cercando inutilmente di coinvolgere ignari passanti e altrettanto ignari membri del gruppo che invece camminavano come bellissime frafralle colorate, impugnando armi più grandi di lei xD

Per la nomination "Ti schifo troppo ma mi devo fare una foto" vince (staccando anche il Governor) Martina/Andrea, che si aggiudica anche il titolo di Capo Animatore per i due giorni di gioco aperitivo davanti allo stand xD

Nominata per "ti schifo troppo..." era anche Tizy/Lory(N!) ma a furor di popolo le è stato assegnato il premio speciale "Ma sij ancor viva?". Quando il personaggio raggiunge livelli di fastidio Epic Master si devono creare nuove categorie apposite! 

Vincono il premio di gruppo "Spartaniiiiiiiii" gli immolati per la patria che sono stati al banchetto vendita e ai tornei, ovvero Marianna, Maria, Armando, Marco Marina e Leonardo.
Stavate per ottenere l'Oscar alla miglior Regia, ma sappiate che lo avete perso per un soffio visto che non siete riusciti a vendere il fantastico tappetino per il mouse di Pacific Rim, né quantomeno a farlo rubare!
Per il resto il premio è meritatissimo, viste le ore passate sotto al sole, tentando di far diventare più appetibile un gioco per pc piuttosto che una collezione blue ray, e per aver spiegato millemila volte le regole dei cari tornei di spada (L.A.R.P. dei cantori del Westeros! Venite ad iscrivervi!!!! Scusate, è deformazione professionale...)

L'onorificenza "Still standing, 'til I die" va a Civita, Giovanna e Giovanni, che si sono aggrappati al Tardis fino all'infinito ed oltre, hanno perso uno o più timpani con la cassa e hanno resistito a sole, pioggia, poi pioggia e poi altra pioggia. Ah e il giorno di pioggia ovviamente.

Premio "Teletlon" a Vincenzo che ha resistito 30 ore per la vita con un braccio meccanico molto pezzottato ma di grande effetto. Un giorno risolveremo il mistero del bicipite mutaforma!

Il premio "La casa sul lago del tempo" va al nostro amatissimo e tenerissimo De Rosa, che non è potuto essere con noi perché deve fare il veterinario figo londinese che salva la vita ai piccioni di Hyde Park, ma che è sempre nei nostri cuori. Jamie torna da noi, sta casa aspetta a tte, come hai potuto sentire dalle urla che abbiamo lanciato a telefono quando hai chiamato!

Passiamo ai riconoscimenti esterni: 

La statuina "somiglianze scomode" va a Quintavalle che è Edward Cullen e non è fiero di esserlo, ma noi vogliamo ricordarlo come il grande cavaliere della rosa, dall'ambiguo nome "Ser Lorenzo" che ha meravigliosamente performato la coreografia di spada che tanto ha fatto scalpore a questa fiera.
Forse non leggerai, ma noi ti nominiamo lo stesso per principio!

L'ambitissimo premio "Sento Bellissimo Otore di Diludendo" va al Cammarata, che ci ha creduto, si è sbattuto per collaborare e sopratutto ha fatto di tutto per stroppiarsi in modo tale da poter fare (come aveva annunciato tempo addietro) la ricotta in fiera. Ma noi ti amiamo tanto, perché sei tu, e perché sei Hook xD


Adesso, rapidi ed invisibili, passiamo al momento serio.
Un encomio a Chiave d'Argento, la prima associazione con cui abbiamo mai collaborato, che ha reso questa fiera più divertente, più rilassante e più figa sotto ogni aspetto. Sapere che a pochi metri ci sono persone amiche pronte a darti una mano, a farti fare una risata e che ti permettono di staccare il cervello per qualche minuto è stato impagabile. Spero davvero che si ripeta (e io sono asociale quindi non lo dico alla leggera) e che la prossima volta sia ancora meglio, ancora più figo, ancora più diludendo!

E arriviamo alla chiusura: amori, tesori, amici... i Cantori sono la seconda famiglia, quelli con cui si dorme, si mangia, si viaggia, si litiga e poi si fa pace, perché lavorare insieme è sempre meraviglioso. Insieme siamo arrivati dove nemmeno noi credevamo, e probabilmente andremo anche più lontano. Continuiamo così, noi siamo noi, facciamo le cose come piace a noi e spero continueremo fino a che l'artrosi ce lo permetterà!
Grazie di tutto, a tutti voi :)







giovedì 27 marzo 2014

Sliding Doors

Dopo quel film, in metro ci penso sempre anche io.
E se?
E se invece io avessi? E se lui...?
Tutti abbiamo vissuto almeno una volta una storia sbagliata, ma di quelle cantonate definitive che se ti lasciano qualcosa è la consapevolezza di quello che non vorresti mai rivivere razionalmente.
Per esperienza, sono anche le storie che restano più impresse, perché magari c'era una cosa, un aspetto, un dettaglio, che le rendeva uniche, nonostante tutto.

In questi giorni sto vivendo il momento Sliding Doors, in cui mi trovo ad analizzare gli eventuali sviluppi della mia vita passata, cambiando strada ai vari bivi che mi si sono di volta in volta presentati, rispetto alle scelte effettivamente fatte.

Ci sono sentimenti, che in quanto tali, sono difficili da spiegare a parole, ancora meno quando sono mescolati fra loro: amore, odio, rabbia, nostalgia, indignazione. Si arriva ad un momento di stallo in cui tutti questi lati della medaglia si fondono, creando un unico muro di fuoco che non ti permette di andare né avanti né indietro, e in genere è a quel punto che la mente trova la scappatoia del "e se?" per crearsi una via d'uscita. Nel 99,9% dei casi è una strada che, se imboccata, ti porterebbe a tornare indietro lungo strade già percorse, già viste, già abbandonate. 
E su quello che bisogna focalizzarsi. Perché ho abbandonato quella via? Perché ho fatto quella scelta così difficile e dolorosa?
Se la risposta è concreta, razionale, e bella lunga ed elaborata, allora non bisogna tornare indietro.

Io nello specifico sarei capace, fosse per me, di fare lo stesso errore anche 20 volte prima di imparare. Stavolta mi sono fermata a soli due tentativi prima di arrendermi all'evidente assurdità della situazione. E mi odio profondamente per vacillare, a volte, e cedere ad una nostalgia totalmente ingiustificata.

I miei se sono anche giustificabili sotto un certo punto di vista (e mi rivolgo direttamente a te) : quando mi sono innamorata di te (e l'ho fatto, lo ero, su questo non ci piove, checché tu possa dire e pensare) l'ho fatto perché ho visto in te tutto quello che mi poteva piacere. Intelligenza (la cosa più eccitante che posso trovare in un uomo) simpatia, autoironia, un apparente giusto grado di vanità e sfacciataggine che aggiungono pepe alla miscela...e ovviamente mi piacevi TANTO. Tantissimo anzi. La bellezza è soggettiva, e la tua per me era il non plus ultra. Poi mi sono innamorata e a quel punto, come è giusto che sia, sarebbe potuto arrivare un qualsiasi adone delle acque, ma io non l'avrei degnato nemmeno lontanamente di uno sguardo.

Quindi, a questo punto, c'è da fare i Capitan Ovvio e chiedere scioccamente: perché è finita? I requisiti c'erano tutti (parlando del mio singolo punto di vista, senza entrare nel merito del tuo eventuale)

Bhe, io temo che fondamentalmente non ci fosse nessuna fiducia. Io non ho uno schermo luminoso in petto come le t-shirt del CyberDog di Londra, su cui passa in loop la scritta: ti amo tantissimo, sei perfetto, mi ti farei in ogni minuto della giornata perché sei la mia anima gemella. E nemmeno penso che la gente debba passare il tempo a dirsi queste sdolcinerie nelle orecchie dalla mattina alla sera (e sono femmina cazzarola, almeno 5 giorni al mese sono un ormone impazzito ed emotivo che cammina senza controllo per strada!)
Ogni tanto la coccola verbale ci sta tutta, non sono un robot senza cuore, ma io più che a parole l'amore lo misuro nei gesti, lo vedo negli occhi, nella fiducia cieca, al limite dell'abbandono totale. Si, magari voglio troppo, ma forse se tutti facessimo così saremmo più felici. In passato, a cuore libero, mi sono buttata nei sentimenti con un' abnegazione che mi ha fatto essere felice come non mai, ma mi ha anche abituata male. Ora non sono soddisfatta se la persona che ho vicino non mi accorda tutto di sé senza remore, fiducia in primis.
Ad esempio... io non tradisco e non tradirò mai, è una cosa che rifiuto con tutta me stessa, e passare il tempo a giustificarmi di atti osceni mai commessi è assolutamente annichilente. Così come non avere nessuna credibilità, non avere il beneficio del dubbio su nulla, come se ogni mia parola fosse una bugia, come se ogni atto o pensiero fosse rivolto a fare del male alla persona amata... è una barbarità vivere sapendo che la persona a cui teni, con cui dormi, a cui vorresti affidarti, pensa che tu voglia il suo male.
Non c'è scusa, esperienza passata o giustificazione che tenga per una mostruosità del genere.
La cosa peggiore è stata il rendermi conto che tu non mi hai mai conosciuta, mai voluta conoscere, ma ti sei fatto bastare l'idea che ti eri creato di me. 
E non c'è stato nessun modo di farti vedere le cose sotto un'altra luce, per quanti tentativi io abbia fatto. 
Usare le altre persone a me care per avere la mia attenzione (o la loro, non so) è stato l'errore definitivo. Non potrò mai più fidarmi di chi ha detto i cazzi miei a persone a cui devo dirli io, se voglio, quando voglio, e come voglio. 
Sono convinta che tu lo abbia fatto per far sentire la tua versione, per paura che ti smerdassi alla cazzo, inventandomi palle. Tranquillo, bastava la verità e il mero reportage dei fatti a non far venir fuori bene la nostra triste e strana storia. Ma tu no, hai creduto che io fossi così meschina da inventare storie ancora più assurde per metterti in cattiva luce. E li si è chiusa la saracinesca. 
Con tutto l'amore del cuore io non posso tollerare che la persona che amo faccia una cosa del genere.

Di qui la rabbia, che mi ha spinta il più lontano possibile da te e da tutto ciò che sento per te. Pensala come vuoi, raccontala come ti pare, ma io ci credevo che potesse andare avanti ad libitum. Nonostante gli appiccichi, le differenze, le follie di entrambi, io avrei continuato, perché il mio cuore batteva e anche forte, per te. Ho fatto tantissimi errori anche io, non sono la donna perfetta e lo so benissimo. Quando me ne sono accorta ho chiesto scusa, ci ho messo le pezze come ritenevo fosse giusto. E ho cercato di essere sincera, sempre, in bene e in male.

Quando troverai un'altra ragazza, e lo farai, ti auguro che sia una persona splendida, intelligente, simpatica, bella come piacerà a te, e ti auguro che la nostra parentesi ti sia utile a capire che verrai ricambiato quando smetterai di avere paura. Il muro di terrore in cui sei chiuso ha tutti i lucchetti all'interno e solo tu puoi aprirli. 
Questo sfogo deve servire a questo. Tutto quello che scrivo lo ho già spiegato a voce forse un milione di volte. Lo lascio qui come tributo all'amore che c'è stato, e che abbiamo perso come due stupidi. Io la mia lezione l'ho imparata, a caro prezzo. Spero che anche tu possa trarne consiglio e giovamento, in un domani che spero sia radioso e vicino.

Un giorno ci incontreremo di nuovo, forse in Valhalla, forse nei Campi Elisi, forse in paradiso o all'inferno, o in un'altra vita, e forse, dico forse, tutto sarà diverso.