lunedì 22 ottobre 2012

Già che mammema me vatte, tarantelle fino a juorno!

Presente quelle persone che sono proprio felici di far andare tutto storto?
Presente quelle stesse persone di cui sopra, che amano la lamentazio fine a se stessa, la retorica del pessimismo, la morbosità della pena?
Eh.
Io si.
D'accordo che tutti abbiamo i nostri momenti di sconforto, d'accordo che ogni tanto il triplo carpiato con avvitamento nel barile il cui fondo amiamo ravanare ci sta, ma una volta tanto, giusto per gradire, come l'abbuffata proibita nel bel mezzo della dieta.
Eh.

No, invece spesso si usa fare all'inverso: fra la crisi, l'età che avanza, il lavoro che non c'è e la cervella che se ne va, ogni scusa è buona per lamentarsi o piangersi addosso. È per questo che ho deciso di scrivere il Decalogo della Vedova, ovvero tutti i motivi più banali e assurdi per piagnucolare, in modo che voi cari lettori inesistenti possiate riconoscere i flagellanti 2.0 alla prima lagna o, nei casi estremi, confondervi fra di essi se ne siete circondati!

  1. Quando stai bene bene bene, come minimo hai mal di testa.
  2. Quando non hai nulla di fisico di cui lamentarti, lamentati per il tempo.
  3. Quando intorno a te c'è chi sta peggio, lamentati lo stesso dei tuoi inutili problemi. Così magari il poveretto di turno ti spacca la faccia, sentendosi un po' meglio, e tu dopo avrai di che lagnarti davvero.
  4. Quando sei in mezzo a gente felice, individua lo gnu debole del branco e attacca la pippa con lui, che presto si diffonderà mettendo tutti di malumore. Perché la gente troppo felice ci sta ampiamente sulle palle, soprattutto se abbiamo legami affettivi con qualcuno del gruppo. Gollum! Gollum!
  5. Quando hai la febbre ripeti a tutti che stai per morire.
  6. Quando non hai la febbre, ripeti a tutti che stai per morire comunque. Non si sa mai.
  7. Quando sei malato, indipendentemente dalla gravità del problema, non ti curare. MAI, in nessun caso.
  8. Quando qualcuno, dopo molte settimane di tormento continuo e senza aver nemmeno una volta provato ad ucciderti (o a praticare su di te l'eutanasia, per porre fine alle tue evidenti sofferenze) cerca di sdrammatizzare, fallo sentire in colpa.
  9. Quando non sai che dire dì: "sto male" "eh ma ho i pensieri" o sbuffa, o una combinazione delle tre cose. Funziona sempre per spegnere l'entusiasmo altrui.
  10. Quando e se sarai costretto a smettere di lamentarti, guardati intorno: probabilmente sarai oramai solo come un cane, ma avrai raggiunto il tuo scopo! (E comunque c'è sempre un nuovo branco da attaccare, da qualche parte)



Certo, le persone si accettano per quelle che sono, non bisogna mai cercare di cambiarle. Infatti come al solito tutto si riduce ad una semplice scelta, del tutto personale e del tutto specifica, mutabile caso per caso e momento per momento: andarsene o restare.
Chi vuole vedere cosa c'è sotto la scolla nera? 



venerdì 5 ottobre 2012

In secula seculorum

Per gran parte della vita ci mostrano cosa dobbiamo aspettarci dall'amore. Noi ragazze dobbiamo cercare l'uomo ideale, avvistarlo da lontano, capire che è LUI, quello giusto, con il solo sguardo. 
La verità è che ci preparano ad essere scelte. In realtà siamo noi "quelle ideali" , quelle giuste. Dobbiamo essere carine, se non proprio belle ovviamente, un po' maldestre ma tanto tenere, di buon cuore, anzi buonissimo cuore, pronte a rinunciare a tutto per gli altri, conservando quel pizzico di egoismo che spendiamo per avvicinarci al nostro uomo, a scapito del benessere di amici e familiari. Quel tanto che basta a renderci umane, imperfette, appena macchiate dall'umana debolezza, ma sempre a beneficio di un bene superiore: l'amore vero.
Mille persone hanno scritto che "poi nessuno ci dice com'è dopo". È vero, infatti non vedo perché sprecare ulteriori parole su questo. Il dopo non è sempre rose e fiori, basti dire questo. Ma nella vita vera nemmeno il prima lo è!
Sarò io sfigata che mi devo strizzare in leggings e calzamaglie che la sera devono essere tagliate via a forbiciate per liberarmi, che devo riflettere su ogni parola che la controparte mi dice e a volte - triste ma vero - ridere a battute che non fanno ridere o che non capisco del tutto?
Cioè, sono l'unica sfigata che si deve infilare con la faccia nel fondotinta in previsione dell'uscita, che devasta foreste di kijal (che cosa sarà poi il kijal? in che categoria rientra? animale, vegetale o minerale? È protetto dal WWF e io non lo so? Sto facendo estinguere una specie per combinarmi come Nefertiti?)
per darsi quell'aspetto da Femmina, un po' battona e un po' bambina?
L'occhio smokey, che nel mio caso più che fumè è fumato, mi fa somigliare ad  una polacca sopravvissuta per miracolo ad un pestaggio; il rossetto rosso che per chi ha le labbra a canotto (ma non il fisico della jolie) grida a chilometri promesse che la proprietaria di cotanto musetto non si sognerebbe in realtà di fare manco dopo che sia stata resa una donna onesta; lasciamo stare il phard... l'ultima volta che ho provato a metterlo avevo fatto le trecce, il che significa che assomigliavo a Pippi Calzelunghe, ma la versione battona post fine dei dobloni del tesoro.
Insomma quelle come me si devono arrangiare come possono, magari puntando sui miopi, che ti danno sempre tanta soddisfazione sulla lunga distanza. 
In ogni caso nl nostro mondo non c'è nessun Danny Zuko, nessun Johnny Castle né tantomeno un Sam Wheat, pronto a tornare addirittura dalla morte per la bella faccia nostra.
Vorrei tanto poter imprimere su pellicola le notti insonni pensando ad una persona che non si riesce a capire, che si vuole decifrare ardentemente; vorrei si potesse raccontare il dubbio, quello che ti assale mentre sei a metà scalata, quello che ti fa dire "ma chi me lo fa fare?" e il momento in cui decidi di continuare a tentare o di lasciar perdere. 
E non solo per l'amore, ma per tutto quello che riguarda le grandi conquiste. Nei film, ogni protagonista che si rispetti, subisce a metà pellicola un crollo totale: che sia l' amore, il lavoro, la famiglia o tutto assieme, ad un certo punto si ritrova letteralmente culo all'aria. Per alcuni minuti di film va tutto uno schifo, lui/lei non sa che fare, è alla frutta, la sua vita è finita, distrutta, kaputt, niet, achtung, vorbidden etc etc... e poi semplicemente si rialza. Ha un'idea geniale, magari erano due ore di film che a stento scorreggiava e all'improvviso ha la soluzione! Che ovviamente è quella giusta, che lo diciamo a fare. E tutto si riavvia. E questo è peggio delle cazzate sull'amore (a quello tutto sommato puoi anche crederci, di imbecilli nel mondo ce ne sono a go go, vuoi vedere che non ci sia una percentuale statistica per cui non lo puoi avere pure tu il tuo imbecille personale??) 
Ma il resto no dai. E su. E non prendiamoci per i fondelli. E no. Non ce la faccio.
Sarà l'eta che avanza inesorabilmente, sarà che dopo un po', pur volendo a tutti costi credere alle belle favole, la vita fa di tutto per farti credere solo agli orchi e ai lupi cattivi, ma non riesco più a tratte conforto e speranza dalle storie che mi racconta il mondo.
L'unica cosa vera è che, se accetti le persone il più possibile per quelle che sono, forse potrai svegliarti delle mattine, girarti nel letto, e trovare un motivo per sorridere davanti al tenero orango che sta stronfiando dolcemente al tuo fianco. Emettendo suoni da betoniera inceppata. A volte ferendoti inavvertitamente, mentre sogna probabilmente di essere un trapezista all'apice del più complesso show della sua vita. Insomma si è capito che intendo.