Oggi, ora, in questo preciso momento, ho avuto un'epifania.
La consapevolezza di ciò che sto per dire è arrivata all'improvviso, mentre ascoltavo una musica triste e veritiera, la classica canzone che ti fa versare qualche lacrimuccia.
Le ho aspettate infatti, immaginando già di sentire quel familiare pizzicore agli occhi, che parla delle cose perdute, di quelle belle vissute con gente importante, di quelle notti speciali e via dicendo. Ma nulla è arrivato. Il mio cuore batte a ritmo regolare, riascolto tutte quelle melodie tanto drammaticamente incisive in altri contesti, e che ora sono solo piacevoli sottofondi al mio navigare senza meta.
Che strana la vita, un giorno pensi che nulla possa più essere come prima, ti senti solo e rimembri fatti del milleottocentonovantacento, e poi un giorno semplicemente realizzi che si, così va bene, che stai vivendo una vita finalmente normale. Niente drammi (bene), niente emozioni forti (ma ci sarà di nuovo un tempo per quelle se la morte non ti sconcica), giornate piacevoli, giornate noiose (la sana noia, ogni tanto, accogliamola con la classica ospitalità del sud). Vedi gli amici, oppure no, vai a dormire, poi ti alzi ed esci nel bel mezzo della serata. Fai la vita sana di una ventiseienne sana insomma, non certo una che vive avventure strepitose e adrenaliniche, ma il bungee jumping ancora non mi affascina e continuo a preferire le maratone di telefilm nonostante la cellulite.
Ne avevo bisogno. Questa catarsi è arrivata forse un po' tardi, ma mi ero fatta sovrastare da tutte le paure che ti prendono quando è troppo tempo che sei abituata ad avere persone disponibili attorno. La solitudine non è la mia condizione preferita, per carità, ma un po' di indipendenza mi piace.
Non so se domani sarà ancora così, non so se l'inverno e l'inevitabile botta di noia e depressione mi affosseranno, ma oggi è bello, e ben venga.
Il segreto di Pulcinella
8 anni fa
